Capienza stadi italiani: la classifica degli stadi di Serie A dal più grande al più piccolo
Capienza stadi italiani: la classifica degli stadi di Serie A dal più grande al più piccolo
Pubblicato il: 22-10-26  -  Calcio

Capienza stadi italiani: la classifica degli stadi di Serie A dal più grande al più piccolo Per molti tifosi, la partita comincia lungo la strada verso lo stadio, tra il ritrovo al bar e gli ultimi passi prima dei cancelli. Poi arrivano le tribune: imponenti a Milano, affacciate sul lago a Como, circondate dalla laguna a Venezia. La capienza degli stadi italiani racconta anche questa varietà, nata da epoche e scelte architettoniche differenti. Nella Serie A 2026/27, San Siro conserva il primato con 75.817 posti ed è lo stadio più grande d’Italia. Alle sue spalle, impianti storici e nuove costruzioni compongono una classifica da affiancare a quella degli stadi più grandi del mondo [https://chirurgodelbet.com/news/gli-stadi-piu-grandi-del-mondo-la-classifica-per-capienza/]. CAPIENZA STADI ITALIANI: LA CLASSIFICA COMPLETA DEGLI STADI DI SERIE A 2026/27 Le 20 squadre della Serie A 2026/27 giocano in 18 stadi. San Siro è condiviso da Milan e Inter, l’Olimpico da Roma e Lazio. Venezia, Frosinone e Monza riportano nella massima serie Penzo, Benito Stirpe e Brianteo; escono invece gli impianti di Verona, Cremonese e Pisa. Le capienze corrispondono al totale dei posti dichiarato dalla Lega Serie A per ciascun impianto, con San Siro confermato dal gestore. La capienza omologata e i biglietti disponibili per la singola partita possono essere inferiori. Per il Franchi è indicata la configurazione ridotta durante i lavori. Pos. Stadio Città Squadra/e Capienza Anno di inaugurazione 1 San Siro (Giuseppe Meazza) Milano Milan, Inter 75.817 1926 2 Olimpico Roma Roma, Lazio 69.689 1953 3 Diego Armando Maradona Napoli Napoli 54.732 1959 4 Allianz Stadium Torino Juventus 41.507 2011 5 Renato Dall’Ara Bologna Bologna 36.532 1927 6 Luigi Ferraris (Marassi) Genova Genoa 33.205 1911 7 Ettore Giardiniero Via del Mare Lecce Lecce 30.706 1966 8 Olimpico Grande Torino Torino Torino 28.177 1933 9 Bluenergy Stadium (Friuli) Udine Udinese 25.155 1976 10 Artemio Franchi Firenze Fiorentina 24.786* 1931 11 New Balance Arena Bergamo Atalanta 23.439 1928 12 Ennio Tardini Parma Parma 22.352 1924 13 Mapei Stadium Reggio Emilia Sassuolo 21.515 1995 14 Brianteo Monza Monza 17.102 1988 15 Unipol Domus Cagliari Cagliari 16.412 2017 16 Benito Stirpe Frosinone Frosinone 16.227 2017 17 Giuseppe Sinigaglia Como Como 12.370 1927 18 Pier Luigi Penzo Venezia Venezia 12.048 1913 * Franchi: capienza ridotta nella configurazione indicata durante i lavori. Un settore chiuso, le separazioni tra tifoserie o gli spazi riservati alle televisioni possono ridurre i posti utilizzabili. Per questo uno stadio può registrare il tutto esaurito senza raggiungere la propria capacità complessiva. Gli anni riportati si riferiscono all’inaugurazione: il Brianteo, per esempio, aprì nel 1988, dopo il completamento della struttura. I GRANDI STADI DELLA SERIE A La classifica degli stadi italiani per capienza mette a confronto edifici costruiti con criteri molto diversi. A San Siro si sono sovrapposti tre anelli, l’Olimpico conserva la pista di atletica, lo Stadium della Juventus ha avvicinato le tribune al terreno. Sono le case di club che hanno segnato il campionato, come mostra la classifica perpetua della Serie A [https://chirurgodelbet.com/news/classifica-perpetua-serie-a-le-squadre-che-hanno-fatto-piu-punti/], trasformate