
Stipendi Serie A 2026/27: monte ingaggi Serie A e giocatori più pagati Gli stipendi Serie A 2026/27 raccontano un campionato in cui la Juventus guida il monte ingaggi netto e Lautaro Martínez resta il calciatore più pagato, con 9 milioni di euro a stagione. Dietro i due primati ci sono distanze ampie fra le venti squadre e differenze altrettanto nette all’interno delle rose. Quanto guadagnano i protagonisti del campionato? Chi precede le altre società nella spesa per gli stipendi? Dai contratti delle big ai compensi degli allenatori, la guida del Chirurgo del Bet mette in ordine le cifre e chiarisce come leggerle. NB: Le cifre sugli ingaggi sono stime e possono differire dagli importi effettivi dei contratti. MONTE INGAGGI SERIE A 2026/27: LA CLASSIFICA DELLE 20 SQUADRE La Juventus supera gli 87 milioni di euro netti annui, l’Inter si ferma a 82,50 e il Milan completa il podio con 68,61. Poco più indietro c’è il Napoli, mentre la Roma occupa la quinta posizione. All’altro estremo si trova il Lecce, con un monte ingaggi di 10,38 milioni. La tabella segue gli stipendi netti: somma quindi gli importi destinati ai calciatori dopo le trattenute. Non comprende gli ingaggi degli allenatori, trattati separatamente più avanti. Posizione Squadra Monte ingaggi netto, mln € Più pagato, anche a pari merito Netto annuo, mln € 1 Juventus 87,55 Kenan Yildiz 6,00 2 Inter 82,50 Lautaro Martínez 9,00 3 Milan 68,61 Adrien Rabiot, Mike Maignan 5,00 4 Napoli 65,50 Kevin De Bruyne 6,00 5 Roma 54,63 Donyell Malen 4,00 6 Atalanta 44,90 Franck Kessié 4,00 7 Como 42,92 Nico Paz 4,00 8 Lazio 38,31 Mattia Zaccagni 3,00 9 Fiorentina 34,55 David de Gea 3,00 10 Torino 31,97 Ché Adams 1,80 11 Venezia 26,213 Akor Adams 2,25 12 Bologna 24,92 Riccardo Orsolini 2,50 13 Sassuolo 23,12 Domenico Berardi 3,00 14 Udinese 22,78 Nicolò Zaniolo 1,80 15 Genoa 18,53 Vitinha, Hamed Junior Traorè 1,80 16 Cagliari 16,41 Paul Mendy 1,50 17 Parma 14,86 Diego Carlos 2,00 18 Monza 14,31 Michael Folorunsho, Andrea Colpani 1,20 19 Frosinone 12,485 Romano Schmid 1,20 20 Lecce 10,38 Willem Geubbels 0,80 Importi netti annui stimati, premi variabili esclusi. Fra la prima e l’ultima squadra ci sono oltre 77 milioni di euro. La distanza dà un’idea delle diverse dimensioni economiche dei club, ma non anticipa la classifica sul campo. Organizzazione, disponibilità dei giocatori e rendimento possono portare una squadra ben oltre, oppure al di sotto, delle attese legate alla spesa. GLI STIPENDI SERIE A DELLE BIG Gli ingaggi più alti si concentrano nelle società con maggiori risorse, ma ciascuna distribuisce il proprio budget in modo diverso. C’è chi ha un giocatore nettamente davanti agli altri e chi presenta più contratti ravvicinati. Juventus, Inter e Milan figurano anche ai vertici della classifica perpetua Serie A [https://chirurgodelbet.com/news/classifica-perpetua-serie-a-le-squadre-che-hanno-fatto-piu-punti/]: una graduatoria che guarda ai risultati accumulati negli anni, mentre gli stipendi fotografano gli impegni di una singola stagione. STIPENDI INTER Il monte ingaggi Inter raggiunge 82,50 milioni di euro netti. A guidare la graduatoria interna è Lautaro Martínez, con 9 milioni annui: 2,5 in più di Nicolò Barella, secondo a quota 6,5 milioni. Alle loro spalle si trova un