Le squadre più titolate al mondo: la classifica dei club con più trofei
Le squadre più titolate al mondo: la classifica dei club con più trofei
Pubblicato il: 15-10-26  -  Calcio

LE SQUADRE PIÙ TITOLATE AL MONDO: LA CLASSIFICA DEI CLUB CON PIÙ TROFEI Tra le squadre più titolate al mondo, l’Al Ahly occupa un posto di primo piano: il club egiziano dichiara 156 titoli nel proprio palmarès storico. Questa cifra comprende però anche competizioni regionali, che non possono essere sommate per una squadra ed escluse per le altre. In questa guida consideriamo la prima squadra maschile, i trofei nazionali di massimo livello e le competizioni internazionali organizzate dalle confederazioni o dalla FIFA. Restano fuori amichevoli, tornei estivi, titoli giovanili e campionati delle divisioni inferiori. La distinzione serve a confrontare bacheche costruite in paesi ed epoche differenti. QUAL È LA SQUADRA PIÙ TITOLATA AL MONDO? L’Al Ahly è il nome più spesso associato al primato di squadra più titolata al mondo. Il suo dominio nasce dalla continuità nel calcio egiziano e dai successi nelle competizioni africane. Il totale, però, cambia con il perimetro scelto. Nei 156 titoli dichiarati dal club rientrano anche 16 campionati del Cairo, sette Coppe Sultan Hussein, quattro competizioni arabe e una Coppa della Repubblica Araba Unita. Non sono amichevoli, ma appartengono a categorie che richiedono un trattamento coerente nel confronto con gli altri club. Per leggere una classifica bisogna quindi distinguere due domande: * Chi ha vinto più trofei complessivi? Si sommano i successi nazionali e internazionali compresi nel criterio adottato. * Chi ha vinto più trofei internazionali? Si eliminano campionati, coppe e supercoppe nazionali, considerando soltanto le competizioni disputate oltre il proprio sistema federale. Sono confronti diversi. Una società può accumulare moltissimi titoli in patria e avere una bacheca internazionale relativamente piccola. Un’altra può eccellere nelle coppe continentali senza guidare la graduatoria complessiva. Anche il numero di competizioni disponibili conta. In alcuni paesi si assegnano ogni stagione campionato, coppa nazionale, coppa di lega e supercoppa. In altri le occasioni sono meno numerose. Il totale misura quanto un club ha vinto, ma non attribuisce un peso alla difficoltà dei singoli tornei. LE SQUADRE PIÙ TITOLATE AL MONDO: IL CONFRONTO DEI PALMARÈS La tabella seguente confronta otto club per i quali è stato possibile ricostruire il conteggio adottato. Non rappresenta una top otto mondiale, perché mancano società che devono essere inserite nella graduatoria completa. Sono inclusi i campionati di massima divisione, le coppe e supercoppe nazionali e i titoli internazionali delle confederazioni e della FIFA. Sono escluse le competizioni regionali, i tornei internazionali esterni a questo perimetro e i titoli delle categorie inferiori. Club Paese Trofei totali Di cui internazionali Celtic Scozia 122 1 Real Madrid Spagna 103 32 Barcellona Spagna 99 17 Bayern Monaco Germania 87 14 Ajax Paesi Bassi 75 10 Juventus Italia 71 11 Milan Italia 50 18 Inter Italia 48 9 I conteggi sono ricostruiti dai palmarès e riferiti alla chiusura della stagione 2025/26, senza aggiungere i trofei della stagione successiva. Per il Bayern Monaco, per esempio, il totale comprende il campionato e la Coppa di Germania conquistati nel 2026. Il caso del Barcellona chiarisce quanto incidano le regole: alle competizioni considerate qui si possono aggiungere, adottando un perimetro storico più