negli anni per accogliere più pubblico o migliorare la visibilità. SAN SIRO (GIUSEPPE MEAZZA): CAPIENZA E STORIA La capienza di San Siro è di 75.817 posti, il valore più alto tra gli impianti italiani. Inaugurato il 19 settembre 1926 con un derby, nacque per il Milan e divenne anche la casa dell’Inter dalla stagione 1947/48. La struttura attuale è il risultato di ampliamenti successivi. Il secondo anello arrivò nel 1955; per Italia ’90 furono aggiunti il terzo anello e la copertura, sostenuta dalle grandi torri che ne definiscono il profilo. Dal 1980 porta il nome di Giuseppe Meazza. Le cifre superiori a ottantamila posti appartengono a configurazioni precedenti e non descrivono la capienza oggi dichiarata dal gestore. STADIO OLIMPICO DI ROMA Lo Stadio Olimpico ha una capienza di 69.689 posti, secondo il dato della Lega Serie A. Roma e Lazio si alternano sul suo terreno dal 1953, anno dell’inaugurazione dell’impianto ricostruito nel dopoguerra. Il derby riunisce invece nello stesso giorno le due tifoserie, divise tra Curva Sud e Curva Nord. Le Olimpiadi del 1960 e i Mondiali del 1990 hanno lasciato segni diversi sulla struttura. La pista di atletica mantiene una distanza tra gli spalti e il campo; la copertura, realizzata per il torneo calcistico, ha cambiato il profilo delle tribune. La capienza dello Stadio Olimpico resta la seconda più alta del campionato, anche considerando il valore inferiore ai settantamila posti oggi riportato dalla Lega. STADIO DIEGO ARMANDO MARADONA Lo Stadio Diego Armando Maradona ha una capienza di 54.732 posti. L’impianto di Fuorigrotta fu inaugurato nel 1959 ed è conosciuto da generazioni di tifosi con il precedente nome di San Paolo. La copertura realizzata per i Mondiali del 1990 e gli interventi legati alle Universiadi del 2019 hanno modificato struttura e distribuzione delle sedute. Dal 2020 lo stadio è intitolato a Maradona, il calciatore che più di ogni altro ne ha segnato la memoria. È il terzo più grande della Serie A 2026/27, ma scende di una posizione se il confronto comprende anche il San Nicola di Bari. ALLIANZ STADIUM La capienza dell’Allianz Stadium è di 41.507 posti. È lo stesso impianto inaugurato l’8 settembre 2011 con il nome di Juventus Stadium: le due denominazioni identificano quindi la medesima struttura, costruita nell’area del vecchio Delle Alpi. La capienza dello Juventus Stadium è più contenuta rispetto a quella dei grandi impianti di Milano, Roma e Napoli. Le tribune vicine al terreno e l’assenza della pista di atletica rispondono però a un’altra idea di stadio, costruita intorno alla visibilità del gioco. Con il museo del club, il complesso rimane visitabile anche nei giorni senza partite. STADIO RENATO DALL’ARA Lo Stadio Renato Dall’Ara ha una capienza dichiarata di 36.532 posti. Inaugurato nel 1927, conserva la facciata in mattoni e la Torre di Maratona. La capienza dello stadio Dall’Ara indicata in classifica è quella complessiva riportata dalla Lega: l’apertura effettiva dei settori può determinare un numero inferiore di spettatori ammessi. STADIO LUIGI FERRARIS, MARASSI Lo Stadio Luigi Ferraris ha una capienza di 33.205 posti. Nato nel 1911 e ricostruito per Italia ’90, è noto anche come Marassi, dal quartiere genovese. Nel campionato 2026/27 ospita il Genoa; la Sampdoria utilizza lo stesso impianto in Serie B. Le tribune vicine al campo ne rendono immediatamente riconoscibile la struttura. STADIO VIA DEL MARE Lo Stadio Ettore Giardiniero Via del Mare ha una