gruppo consistente di giocatori. Hakan Çalhanoğlu, Marcus Thuram e Piotr Zieliński sono indicati a 6 milioni ciascuno, Alessandro Bastoni a 5,5 e Benjamin Pavard a 5. Lo stipendio di Lautaro rimane dunque il riferimento più alto, ma il peso dei contratti è distribuito fra attacco, centrocampo e difesa. Il capitano percepisce da solo poco meno dell’11% del totale netto nerazzurro. È una quota rilevante, senza però assorbire la maggior parte delle risorse riservate alla rosa. STIPENDI JUVENTUS Gli stipendi Juventus valgono complessivamente 87,55 milioni netti. Il compenso più alto è quello di Kenan Yildiz, stimato in 6 milioni annui. Seguono Randal Kolo Muani con 5,5 milioni e Bremer con 5. Douglas Luiz e Teun Koopmeiners si collocano a 4,5 milioni ciascuno. Il monte ingaggi Juve nasce quindi dalla somma di numerosi contratti elevati: il primo posto fra le società non coincide con quello del singolo giocatore più pagato. Il confronto con l’Inter rende bene la differenza. Il totale bianconero è superiore di circa 5 milioni, mentre fra gli ingaggi dei due giocatori più pagati, Yildiz e Lautaro, ci sono 3 milioni a favore dell’argentino. Per capire gli stipendi Juve serve perciò guardare oltre il primo nome della lista. STIPENDI MILAN Il monte ingaggi Milan è stimato in 68,61 milioni netti annui. Adrien Rabiot e Mike Maignan condividono il primo posto nella rosa con 5 milioni ciascuno. Mario Gila segue a 4,5 milioni, mentre Gonçalo Ramos è indicato a 4 milioni. Il vertice degli stipendi Milan comprende così un centrocampista e un portiere, seguiti da un difensore e un attaccante. Una distribuzione che mostra come il ruolo in campo, da solo, non determini la retribuzione. I due contratti più alti valgono insieme 10 milioni netti, poco meno del 15% del totale. Il resto è distribuito fra gli altri componenti della rosa: anche per questo limitarsi al nome più noto può dare un’immagine incompleta della spesa annuale. STIPENDI NAPOLI Gli stipendi Napoli arrivano a 65,50 milioni netti. Kevin De Bruyne occupa il primo posto con un ingaggio stimato intorno ai 6 milioni annui; Rasmus Højlund segue a 5 milioni. Giovanni Di Lorenzo e Matteo Politano sono indicati a 3,5 milioni ciascuno. Lo stipendio di De Bruyne lo colloca nel gruppo immediatamente alle spalle di Lautaro e Barella nella classifica generale. Quello di Højlund porta invece il centravanti danese nella fascia dei 5 milioni, condivisa da diversi protagonisti delle altre big. Il monte ingaggi Napoli resta vicino a quello del Milan: il distacco netto è di circa 3,1 milioni. Una differenza molto più contenuta rispetto a quella che separa entrambe le squadre dalle prime due posizioni. ROMA, ATALANTA E LAZIO Gli stipendi Roma totalizzano 54,63 milioni netti, con Donyell Malen a 4 milioni annui. Gli stipendi Atalanta raggiungono 44,90 milioni e Franck Kessié figura a quota 4 milioni. Gli stipendi Lazio ammontano invece a 38,31 milioni, con Mattia Zaccagni a 3 milioni. Roma e Atalanta hanno quindi un compenso di vertice dello stesso importo, pur con totali di squadra differenti. Il divario si forma negli altri contratti della rosa. È uno degli aspetti meno immediati del monte ingaggi: due club possono pagare allo stesso modo il proprio giocatore più remunerato e sostenere una spesa