ampio, tre Coppe delle Fiere e due Coppe Latine. Si arriverebbe così a 104 titoli. Per il Real Madrid, aggiungendo due Coppe Latine e una Coppa Iberoamericana, il totale salirebbe invece a 106. I CLUB CON PIÙ TROFEI INTERNAZIONALI La graduatoria internazionale racconta una storia diversa da quella complessiva. I campionati nazionali spariscono dal conteggio e assumono maggiore rilievo Champions League, coppe continentali, supercoppe e titoli mondiali. Il Mondiale per Club 2025 rientra tra le competizioni da considerare: è stato vinto dal Chelsea. Il nuovo formato non cancella le edizioni precedenti, che restano nel palmarès delle rispettive vincitrici. REAL MADRID: QUANTI TROFEI HA VINTO Il Real Madrid raggiunge 103 trofei nel perimetro adottato, dei quali 32 internazionali. La parte nazionale comprende 36 campionati, 20 Coppe del Re, 13 Supercoppe di Spagna, una Coppa della Liga e una Coppa Eva Duarte. La bacheca internazionale si compone di: * 15 Coppe dei Campioni e Champions League; * 2 Coppe UEFA; * 6 Supercoppe UEFA; * 3 Coppe Intercontinentali nella formula storica; * 5 Mondiali per Club; * 1 Coppa Intercontinentale FIFA, vinta nel 2024. Quando ci si chiede quanti trofei ha il Real Madrid, occorre quindi specificare se si includono anche Coppa Latina e Coppa Iberoamericana. Il primato più riconoscibile del club resta comunque quello nella principale competizione europea: le 15 vittorie raccontano successi distribuiti tra generazioni molto lontane, dalle prime edizioni fino al 2024. AL AHLY: IL CLUB AFRICANO DEI RECORD La forza del palmarès dell’Al Ahly emerge soprattutto dalle 12 Champions League africane. A queste si aggiungono quattro Coppe delle Coppe d’Africa, una Confederation Cup e otto Supercoppe CAF: 25 titoli nelle competizioni africane elencate. Il club ha conquistato anche una Coppa Afroasiatica. Nel suo conteggio internazionale compare inoltre la Coppa Africa-Asia-Pacifico del 2024, assegnata all’interno del percorso della Coppa Intercontinentale FIFA. Quest’ultimo riconoscimento va distinto dalla vittoria finale dell’intera competizione. È proprio questa combinazione di tornei nazionali, continentali e storici a rendere delicato il confronto. Il totale dichiarato dal club è un dato utile, ma per collocarlo accanto a Real Madrid, Celtic o Juventus bisogna prima uniformare le categorie. BARCELLONA: I TROFEI NAZIONALI E INTERNAZIONALI Il Barcellona conta 99 titoli nel criterio utilizzato qui, con 82 successi nazionali e 17 internazionali. La componente nazionale comprende 29 campionati, 32 Coppe del Re, 16 Supercoppe di Spagna, due Coppe della Liga e tre Coppe Eva Duarte. Quella internazionale include cinque Champions League, quattro Coppe delle Coppe, cinque Supercoppe UEFA e tre Mondiali per Club. Il palmarès ufficiale conserva anche competizioni storiche ulteriori, tra cui Coppa delle Fiere, Coppa Latina e tornei catalani. È quindi normale incontrare cifre più alte quando si consultano elenchi con un perimetro diverso. Il punto è mantenere lo stesso criterio per tutti i club più titolati al mondo. LE SQUADRE ITALIANE PIÙ TITOLATE In Italia il primato complessivo appartiene alla Juventus. Il Milan guida invece il confronto dei trofei internazionali tra le italiane considerate. Il numero di coppe non va confuso con i punti accumulati in campionato. Per approfondire quest’altro aspetto, la classifica perpetua della Serie A [https://chirurgodelbet.com/news/Classifica_perpetua_Serie_A:_le_squadre_che_hanno_fatto_pi%C3%B9_punti/] permette di leggere la continuità dei