capienza di 30.706 posti. Inaugurato nel 1966, è la casa del Lecce. Nella Serie A 2026/27 è settimo per capacità dichiarata. STADIO OLIMPICO GRANDE TORINO Lo Stadio Olimpico Grande Torino ha una capienza di 28.177 posti. L’impianto risale al 1933 ed è stato rinnovato per i Giochi invernali del 2006. Ospita il Torino e dal 2016 rende omaggio nel nome alla squadra scomparsa a Superga. STADIO FRIULI, OGGI BLUENERGY STADIUM La capienza dello Stadio Friuli, oggi Bluenergy Stadium, è di 25.155 posti. L’impianto dell’Udinese fu inaugurato nel 1976 ed è stato profondamente trasformato con la ricostruzione di curve e distinti. La grande arcata della tribuna principale resta il collegamento visivo con il progetto originario; i settori rinnovati sono più vicini al terreno. STADIO ARTEMIO FRANCHI Lo Stadio Artemio Franchi ha una capienza indicata di 24.786 posti durante la fase di ristrutturazione riportata dalla Lega. L’impianto fiorentino, inaugurato nel 1931, è uno dei casi in cui il cantiere cambia sensibilmente la graduatoria. I numeri della struttura completa e quelli del progetto futuro non rappresentano i posti attualmente disponibili nella configurazione considerata. NEW BALANCE ARENA, GIÀ GEWISS STADIUM La New Balance Arena ha una capienza di 23.439 posti. Lo stadio dell’Atalanta risale al 1928, ma tribune e curve sono state rinnovate con interventi successivi. Il nome attuale è arrivato nel 2025: la capienza del Gewiss Stadium, denominazione precedente, riguarda dunque lo stesso impianto bergamasco. STADIO ENNIO TARDINI Lo Stadio Ennio Tardini ha una capienza di 22.352 posti ed è stato inaugurato nel 1924. Sorge vicino al centro cittadino; gli interventi nel tempo ne hanno adeguato i settori al calcio professionistico. MAPEI STADIUM La capienza del Mapei Stadium è di 21.515 posti. Inaugurato nel 1995, sorge a Reggio Emilia e ospita il Sassuolo in Serie A, oltre alla Reggiana in Serie B. Il nome completo comprende Città del Tricolore: la sede dell’impianto non coincide quindi con la città della squadra neroverde. STADIO BRIANTEO Lo Stadio Brianteo ha una capienza totale di 17.102 posti, dichiarata anche dal Monza. L’inaugurazione risale al 28 agosto 1988, con una vittoria sulla Roma in Coppa Italia. Il ritorno in Serie A segue il recupero dei settori e il rinnovamento delle strutture di servizio. UNIPOL DOMUS L’Unipol Domus ha una capienza di 16.412 posti. Inaugurata nel 2017 accanto all’area del Sant’Elia, resta la casa del Cagliari mentre prosegue il percorso per il nuovo stadio cittadino. Nella classifica della Serie A conta la struttura che accoglie oggi i tifosi rossoblù, con le sue dimensioni raccolte. STADIO BENITO STIRPE Lo Stadio Benito Stirpe ha una capienza di 16.227 posti. Aperto nel 2017, è la casa del Frosinone, tornato in Serie A dopo due stagioni. Rispetto ai grandi impianti con pista di atletica, presenta tribune raccolte intorno al rettangolo di gioco. Il nome ricorda Benito Stirpe, già presidente del club ciociaro. STADIO GIUSEPPE SINIGAGLIA Lo Stadio Giuseppe Sinigaglia ha una capienza di 12.370 posti. Inaugurato nel 1927, sorge sulle rive del lago di Como. Gli adeguamenti effettuati con il ritorno del club ai massimi livelli spiegano perché si trovino ancora capienze inferiori riferite a stagioni precedenti. STADIO PIER LUIGI PENZO Lo Stadio Pier Luigi Penzo ha una capienza di 12.048 posti ed è il più piccolo della Serie A 2026/27. Inaugurato nel 1913, sorge sull’isola di Sant’Elena. La posizione nella laguna rende particolare anche