complessiva molto diversa. I CALCIATORI PIÙ PAGATI DELLA SERIE A: TOP 10 Lautaro Martínez guida la classifica dei calciatori più pagati con 9 milioni netti annui. Barella lo segue a 6,5 milioni, poi la graduatoria si allarga: cinque giocatori condividono la fascia dei 6 milioni. La top 10 comprende anche tutti i pari merito al decimo posto. I nomi sono quindi quattordici, perché cinque calciatori hanno lo stesso ingaggio da 5 milioni netti. L’ordine considera esclusivamente la parte fissa annuale. Posizione Calciatore Squadra Netto annuo, mln € 1 Lautaro Martínez Inter 9,00 2 Nicolò Barella Inter 6,50 3 Hakan Çalhanoğlu Inter 6,00 3 Marcus Thuram Inter 6,00 3 Piotr Zieliński Inter 6,00 3 Kenan Yildiz Juventus 6,00 3 Kevin De Bruyne Napoli 6,00 8 Alessandro Bastoni Inter 5,50 8 Randal Kolo Muani Juventus 5,50 10 Benjamin Pavard Inter 5,00 10 Bremer Juventus 5,00 10 Adrien Rabiot Milan 5,00 10 Mike Maignan Milan 5,00 10 Rasmus Højlund Napoli 5,00 Stipendi netti annui stimati, premi variabili esclusi. Fra gli attaccanti presenti, Lautaro, Thuram, Yildiz e Højlund compaiono anche nell’approfondimento del Chirurgo del Bet sui migliori attaccanti Serie A 2025/26 al fantacalcio [https://chirurgodelbet.com/news/fantacalcio-i-10-5-migliori-attaccanti-serie-a-2025-26-/]. Il confronto permette di affiancare stipendi e rendimento, tenendo presente che il contratto viene negoziato prima di conoscere i risultati della stagione. QUANTO GUADAGNA UN CALCIATORE DI SERIE A: STIPENDIO MEDIO E MINIMO Non tutti i calciatori di Serie A guadagnano milioni. Fra un giovane al primo contratto e un titolare delle big possono esserci differenze enormi. Per questo lo stipendio medio Serie A va letto con attenzione: pochi ingaggi molto alti bastano ad alzare il valore complessivo. La media si ottiene dividendo il totale degli stipendi per il numero dei giocatori considerati. Deve però comprendere gli stessi contratti: includere giovani o calciatori in prestito soltanto in uno dei due conteggi cambia il risultato. Anche uno stipendio medio corretto non descriverebbe necessariamente il compenso più comune. Un esempio semplice: se quattro giocatori prendono 500.000 euro ciascuno e un quinto ne guadagna 8 milioni, la media è di 2 milioni. Eppure quattro su cinque restano molto al di sotto di quella cifra. Lo stipendio minimo Serie A dipende invece dalla fascia d’età e dal tipo di contratto. L’accordo collettivo del 31 luglio 2025 riporta basi annue lorde di 42.477 euro per la fascia dai 24 anni, 30.796 euro per i casi previsti fra 20 e 23 anni e 21.239 euro fra 16 e 19 anni. Sono importi soggetti agli eventuali adeguamenti stagionali, non un minimo netto identico per tutti. Per l’apprendistato valgono disposizioni specifiche. GLI STIPENDI DEGLI ALLENATORI DI SERIE A Luciano Spalletti e Gian Piero Gasperini condividono il vertice degli stipendi degli allenatori di Serie A, con 5 milioni netti annui. Lo stipendio di Allegri al Napoli è stimato in 4,5 milioni, mentre Maurizio Sarri e Ruben Amorim si collocano a 3,5 milioni. Cristian Chivu segue a quota 3 milioni. Allenatore Squadra Netto annuo stimato, mln € Luciano Spalletti Juventus 5,00 Gian Piero Gasperini Roma 5,00 Massimiliano Allegri Napoli 4,50 Maurizio Sarri Atalanta 3,50 Ruben Amorim Milan 3,50 