risultati lungo la storia del torneo. JUVENTUS: QUANTI TROFEI HA VINTO La Juventus ha vinto 71 trofei, considerando i titoli nazionali di massimo livello e quelli internazionali indicati. Il totale comprende 60 successi nazionali e 11 internazionali: * 36 campionati italiani; * 15 Coppe Italia; * 9 Supercoppe Italiane; * 2 Coppe dei Campioni e Champions League; * 3 Coppe UEFA; * 1 Coppa delle Coppe; * 2 Supercoppe UEFA; * 2 Coppe Intercontinentali; * 1 Coppa Intertoto UEFA. Il conteggio degli scudetti segue le assegnazioni ufficiali. Il campionato di Serie B non entra nel totale perché appartiene a una divisione inferiore. A chi domanda quanti trofei ha la Juve, quindi, il numero va sempre accompagnato da questa precisazione. L’Intertoto, invece, è incluso: faceva parte delle competizioni UEFA ed è presente anche nel palmarès del club. Le 15 vittorie nella coppa nazionale sono una componente decisiva della bacheca bianconera. Il confronto con le altre vincitrici è approfondito nell’albo d’oro della Coppa Italia [https://chirurgodelbet.com/news/Coppa_Italia,_l'albo_d'oro:_le_squadre_che_l'hanno_vinta_pi%C3%B9_volte/]. INTER: QUANTI TROFEI HA VINTO L’Inter ha vinto 48 trofei, suddivisi in 39 nazionali e 9 internazionali. Il palmarès aggiornato comprende: * 21 campionati italiani; * 10 Coppe Italia; * 8 Supercoppe Italiane; * 3 Coppe dei Campioni e Champions League; * 3 Coppe UEFA; * 2 Coppe Intercontinentali; * 1 Mondiale per Club. La stagione 2025/26 incide direttamente sul totale, con il ventunesimo scudetto e la decima Coppa Italia. Le cifre precedenti a queste vittorie non descrivono più la bacheca aggiornata. I trofei dell’Inter mostrano un equilibrio diverso rispetto a quelli delle altre grandi italiane. La componente nazionale pesa maggiormente sul totale, ma le tre vittorie nella principale coppa europea e i tre titoli mondiali tra Intercontinentale e Mondiale per Club mantengono una posizione centrale nella storia nerazzurra. MILAN: QUANTI TROFEI HA VINTO E IL PRIMATO INTERNAZIONALE Il Milan ha vinto 50 trofei nel perimetro considerato, con 32 titoli nazionali e 18 internazionali: * 19 campionati italiani; * 5 Coppe Italia; * 8 Supercoppe Italiane; * 7 Coppe dei Campioni e Champions League; * 2 Coppe delle Coppe; * 5 Supercoppe UEFA; * 3 Coppe Intercontinentali; * 1 Mondiale per Club. La risposta a quanti trofei ha il Milan cambia se vengono aggiunte competizioni storiche esterne al criterio scelto. Il totale qui utilizzato permette invece il confronto diretto con Juventus e Inter. Con 18 successi, il Milan è la squadra italiana con più trofei internazionali nel perimetro descritto. Le sette Coppe dei Campioni e Champions League costituiscono la parte più prestigiosa di questa bacheca. Una parte di quella storia passa dalla carriera di Franco Baresi, il capitano del Milan [https://chirurgodelbet.com/news/Franco_Baresi,_gli_episodi_della_carriera_del_leggendario_capitano_del_Milan/], figura centrale di una delle epoche più vincenti del club. QUAL È LA SQUADRA PIÙ FORTE DEL MONDO? LA DIFFERENZA CON LA PIÙ TITOLATA La squadra più titolata non è necessariamente la squadra più forte del mondo nel momento in cui si guarda la classifica. Il palmarès somma risultati ottenuti anche più di un secolo prima; la forza attuale dipende dalla rosa, dal rendimento e dalla qualità degli avversari affrontati. Il ranking UEFA offre un riferimento per il calcio europeo, ma il coefficiente quinquennale considera cinque stagioni di risultati nelle competizioni continentali. Non è una graduatoria