l’arrivo dei tifosi: ai percorsi pedonali si affiancano i collegamenti acquei previsti per le partite. QUAL È LO STADIO PIÙ GRANDE D’ITALIA? San Siro è lo stadio più grande d’Italia con 75.817 posti, anche includendo gli impianti esterni alla Serie A. La classifica nazionale, tuttavia, non coincide con quella del campionato: subito dopo l’Olimpico entra il San Nicola di Bari. La capienza dello Stadio San Nicola è di 58.270 posti a sedere. Inaugurato nel 1990 e progettato da Renzo Piano, supera il Maradona nonostante il Bari militi in Serie B. È un esempio del peso che i grandi eventi hanno avuto sulle dimensioni degli impianti italiani: la costruzione fu legata ai Mondiali ospitati dall’Italia. Tra gli stadi più grandi d’Italia figura anche il Bentegodi di Verona, escluso dalla tabella stagionale perché l’Hellas gioca in Serie B. Il club dichiara una capienza totale di 39.211 posti: il dato complessivo non equivale automaticamente ai posti autorizzati per ogni incontro. Per confrontare questi impianti con le grandi arene internazionali, la classifica degli stadi più grandi del mondo [https://chirurgodelbet.com/news/gli-stadi-piu-grandi-del-mondo-la-classifica-per-capienza/] distingue anche le strutture dedicate a sport diversi dal calcio. IL FUTURO DEGLI STADI ITALIANI: NUOVO SAN SIRO ED EURO 2032 Dopo decenni di ampliamenti e ristrutturazioni, Milano prepara un cambiamento più radicale. Il nuovo San Siro porta la firma degli studi Foster + Partners e MANICA, incaricati del progetto del nuovo stadio di Milano. Ad oggi il percorso urbanistico comprende la valutazione ambientale del piano attuativo, con un forum pubblico convocato il 6 ottobre. Il Meazza continua intanto a ospitare Milan e Inter, mentre il futuro dell’area passa attraverso questi passaggi amministrativi. Il quadro degli stadi di Euro 2032 resta legato alla selezione delle sedi italiane del torneo organizzato con la Turchia. Il 30 settembre 2026 la FIGC ha trasmesso alla UEFA i dossier di 13 città e 14 impianti. Roma concorre con due soluzioni, l’Olimpico e il progetto di Pietralata; figurano inoltre Bari, Bologna, Cagliari, Firenze, Genova, Lecce, Milano, Napoli, Palermo, Salerno, Torino e Verona. L’indicazione delle cinque sedi italiane seguirà le verifiche di conformità della UEFA. La selezione riguarda anche accessibilità, sicurezza e servizi: la sola capienza non basta a rendere uno stadio adatto alla manifestazione. Per le città candidate, il passaggio decisivo sarà trasformare i progetti in impianti utilizzabili entro le scadenze del torneo. DOMANDE FREQUENTI Quanti posti ha San Siro? San Siro ha 75.817 posti ed è lo stadio più capiente d’Italia. Il numero dei biglietti disponibili può variare in base alla configurazione della partita e ai settori aperti. Qual è lo stadio più grande d’Italia? È il Giuseppe Meazza di Milano, conosciuto come San Siro. Precede l’Olimpico di Roma e il San Nicola di Bari, che rientra nella classifica nazionale pur ospitando una squadra di Serie B. Qual è lo stadio più piccolo della Serie A 2026/27? È il Pier Luigi Penzo di Venezia, con 12.048 posti. Il Sinigaglia di Como segue con 12.370 posti nella capienza indicata dalla Lega Serie A. Perché le capienze degli stadi italiani cambiano tra le fonti? Perché possono riferirsi alla capacità totale, ai posti omologati o alla disponibilità di una specifica partita. Ristrutturazioni, chiusure temporanee e spazi riservati a sicurezza e televisioni producono valori differenti anche nello stesso impianto.

