
Il Milan perde in casa contro il Benfica e continua a mettere a nudo le proprie debolezze. Se sabato scorso, nella sfida sul campo della Lazio, era arrivata una rimonta di grinta e personalità, questa volta non c'è stato il comeback. Tuttavia appaiono in maniera chiara i limiti di una squadra che - va detto - deve ancora essere rifinita e definita. Ruben Amorim sta provando a instillare i suoi principi a un gruppo di giocatori costruito quasi integralmente. Sono stati tanti i nuovi acquisti giunti a Milano durante l'estate, alcuni dei quali negli ultimi giorni di mercato. Tuttavia, dopo la quinta partita stagionale ci si aspettava qualcosa di diverso.
Non va minimamente presa in considerazione l'ipotesi per cui Ruben Amorim sia a rischio esonero dal Milan. La società crede fortemente nel suo allenatore, ma al tempo stesso qualche riflessione va fatta. Soprattutto per quanto riguarda la gestione del gruppo a sua disposizione. Contro il Benfica, infatti, è scesa in campo la quinta formazione titolare diversa in altrettante partite stagionale. Una mancanza di continuità e di stabilità, che alla lunga pesa. Anche perché, almeno fino a questo momento, il tallone d'Achille dei rossoneri è rappresentato proprio dai primi tempi.
E se Luka Modric non si alza dalla panchina nemmeno per fare riscaldamento...
La prestazione del Milan contro il Benfica all'esordio in Europa League è stata decisamente a due facce. I rossoneri hanno provato a creare tanto sul piano offensivo, con uno stile di gioco che è però apparso molto scolastico. Tanto fraseggio, molti tocchi, diversi cross a spiovere, ma una pericolosità ancora da trovare. Va detta una cosa: se con un dominio territoriale abbastanza evidente, siano arrivate solo due palle gol nitide (quelle di De Winter e Pulisic nel secondo tempo), qualcosa non funziona. Soprattutto nelle modalità di innesco di Gonçalo Ramos, il quale continua a correre per il campo, ma non riceve ancora palloni giocabili in area.
Tutto questo - o comunque buona parte - potrebbe essere sistemato con un uomo: Luka Modric. Il playmaker croato probabilmente non versa ancora in condizioni ottimali. Oppure (tesi più probabile) non ha ancora trovato la giusta alchimia con Ruben Amorim. Eppure questo Milan, che dal centrocampo in su ha tanta fantasia e imprevedibilità, deve passare dai suoi piedi e dalle sue geometrie. Ieri il Pallone d'Oro 2018 è rimasto seduto in panchina per tutta la partita. Una scena che i tifosi rossoneri sperano di non dover rivedere più, se non per cause di forza maggiore.
Il tutto mentre la difesa continua a fare acqua da tutte le parti. Anche ieri sono arrivati due gol evitabili, soprattutto il secondo in cui le marcature sono clamorosamente saltate. Il Benfica non ha fatto chissà cosa, ma si è comunque portato a casa i tre punti. Altro elemento che non può non far riflettere...