mondiale e non descrive soltanto la forma delle ultime settimane. Per valutare una squadra oggi servono quindi più elementi: risultati recenti, livello delle competizioni, continuità e rendimento contro le avversarie più forti. Un grande palmarès racconta una storia vincente. Non garantisce che quella società sia ancora la migliore. DOMANDE FREQUENTI Qual è la squadra con più trofei al mondo? L’Al Ahly è comunemente indicato come riferimento per questo primato e dichiara 156 titoli. Il dato comprende però competizioni regionali e storiche: per confrontarlo con altri club occorre applicare a tutti lo stesso criterio di conteggio. Qual è la squadra italiana più titolata al mondo? La Juventus, con 71 titoli nel conteggio che comprende i trofei nazionali di massimo livello e quelli internazionali, incluso l’Intertoto UEFA. Il Milan precede invece le altre italiane nei successi internazionali considerati, con 18. Quanti trofei ha il Real Madrid? Il Real Madrid conta 103 titoli nel perimetro adottato: 71 nazionali e 32 internazionali. Aggiungendo due Coppe Latine e una Coppa Iberoamericana, il totale storico più ampio arriva a 106. Chi ha più trofei tra Juventus, Milan e Inter? La Juventus guida con 71, seguita dal Milan con 50 e dall’Inter con 48. Considerando soltanto i trofei internazionali inclusi nel confronto, l’ordine cambia: Milan 18, Juventus 11 e Inter 9.

Stipendi Serie A 2026/27: monte ingaggi Serie A e giocatori più pagati
Stipendi Serie A 2026/27: monte ingaggi Serie A e giocatori più pagati
Pubblicato il: 15-10-26  -  Calcio

Stipendi Serie A 2026/27: monte ingaggi Serie A e giocatori più pagati Gli stipendi Serie A 2026/27 raccontano un campionato in cui la Juventus guida il monte ingaggi netto e Lautaro Martínez resta il calciatore più pagato, con 9 milioni di euro a stagione. Dietro i due primati ci sono distanze ampie fra le venti squadre e differenze altrettanto nette all’interno delle rose. Quanto guadagnano i protagonisti del campionato? Chi precede le altre società nella spesa per gli stipendi? Dai contratti delle big ai compensi degli allenatori, la guida del Chirurgo del Bet mette in ordine le cifre e chiarisce come leggerle. NB: Le cifre sugli ingaggi sono stime e possono differire dagli importi effettivi dei contratti. MONTE INGAGGI SERIE A 2026/27: LA CLASSIFICA DELLE 20 SQUADRE La Juventus supera gli 87 milioni di euro netti annui, l’Inter si ferma a 82,50 e il Milan completa il podio con 68,61. Poco più indietro c’è il Napoli, mentre la Roma occupa la quinta posizione. All’altro estremo si trova il Lecce, con un monte ingaggi di 10,38 milioni. La tabella segue gli stipendi netti: somma quindi gli importi destinati ai calciatori dopo le trattenute. Non comprende gli ingaggi degli allenatori, trattati separatamente più avanti. Posizione Squadra Monte ingaggi netto, mln € Più pagato, anche a pari merito Netto annuo, mln € 1 Juventus 87,55 Kenan Yildiz 6,00 2 Inter 82,50 Lautaro Martínez 9,00 3 Milan 68,61 Adrien Rabiot, Mike Maignan 5,00 4 Napoli 65,50 Kevin De Bruyne 6,00 5 Roma 54,63 Donyell Malen 4,00 6 Atalanta 44,90 Franck Kessié 4,00 7 Como 42,92 Nico Paz 4,00 8 Lazio 38,31 Mattia Zaccagni 3,00 9 Fiorentina 34,55 David de Gea 3,00 10 Torino 31,97 Ché Adams 1,80 11 Venezia 26,213 Akor Adams 2,25 12 Bologna 24,92 Riccardo Orsolini 2,50 13 Sassuolo 23,12 Domenico Berardi 3,00 14 Udinese 22,78 Nicolò Zaniolo 1,80 15 Genoa 18,53 Vitinha, Hamed Junior Traorè 1,80 16 Cagliari 16,41 Paul Mendy 1,50 17 Parma 14,86 Diego Carlos 2,00 18 Monza 14,31 Michael