Inter-Shakhtar Donetsk, Bastoni espulso: doppio giallo e ingenuità per il difensore nerazzurro
Inter-Shakhtar Donetsk, Bastoni espulso: doppio giallo e ingenuità per il difensore nerazzurro
Pubblicato il: 22-10-26  -  Calcio

INTER-SHAKHTAR DONETSK, BASTONI ESPULSO: DOPPIO GIALLO E INGENUITÀ PER IL DIFENSORE NERAZZURRO L'Inter di Cristian Chivu conquista una vittoria preziosa contro lo Shakhtar Donetsk, ma la sfida di San Siro lascia anche qualche episodio destinato a far discutere. Tra questi c'è sicuramente l'espulsione di Alessandro Bastoni, costretto a lasciare il terreno di gioco nel secondo tempo dopo aver ricevuto due cartellini gialli nel giro di pochi minuti. Un episodio che rischiava di complicare seriamente i piani dei nerazzurri, ancora alla ricerca del gol del vantaggio e chiamati ad affrontare il finale di partita in inferiorità numerica. Alla fine, però, l'Inter è riuscita a portare a casa i tre punti grazie alla rete di Carlos Augusto, trasformando una situazione potenzialmente pericolosa in una serata positiva per il proprio cammino europeo. INTER-SHAKHTAR DONETSK, COSA È SUCCESSO A BASTONI La partita del difensore nerazzurro si è conclusa intorno al 68', quando l'arbitro tedesco Osmers ha estratto il secondo cartellino giallo nei suoi confronti. Il primo provvedimento disciplinare era arrivato poco prima, dopo alcune tensioni e proteste nel corso della gara. Bastoni, dunque, si è ritrovato a giocare con un'ammonizione sulle spalle proprio in una fase delicata del match. La seconda sanzione è arrivata durante un'azione nell'area dello Shakhtar, quando il centrale italiano ha allungato le mani sul volto di Ocheretko per liberarsi dalla marcatura dell'avversario. Il giocatore ucraino è finito a terra e le proteste hanno richiamato l'attenzione del direttore di gara. Per Osmers il gesto è stato sufficiente per estrarre il secondo giallo e, di conseguenza, il cartellino rosso. Una decisione che ha lasciato l'Inter in dieci uomini nel momento in cui la squadra di Chivu stava cercando di sbloccare una partita complicata. BASTONI ESPULSO, UN'INGENUITÀ CHE POTEVA COSTARE CARA Al di là della valutazione arbitrale, l'episodio evidenzia soprattutto un errore di gestione da parte del difensore nerazzurro. Con un'ammonizione già ricevuta, Bastoni avrebbe dovuto prestare maggiore attenzione nei duelli individuali, evitando qualsiasi contatto che potesse offrire all'arbitro la possibilità di intervenire nuovamente. Il gesto su Ocheretko non ha necessariamente bisogno di essere interpretato come un atto violento per risultare rischioso dal punto di vista disciplinare. In una situazione del genere, il problema è soprattutto l'aver concesso al direttore di gara un motivo per estrarre il secondo cartellino. L'espulsione ha così costretto Chivu a rivedere gli equilibri della squadra, proprio quando il risultato era ancora fermo sullo 0-0. Per l'Inter, che aveva bisogno di punti dopo le sconfitte contro Real Madrid e Club Brugge, un eventuale passo falso avrebbe rappresentato un ulteriore ostacolo nel percorso in Champions League. L'INTER REAGISCE IN DIECI: CARLOS AUGUSTO DECISIVO La risposta dei nerazzurri, tuttavia, è stata quella che Chivu si aspettava dai propri giocatori. Nonostante l'inferiorità numerica, l'Inter ha continuato a cercare la giocata giusta, trovando il vantaggio al 77' con Carlos Augusto, servito da un preciso assist di Mkhitaryan. Un gol pesantissimo, arrivato pochi minuti dopo il rosso a Bastoni e capace di cambiare completamente l'inerzia della serata. Nel finale i nerazzurri hanno dovuto stringere i denti, difendendo il risultato dagli ultimi tentativi dello Shakhtar. Il successo di San Siro rappresenta così una boccata d'ossigeno per Chivu, ma l'espulsione di Bastoni resta uno degli episodi da cui ripartire per evitare altre complicazioni. In Champions League ogni dettaglio può fare la differenza e lasciare la squadra in dieci uomini per un'ingenuità è un rischio che l'Inter non può permettersi di correre con leggerezza.

