Franco Baresi, gli episodi della carriera del leggendario capitano del Milan

Pubblicato il: 05-08-26
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Franco Baresi è ormai morto cinque giorni fa, il 31 luglio scorso. Il leggendario capitano del Milan degli Anni Ottanta e Novanta ha lasciato un segno indelebile nella storia del club rossonero e di tutto il calcio italiano. In questo articolo vogliamo fare il giusto omaggio a uno dei calciatori più importanti per questa disciplina, a livello sia nazionale che internazionale. Scopriremo dunque quali sono stati gli episodi più significativi in una carriera che è durata più di 25 anni, tra grandi giocate, momenti eroici e tanti trofei conquistati in una bacheca strepitosa.

Franco Baresi, gli episodi più importanti della sua carriera


Snoccioliamo uno per uno gli episodi più importanti della carriera di Franco Baresi.

L'esordio con il Milan in Serie A


La prima data da tenere in altissima considerazione è quella del 23 aprile 1978. Il Milan scende in campo contro il Verona in una delle ultime partite di Serie A. L'allenatore Nils Liedholm schiera, nella sua difesa a tre, anche Franco Baresi. I rossoneri, alla fine, portano a casa la vittoria con il risultato di 1-2 ribaltando con i gol di Bigon e Buriani l'iniziale svantaggio, causato da un autogol di Bet. La squadra meneghina, per la cronaca, terminerà la stagione al quarto posto. Tuttavia, nella stagione successiva arriverà il decimo scudetto, quello della "stella", con Baresi in campo in tutte le 30 partite di campionato. Una leggenda tra per prendere forma.

Le due stagioni in Serie B


Saltiamo in avanti di due anni, alla conclusione del campionato di Serie A 1979-80. Il Milan, come abbiamo appena accennato, gioca da campione d'Italia in carica e con lo scudetto sul petto. La stagione, però, non sarà da vertice anche se il peggio deve ancora arrivare. Scoppia infatti lo scandalo del calcioscommesse che coinvolge, tra le altre, anche la società rossonera, condannata alla retrocessione d'ufficio in Serie B. Una situazione che però non fa vacillare Franco Baresi, il quale rimane da capitano e stravince il campionato. 

Tuttavia, nel 1981-82 le cose non vanno per niente meglio. Anzi, stavolta la retrocessione in cadetteria arriva direttamente sul campo al termine di una annata tragica. Neanche stavolta, però, quello che non è più il "piscinin" tentenna e rappresenta al meglio i colori del Diavolo.

Franco Baresi leader del Milan di Sacchi


Pochi anni dopo, il Milan passa nelle mani dell'imprenditore di Arcore, Silvio Berlusconi. Una vera e propria macchina da guerra, che però spesso e volentieri strizza l'occhio al lato estetico delle cose. E nell'estate del 1987 la rivoluzione rossonera prende corpo. In panchina viene scelto, tra lo stupore generale e qualche risatina, Arrigo Sacchi. In pochissimi, però, sanno che da qui nascerà una delle epopee più vincenti della storia dello sport italiano. E Franco Baresi, di quel Milan, sarà leader carismatico e non solo.

Nei quattro anni con il tecnico di Fusignano in panchina, i rossoneri vinsero uno scudetto, due Coppe dei Campioni e altrettante Coppe Intercontinentali. Il Milan, sotto la guida del suo storico capitano Franco Baresi, divenne la squadra più forte e più bella da vedere al mondo. L'apice di questo quadriennio, dal punto di vista del difensore, fu la semifinale della Coppa Campioni 1989 in casa del Real Madrid. Giocare al "Santiago Bernabeu", in quegli anni, era praticamente impossibile per tutti, ma non per Franco Baresi. Sotto la sua guida, il Diavolo riuscì a mandare in fuorigioco le merengues per ben 23 volte. Mai nessuna squadra, nella storia di quella che ora si chiama Champions League, riuscì ad avvicinarsi a questo dato.

I Mondiali 1994 e il miracolo di Franco Baresi


Passano gli anni, la bacheca di Franco Baresi si riempie e con essa cresce anche l'aura attorno al libero più forte della storia del calcio. Tuttavia, il più grande rimpianto - per lui e per tutti i campioni italiani della sua generazione - è legata alla mancanza di trionfi con la maglia dell'Italia. Eppure c'è stato un momento in cui sembrava che il successo potesse arrivare.

I Mondiali del 1994 si giocano negli Stati Uniti, in condizioni climatiche terribili. Franco Baresi ritrova Arrigo Sacchi, stavolta in qualità di commissario tecnico dell'Italia. E l'esordio è tragico: sconfitta contro l'Irlanda e passaggio del turno in bilico. Le cose, se possibile, si mettono ancora peggio nella seconda partita del girone, contro la Norvegia. All'inizio del secondo tempo, Franco Baresi si procura la rottura del menisco. Nonostante l'assenza del suo capitano, la successiva espulsione di Pagliuca e la discussa sostituzione di Roberto Baggio, gli azzurri vincono e resistono.

25 giorni dopo, un'Italia considerata mediocre si spinge fino alla finale dei Mondiali di Usa 1994. Si gioca contro il Brasile, in palio per entrambe le Nazionali c'è il quarto titolo mondiale. Arrivano le formazioni ufficiali e con esse una sorpresa incredibile: Franco Baresi gioca, meno di un mese dopo la rottura del menisco. Il numero 6 disputa una partita memorabile, come se nulla fosse successo. Si arriva ai calci di rigore, il primo azzurro lo tira lui ma la palla vola alle stelle. Franco piange, poi l'Italia perderà, ma la sua carriera dopo questo episodio diventa sempre più leggendaria.

L'ultimo atto di Franco Baresi con il Milan


La stagione 1996-97 sarà l'ultima da calciatore professionista per Franco Baresi, che al termine del campionato annuncia il suo ritiro. Sarà una annata disgraziata, con il Milan affidato prima a Oscar Tabarez e poi di nuovo ad Arrigo Sacchi. I rossoneri restano ben lontani dalla lotta per lo scudetto, vinto dalla Juventus. E proprio contro i bianconeri si gioca forse la più grande partita da incubo nella carriera dell'uomo nato "piscinin" e divenuto "Kaiser Franz".

Il 6 aprile 1997 la Juventus va a San Siro in uno degli ultimi ostacoli verso la conquista dello scudetto. Dovrebbe essere una grande partita, ma va in scena una delle più grandi umiliazioni nella storia del Milan. I bianconeri vincono con un devastante 1-6 e pongono il sigillo sul tricolore. Emblematica è l'azione del quarto gol juventino: un giovane Christian Vieri salta facilmente in velocità un Franco Baresi vecchio, stanco e senza stimoli, prima di segnare. È il canto del cigno di una carriera clamorosa.

E non appena terminerà questo lungo viaggio, durato 19 anni, la bacheca di Franco Baresi parla chiaro. 6 scudetti, 4 Supercoppe italiane, 3 Coppe dei Campioni, 2 Supercoppe UEFA e 2 Coppe Intercontinentali. 719 presenze con la maglia del Milan e 81 con la Nazionale italiana.