Folorunsho, Andrea Colpani 1,20 19 Frosinone 12,485 Romano Schmid 1,20 20 Lecce 10,38 Willem Geubbels 0,80 Importi netti annui stimati, premi variabili esclusi. Fra la prima e l’ultima squadra ci sono oltre 77 milioni di euro. La distanza dà un’idea delle diverse dimensioni economiche dei club, ma non anticipa la classifica sul campo. Organizzazione, disponibilità dei giocatori e rendimento possono portare una squadra ben oltre, oppure al di sotto, delle attese legate alla spesa. GLI STIPENDI SERIE A DELLE BIG Gli ingaggi più alti si concentrano nelle società con maggiori risorse, ma ciascuna distribuisce il proprio budget in modo diverso. C’è chi ha un giocatore nettamente davanti agli altri e chi presenta più contratti ravvicinati. Juventus, Inter e Milan figurano anche ai vertici della classifica perpetua Serie A [https://chirurgodelbet.com/news/classifica-perpetua-serie-a-le-squadre-che-hanno-fatto-piu-punti/]: una graduatoria che guarda ai risultati accumulati negli anni, mentre gli stipendi fotografano gli impegni di una singola stagione. STIPENDI INTER Il monte ingaggi Inter raggiunge 82,50 milioni di euro netti. A guidare la graduatoria interna è Lautaro Martínez, con 9 milioni annui: 2,5 in più di Nicolò Barella, secondo a quota 6,5 milioni. Alle loro spalle si trova un gruppo consistente di giocatori. Hakan Çalhanoğlu, Marcus Thuram e Piotr Zieliński sono indicati a 6 milioni ciascuno, Alessandro Bastoni a 5,5 e Benjamin Pavard a 5. Lo stipendio di Lautaro rimane dunque il riferimento più alto, ma il peso dei contratti è distribuito fra attacco, centrocampo e difesa. Il capitano percepisce da solo poco meno dell’11% del totale netto nerazzurro. È una quota rilevante, senza però assorbire la maggior parte delle risorse riservate alla rosa. STIPENDI JUVENTUS Gli stipendi Juventus valgono complessivamente 87,55 milioni netti. Il compenso più alto è quello di Kenan Yildiz, stimato in 6 milioni annui. Seguono Randal Kolo Muani con 5,5 milioni e Bremer con 5. Douglas Luiz e Teun Koopmeiners si collocano a 4,5 milioni ciascuno. Il monte ingaggi Juve nasce quindi dalla somma di numerosi contratti elevati: il primo posto fra le società non coincide con quello del singolo giocatore più pagato. Il confronto con l’Inter rende bene la differenza. Il totale bianconero è superiore di circa 5 milioni, mentre fra gli ingaggi dei due giocatori più pagati, Yildiz e Lautaro, ci sono 3 milioni a favore dell’argentino. Per capire gli stipendi Juve serve perciò guardare oltre il primo nome della lista. STIPENDI MILAN Il monte ingaggi Milan è stimato in 68,61 milioni netti annui. Adrien Rabiot e Mike Maignan condividono il primo posto nella rosa con 5 milioni ciascuno. Mario Gila segue a 4,5 milioni, mentre Gonçalo Ramos è indicato a 4 milioni. Il vertice degli stipendi Milan comprende così un centrocampista e un portiere, seguiti da un difensore e un attaccante. Una distribuzione che mostra come il ruolo in campo, da solo, non determini la retribuzione. I due contratti più alti valgono insieme 10 milioni netti, poco meno del 15% del totale. Il resto è distribuito fra gli altri componenti della rosa: anche per questo limitarsi al nome più noto può dare un’immagine incompleta della spesa annuale. STIPENDI NAPOLI Gli stipendi Napoli arrivano a 65,50 milioni netti. Kevin De Bruyne occupa il primo posto con un ingaggio stimato intorno ai 6 milioni annui; Rasmus Højlund segue a 5 milioni. Giovanni Di Lorenzo e Matteo Politano sono indicati a 3,5 milioni ciascuno. Lo stipendio di De Bruyne lo colloca