Sassuolo: centrocampista rinnova fino al 2031, obiettivo salto di qualità con Aquilani. Chi è?
Sassuolo: centrocampista rinnova fino al 2031, obiettivo salto di qualità con Aquilani. Chi è?
Pubblicato il: 22-10-26  -  Calcio

IL FUTURO DI CRISTIAN VOLPATO: IL SASSUOLO CREDE NEL GIOVANE TALENTO Il rinnovo di Cristian Volpato fino al 2031 rappresenta un segnale forte da parte del Sassuolo: il club vuole proteggere il giovane talento e scommette sul suo potenziale, dopo le voci di mercato che lo avevano avvicinato alla Fiorentina. Con questo accordo, Volpato diventa una pedina fondamentale nel progetto neroverde, puntando a esprimere in campo tutto il suo talento in modo costante e concreto. Il prolungamento del contratto dà fiducia al giocatore, ma aumenta anche le responsabilità. Con la guida attenta di Alberto Aquilani, Volpato dovrà dimostrare di poter passare da prestazioni sporadiche a un livello di gioco stabile, diventando un punto di riferimento per la squadra nel corso della stagione. Per il Sassuolo, questa mossa rappresenta una strategia vincente: senza l'ansia di una scadenza imminente, il club può pianificare il futuro con tranquillità, valorizzando al meglio il giovane talento in rosa. "L’U.S. Sassuolo Calcio comunica di aver prolungato il contratto del calciatore Cristian Volpato fino al 2031. La società augura a Cristian un grande in bocca al lupo per il prosieguo della carriera in neroverde".

Infortunio Kvaratskhelia, rottura del crociato dopo PSG-Barcellona: stagione a rischio
Infortunio Kvaratskhelia, rottura del crociato dopo PSG-Barcellona: stagione a rischio
Pubblicato il: 22-10-26  -  Calcio

INFORTUNIO KVARATSKHELIA, ROTTURA DEL CROCIATO DOPO PSG-BARCELLONA: STAGIONE A RISCHIO Brutte notizie per il Paris Saint-Germain e per Luis Enrique. Khvicha Kvaratskhelia ha riportato la rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio destro durante la sfida di Champions League contro il Barcellona. Un infortunio pesantissimo per i parigini, che dopo il successo per 4-2 sui blaugrana devono fare i conti con una perdita importante in vista dei prossimi impegni stagionali. La diagnosi è arrivata direttamente dal club francese, che ha confermato la necessità di un intervento chirurgico nei prossimi giorni. Per l'esterno georgiano si prospetta un lungo percorso di recupero, con la possibilità concreta di aver già terminato la stagione. PSG-BARCELLONA, COME SI È FATTO MALE KVARATSKHELIA L'episodio che ha cambiato la serata del numero 7 del PSG si è verificato nella ripresa, intorno al 59'. Kvaratskhelia stava cercando di recuperare il pallone quando, in seguito a un contrasto con Xavi Espart, è ricaduto in maniera scomposta sul ginocchio destro. Le immagini hanno immediatamente fatto scattare l'allarme. Il georgiano è rimasto a terra dolorante, chiedendo l'intervento dello staff medico, prima di lasciare il terreno di gioco sorretto dai componenti dell'équipe sanitaria. Una scena che aveva già alimentato i timori sulle condizioni dell'ex Napoli, poi