Cristian Chivu Inter 3,00 Stipendi netti annui stimati, premi variabili esclusi. I sei compensi più elevati nel quadro contrattuale di inizio stagione 2026/27. Il compenso dell’allenatore è distinto da quello dei collaboratori. Vice, preparatori e altri membri dello staff possono avere contratti separati, che aumentano la spesa sostenuta dalla società. Lo stipendio di un allenatore Serie A può inoltre restare a carico del club dopo un esonero, secondo gli accordi in essere. In questi casi la società può pagare contemporaneamente il tecnico subentrato e quello sostituito: la somma destinata alla panchina supera quindi il solo ingaggio dell’allenatore in attività. LORDO E NETTO: COME LEGGERE GLI STIPENDI DEI CALCIATORI Quando si parla di un contratto da 5 milioni, la prima domanda è se l’importo sia lordo o netto. Il netto è la somma che rimane al calciatore dopo imposte e trattenute. Il lordo è il valore precedente a quei prelievi; il costo complessivo del club può comprendere ulteriori oneri. Due stipendi netti uguali possono quindi avere un peso diverso per le società. Residenza fiscale, addizionali locali e situazione personale incidono sul rapporto fra lordo e netto. Non basta raddoppiare una cifra, né applicare la stessa percentuale a tutti i giocatori. Vanno poi tenuti separati stipendio, premi e prezzo del cartellino. Il denaro pagato a un altro club per acquistare un calciatore non finisce nella sua busta paga. Allo stesso modo, un contratto da 4 milioni annui per cinque stagioni mantiene uno stipendio di 4 milioni l’anno: i 20 milioni rappresentano il valore complessivo della parte fissa sull’intera durata. E NELLE SERIE MINORI? SERIE B, C E D Scendendo di categoria cambiano sia i livelli retributivi sia le regole contrattuali. Serie B e Serie C prevedono accordi collettivi e minimi propri, che non vanno confusi con quelli della massima serie. In Serie D contano anche il diverso inquadramento e la forma del rapporto di lavoro sportivo. Parlare di uno stipendio standard per tutti sarebbe poco utile: incidono età, durata dell’accordo e condizioni individuali. Per confrontare due cifre bisogna almeno sapere se si riferiscono a un mese, a una stagione completa e a un importo lordo oppure netto. DOMANDE FREQUENTI Chi è il giocatore più pagato della Serie A? Lautaro Martínez, con uno stipendio stimato di 9 milioni di euro netti annui. La cifra riguarda la parte fissa del contratto con l’Inter, senza premi variabili o ricavi personali da sponsorizzazioni. Quale squadra ha il monte ingaggi più alto? La Juventus guida la classifica netta riportata nella guida con 87,55 milioni annui, davanti all’Inter a 82,50. Considerando il costo lordo per i club, l’ordine può cambiare. Quanto guadagna un arbitro di Serie A? Il compenso per dirigere una partita di Serie A è indicato in 4.000 euro lordi. Il guadagno annuale dipende dal numero e dal tipo di incarichi, oltre alle altre componenti previste. Il gettone per una singola gara non equivale quindi a uno stipendio netto mensile. Gli stipendi comprendono i premi per gol e risultati? No, le tabelle riportano soltanto gli ingaggi fissi stimati. I premi previsti nei singoli contratti possono aumentare il compenso effettivo in base a presenze, obiettivi individuali e risultati di squadra.