nel gruppo immediatamente alle spalle di Lautaro e Barella nella classifica generale. Quello di Højlund porta invece il centravanti danese nella fascia dei 5 milioni, condivisa da diversi protagonisti delle altre big. Il monte ingaggi Napoli resta vicino a quello del Milan: il distacco netto è di circa 3,1 milioni. Una differenza molto più contenuta rispetto a quella che separa entrambe le squadre dalle prime due posizioni. ROMA, ATALANTA E LAZIO Gli stipendi Roma totalizzano 54,63 milioni netti, con Donyell Malen a 4 milioni annui. Gli stipendi Atalanta raggiungono 44,90 milioni e Franck Kessié figura a quota 4 milioni. Gli stipendi Lazio ammontano invece a 38,31 milioni, con Mattia Zaccagni a 3 milioni. Roma e Atalanta hanno quindi un compenso di vertice dello stesso importo, pur con totali di squadra differenti. Il divario si forma negli altri contratti della rosa. È uno degli aspetti meno immediati del monte ingaggi: due club possono pagare allo stesso modo il proprio giocatore più remunerato e sostenere una spesa complessiva molto diversa. I CALCIATORI PIÙ PAGATI DELLA SERIE A: TOP 10 Lautaro Martínez guida la classifica dei calciatori più pagati con 9 milioni netti annui. Barella lo segue a 6,5 milioni, poi la graduatoria si allarga: cinque giocatori condividono la fascia dei 6 milioni. La top 10 comprende anche tutti i pari merito al decimo posto. I nomi sono quindi quattordici, perché cinque calciatori hanno lo stesso ingaggio da 5 milioni netti. L’ordine considera esclusivamente la parte fissa annuale. Posizione Calciatore Squadra Netto annuo, mln € 1 Lautaro Martínez Inter 9,00 2 Nicolò Barella Inter 6,50 3 Hakan Çalhanoğlu Inter 6,00 3 Marcus Thuram Inter 6,00 3 Piotr Zieliński Inter 6,00 3 Kenan Yildiz Juventus 6,00 3 Kevin De Bruyne Napoli 6,00 8 Alessandro Bastoni Inter 5,50 8 Randal Kolo Muani Juventus 5,50 10 Benjamin Pavard Inter 5,00 10 Bremer Juventus 5,00 10 Adrien Rabiot Milan 5,00 10 Mike Maignan Milan 5,00 10 Rasmus Højlund Napoli 5,00 Stipendi netti annui stimati, premi variabili esclusi. Fra gli attaccanti presenti, Lautaro, Thuram, Yildiz e Højlund compaiono anche nell’approfondimento del Chirurgo del Bet sui migliori attaccanti Serie A 2025/26 al fantacalcio [https://chirurgodelbet.com/news/fantacalcio-i-10-5-migliori-attaccanti-serie-a-2025-26-/]. Il confronto permette di affiancare stipendi e rendimento, tenendo presente che il contratto viene negoziato prima di conoscere i risultati della stagione. QUANTO GUADAGNA UN CALCIATORE DI SERIE A: STIPENDIO MEDIO E MINIMO Non tutti i calciatori di Serie A guadagnano milioni. Fra un giovane al primo contratto e un titolare delle big possono esserci differenze enormi. Per questo lo stipendio medio Serie A va letto con attenzione: pochi ingaggi molto alti bastano ad alzare il valore complessivo. La media si ottiene dividendo il totale degli stipendi per il numero dei giocatori considerati. Deve però comprendere gli stessi contratti: includere giovani o calciatori in prestito soltanto in uno dei due conteggi cambia il risultato. Anche uno stipendio medio corretto non descriverebbe necessariamente il compenso più comune. Un esempio semplice: se quattro giocatori prendono 500.000 euro ciascuno e un quinto ne guadagna 8 milioni, la media è di 2 milioni. Eppure quattro su cinque restano molto al di sotto di quella cifra. Lo stipendio minimo Serie A dipende invece dalla fascia d’età e dal tipo di contratto. L’accordo collettivo del 31 luglio 2025 riporta basi annue lorde di 42.477 euro per la fascia dai 24 anni, 