confermati dagli accertamenti. Il comunicato ufficiale del Paris Saint-Germain non lascia spazio a interpretazioni: rottura del legamento crociato anteriore e operazione programmata nei giorni successivi. Al momento, il club non ha indicato una data precisa per il rientro. TEMPI DI RECUPERO KVARATSKHELIA: QUANDO PUÒ TORNARE IN CAMPO? La domanda adesso riguarda inevitabilmente i tempi di recupero. Gli infortuni al legamento crociato anteriore richiedono generalmente diversi mesi di stop, seguiti da un percorso di riabilitazione fondamentale per recuperare stabilità, forza e sicurezza nei movimenti. Le stime circolate dopo la diagnosi parlano di un'assenza che potrebbe protrarsi per sei-nove mesi, anche se soltanto l'intervento e il successivo programma riabilitativo potranno fornire indicazioni più precise. La stagione 2026-2027 del georgiano è dunque seriamente a rischio. Una tegola enorme per Luis Enrique, che perde uno dei giocatori più imprevedibili del proprio reparto offensivo. Kvaratskhelia garantisce dribbling, accelerazioni, capacità di saltare l'uomo e soluzioni individuali in grado di cambiare l'inerzia di una partita. Qualità che non si sostituiscono facilmente, nemmeno all'interno di una rosa ricca di alternative. NON SOLO KVARATSKHELIA: PSG, EMERGENZA INFORTUNI Il problema del PSG, inoltre, non riguarda soltanto il georgiano. Nella stessa partita contro il Barcellona, i parigini hanno perso anche Ousmane Dembélé e Marquinhos, entrambi alle prese con problemi muscolari alle cosce. Per i due giocatori il club ha previsto cure nelle prossime settimane, senza fornire una tempistica definitiva per il ritorno. Tre assenze pesanti che rischiano di complicare i piani di Luis Enrique, proprio in una fase importante della stagione tra Champions League e Ligue 1. Il 4-2 contro il Barcellona resta un risultato di grande valore, ma il prezzo pagato sul piano fisico è altissimo. Il PSG dovrà adesso trovare nuove soluzioni offensive e gestire le rotazioni, in attesa di recuperare gli elementi indisponibili. Per Kvaratskhelia, invece, comincia la partita più difficile: quella contro il tempo. L'obiettivo sarà tornare al meglio, senza forzare le tappe di un recupero che richiederà pazienza e lavoro quotidiano.

Como, formazione ufficiale in Champions League: panchina per Liberali, su Baturina, Perrone e Valle!
Como, formazione ufficiale in Champions League: panchina per Liberali, su Baturina, Perrone e Valle!
Pubblicato il: 21-10-26  -  Calcio

ANALISI TATTICA: COMO PRONTO PER SFIDARE IL MANCHESTER UNITED IN CHAMPIONS LEAGUE Dopo la netta vittoria contro la Fiorentina, il Como si prepara ad affrontare il Manchester United nella terza giornata di Champions League. Il tecnico Cesc Fabregas, noto come il ChirurgoDelBet per la sua precisione tattica, dovrà trovare la giusta strategia per superare una squadra temibile come i Red Devils. La formazione ufficiale del Como: COMO (4-3-3): Butez; Couto, Ramon, Kempf, Valle; Perrone, Milla, Da Cunha; Paz, Douvikas, Baturina. All.: Fabregas.