RIEPILOGO DELLA PARTITA COMO VS FEYENOORD: ANALISI APPROFONDITA DEL CHIRURGODELBET Il Como incassa la prima sconfitta in Champions League contro il Feyenoord, nonostante un inizio promettente. Dopo la partita, Cesc Fabregas ha rilasciato dichiarazioni significative ai microfoni di SkySport e in conferenza stampa, come riportato da TMW. Analisi su Diao e Kean: "Diao ha avvertito qualche problema fisico dopo il gol, ma è presto per fare una valutazione precisa. Anche per Kean sarà necessario un monitoraggio più approfondito nei prossimi giorni. Dobbiamo essere cauti nelle valutazioni finché non avremo maggiori informazioni. La loro presenza in squadra è cruciale, come dimostrato anche oggi con il gol segnato. La Champions League è un meritato riconoscimento per la nostra stagione scorsa". Considerazioni su Nico Paz in falso 9: "Abbiamo optato per questa tattica pensando fosse vantaggiosa per attaccare l'avversario. Come dimostrato dal gol di Diao. Il calcio è fatto di scelte e la squadra deve imparare da queste situazioni. Gestire al meglio i nostri attaccanti è fondamentale, soprattutto considerando anche i nostri impegni in Serie A. È un processo di crescita costante. Questa è la nostra prima partecipazione qui, e ci sono stati momenti positivi. Nonostante il risultato, la squadra non ha mai mollato. È importante saper vedere il bicchiere mezzo pieno". Valutazione su Baturina: "Giocatori come Baturina hanno faticato in questa competizione? La Champions League rappresenta il palcoscenico più competitivo. Il livello di sfida è superiore persino rispetto alla Coppa del Mondo. Anche squadre blasonate come il Bayern e il Barcelona hanno avuto le loro difficoltà. È arduo giocare in trasferta in Champions League, ma è importante mantenere la calma. Questa competizione è un'opportunità per il nostro club e dobbiamo continuare a progredire costantemente. La chiave è mantenere lucidità e coerenza nel nostro percorso".

IL COMO DI FABREGAS PRONTO PER IL MATCH CONTRO IL FEYERNOORD IN CHAMPIONS LEAGUE Dopo la vittoria contro il Lipsia, il Como si prepara ad affrontare il Feyenoord. A sorpresa, Douvikas partirà dalla panchina. Analizziamo le scelte tattiche del ChirurgoDelBet. La formazione ufficiale: COMO (4-2-3-1): Sanchez; Smolcic, Ramon, Chalobah, Valle; Milla, Perrone; Diao, Baturina, Kaiki; Nico Paz. All. Fabregas

IL BOOM DI JAY ENEM NEL BOLOGNA DI PALLADINO: ANALISI E PROSPETTIVE Nel Bologna di Raffaele Palladino la concorrenza in attacco è diventata una delle storie più interessanti di questo inizio di stagione. Artem Dovbyk e Roberto Piccoli restano i nomi di peso, quelli acquistati a caro prezzo e chiamati a fare i gol che finora sono mancati. Ma c’è un terzo incomodo che sta guadagnando terreno giorno dopo giorno: Jay Enem. Il classe 2003 olandese di origini nigeriane, alto 1,95 metri, arrivato a fine agosto dalla Stella Rossa, era quasi finito in prestito in Svizzera. Poi i problemi fisici di Dovbyk e la necessità di avere un’alternativa vera lo hanno tenuto sotto le Due Torri. E da quando è arrivato Palladino, la musica è cambiata. Le parole del mister e la scelta di Lecce In conferenza stampa Palladino ha delineato con chiarezza i tre profili: «Abbiamo tre attaccanti diversi. Enem è un ottimo attaccante con qualità tecniche e fisiche. Dovbyk negli ultimi metri si fa trovare bene e sempre orientato con il corpo. Piccoli ha bisogno di profondità. Useremo tutti in base alla tipologia di partita. Non ci sono undici titolari, ma chi mi convince in allenamento scende in campo». Non sono parole di circostanza. A Lecce, quando tutti si aspettavano la staffetta classica Piccoli-Dovbyk, il tecnico ha mandato in campo Enem. Il risultato? Gol decisivo e prima vittoria della gestione Palladino. Enem ha sfruttato l’occasione con la freddezza di chi ha già segnato a ripetizione in Serbia (dieci gol in diciassette partite all’OFK Belgrado, poi altri con la Stella Rossa) e con il dinamismo che lo rende diverso dagli altri due. Perché Enem può avere più spazio Dovbyk è il finalizzatore puro, il classico nove che vive dentro l’area. Piccoli è più mobile, bravo a fare sponda e ad attaccare la profondità, ma ha bisogno di continuità e di un contesto che lo valorizzi. Enem unisce pezzi di entrambi: struttura fisica importante, presenza in area, capacità di attaccare lo spazio e, soprattutto, un dinamismo che si sposa bene con l’idea di calcio propositivo e intenso che Palladino sta cercando di installare. Palladino non è il tipo da legarsi a gerarchie rigide. Preferisce leggere la partita e le caratteristiche degli avversari. In questo contesto, tra il centravanti “da area” e quello “da profondità”, lo spazio per il dinamismo e le qualità tecniche di Enem è destinato ad aumentare. Chi l’ha già in rosa può sorridere. Chi ancora no, farebbe bene a tenerlo d’occhio: a Bologna la terza punta non è più solo un’alternativa.

