Roma-Atalanta, la mentalità vincente di Gasperini stende la Dea

Pubblicato il: 06-09-26
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Roma - Atalanta, Gasperini lancia un messaggio per lo scudetto


La partita tra Roma e Atalanta, con ogni probabilità, offre alla Serie A una seria pretendente per la conquista dello scudetto. Poche ore prima si era giocato il match tra Inter e Napoli, con la clamorosa rimonta messa in atto dai nerazzurri. Un indizio che poteva mettere i giallorossi un po' alle strette, anche se siamo ancora alla terza giornata. E nonostante il gol di Ederson che ha gelato i padroni di casa, questi hanno avuto la forza di rimontare. E soprattutto di farlo nei minuti finali, quando di solito la frustrazione e la stanchezza prendono il sopravvento.

La Roma allenata da Gian Piero Gasperini ha dimostrato, una volta di più, di essere una squadra vera. Se il poker ai danni della Fiorentina poteva essere un bel biglietto da visita, e quello rifilato al Lecce era una buona conferma sul piano realizzativo, la sfida di ieri sera è stata un segnale lanciato a tutto il campionato. Con i giallorossi non si scherza. Le cose, rispetto alla scorsa stagione, sembrano essere cambiate, soprattutto dal punto di vista della convinzione. 

E nel frattempo, l'Atalanta di Maurizio Sarri si mangia le mani.

Roma - Atalanta, il gol di Soulè fa impazzire Gasperini


La partita tra la Roma e l'Atalanta sembrava la classica trappola per i padroni di casa. Un autentico dominio esercitato per tutto il primo tempo, Una lunga serie di occasioni per sbloccare la partita, con il solito Carnesecchi che conferma di essere uno dei migliori portieri in circolazione. Poi succede il classico episodio che rischia di rendere invalicabile ogni ostacolo. Tre minuti dopo l'inizio del secondo tempo, infatti, Ederson porta in vantaggio gli ospiti. Un gol che rischia di complicare in maniera definitiva i piani della squadra guidata da Gian Piero Gasperini.

I minuti passano, il tempo residuo si riduce e le speranze dell'Atalanta aumentano, ma la Roma ha altri piani. Fino ad arrivare al minuto 90, quando spunta la figura statuaria di Mario Hermoso. Il difensore centrale spagnolo aveva già salvato la sua squadra nell'ultima sfida giocata contro la Dea allo stadio Olimpico. Anche in quel caso la sua rete valeva l'1-1, ma c'erano altri sei minuti per vincere. Ed è qui che spicca un'altra figura, quella di Matias Soulè. L'argentino è sembrato in più occasioni a un passo dalla cessione. E la sua giocata, di talento e di fame, al minuto 95 è quella che fa esplodere lo stadio e il Gasp.

Chissà se a maggio, nella Capitale, ci si ricorderà con il sorriso di questo gol.