VILLARREAL - NAPOLI, ALLEGRI SI ARRABBIA E PARLA DELLA FASE DIFENSIVA Massimiliano Allegri non può che essere deluso per la sconfitta patita dal Napoli sul campo del Villarreal. Secondo ko per gli azzurri in Champions League, dopo quella al debutto in casa contro l'Arsenal. Il tecnico, dal canto suo, pone l'accento sugli errori commessi dai suoi giocatori: "Le partite di Champions sono così, vanno giocate in un altro modo. Può succedere di prendere l’1-1, ma poi non bisogna andare subito in confusione e subirne un altro. Non è che a un certo punto ci sfaldiamo, com’è successo nel secondo tempo, dove ci siamo allungati e abbiamo cercato di risolvere la gara con la giocata del singolo". Anche dal punto di vista offensivo sembra esserci molto da lavorare. Allegri fa capire che il Napoli continua a commettere gli stessi errori. E anche nello scorso match vinto in campionato, non sono mancate le difficoltà: "Com’è accaduto col Frosinone, abbiamo avuto le occasioni per segnare ma non le abbiamo sfruttate perché abbiamo sbagliato la scelta. Su questo bisogna fermarsi a riflettere e a ragionare, perché abbiamo ancora la possibilità di passare il turno. Non sarà facile, le partite si possono anche perdere, ma non in questo modo. Ci vuole più pazienza, il tempo c’era". VILLARREAL - NAPOLI, ALLEGRI E IL TEMA DELLA DIFESA Ma se l'attacco piange, la difesa non ride. Allegri ha parlato della questione relativa alla fase difensiva. Dal canto suo, si tratta di un argomento che a livello di opinione pubblica è sempre più un tabù: "Ormai è diventato quasi una vergogna anche parlarne. In Champions ci sono pochi errori tecnici, se si commettono bisogna andare subito alla riconquista e si fa fatica. Sui gol presi ci deve essere una maggiore attenzione in termini di collettivo, i difensori hanno fatto una buona prestazione nel complesso anche se il primo gol l’abbiamo regalato. Anche col Frosinone abbiamo subito troppi tiri. Serve un maggiore spirito di sacrificio e un approccio corretto quando la palla ce l’hanno gli altri". Secondo Allegri, tutta la squadra deve difendere bene per aiutare i difensori. Per questo motivo si aspetta qualcosa di più dal suo Napoli. La speranza è che le prossime partite possano portare dei miglioramenti: "D’altronde, se a centrocampo si difende bene e si gioca bene, si hanno più vantaggi per creare azioni da gol. Le occasioni le abbiamo avute, il punto è che poi subiamo troppo, allora dobbiamo trovare un equilibrio. Se non abbiamo solidità difensiva, siamo automaticamente meno bravi in fase offensiva perché siamo più lunghi e prendiamo le ripartenze. Abbiamo le qualità per segnare, solo che non dobbiamo sbagliare nella situazione, altrimenti costringiamo i difensori a giocare uomo contro uomo".