30.796 euro per i casi previsti fra 20 e 23 anni e 21.239 euro fra 16 e 19 anni. Sono importi soggetti agli eventuali adeguamenti stagionali, non un minimo netto identico per tutti. Per l’apprendistato valgono disposizioni specifiche. GLI STIPENDI DEGLI ALLENATORI DI SERIE A Luciano Spalletti e Gian Piero Gasperini condividono il vertice degli stipendi degli allenatori di Serie A, con 5 milioni netti annui. Lo stipendio di Allegri al Napoli è stimato in 4,5 milioni, mentre Maurizio Sarri e Ruben Amorim si collocano a 3,5 milioni. Cristian Chivu segue a quota 3 milioni. Allenatore Squadra Netto annuo stimato, mln € Luciano Spalletti Juventus 5,00 Gian Piero Gasperini Roma 5,00 Massimiliano Allegri Napoli 4,50 Maurizio Sarri Atalanta 3,50 Ruben Amorim Milan 3,50 Cristian Chivu Inter 3,00 Stipendi netti annui stimati, premi variabili esclusi. I sei compensi più elevati nel quadro contrattuale di inizio stagione 2026/27. Il compenso dell’allenatore è distinto da quello dei collaboratori. Vice, preparatori e altri membri dello staff possono avere contratti separati, che aumentano la spesa sostenuta dalla società. Lo stipendio di un allenatore Serie A può inoltre restare a carico del club dopo un esonero, secondo gli accordi in essere. In questi casi la società può pagare contemporaneamente il tecnico subentrato e quello sostituito: la somma destinata alla panchina supera quindi il solo ingaggio dell’allenatore in attività. LORDO E NETTO: COME LEGGERE GLI STIPENDI DEI CALCIATORI Quando si parla di un contratto da 5 milioni, la prima domanda è se l’importo sia lordo o netto. Il netto è la somma che rimane al calciatore dopo imposte e trattenute. Il lordo è il valore precedente a quei prelievi; il costo complessivo del club può comprendere ulteriori oneri. Due stipendi netti uguali possono quindi avere un peso diverso per le società. Residenza fiscale, addizionali locali e situazione personale incidono sul rapporto fra lordo e netto. Non basta raddoppiare una cifra, né applicare la stessa percentuale a tutti i giocatori. Vanno poi tenuti separati stipendio, premi e prezzo del cartellino. Il denaro pagato a un altro club per acquistare un calciatore non finisce nella sua busta paga. Allo stesso modo, un contratto da 4 milioni annui per cinque stagioni mantiene uno stipendio di 4 milioni l’anno: i 20 milioni rappresentano il valore complessivo della parte fissa sull’intera durata. E NELLE SERIE MINORI? SERIE B, C E D Scendendo di categoria cambiano sia i livelli retributivi sia le regole contrattuali. Serie B e Serie C prevedono accordi collettivi e minimi propri, che non vanno confusi con quelli della massima serie. In Serie D contano anche il diverso inquadramento e la forma del rapporto di lavoro sportivo. Parlare di uno stipendio standard per tutti sarebbe poco utile: incidono età, durata dell’accordo e condizioni individuali. Per confrontare due cifre bisogna almeno sapere se si riferiscono a un mese, a una stagione completa e a un importo lordo oppure netto. DOMANDE FREQUENTI Chi è il giocatore più pagato della Serie A? Lautaro Martínez, con uno stipendio stimato di 9 milioni di euro netti annui. La cifra riguarda la parte fissa del contratto con l’Inter, senza premi variabili o ricavi personali da sponsorizzazioni. Quale squadra ha il monte ingaggi più alto? La Juventus guida la classifica netta riportata nella guida con 87,55 milioni annui, davanti all’Inter a 82,50. Considerando il costo lordo per i club, l’ordine può cambiare. Quanto guadagna un arbitro di Serie A? Il compenso per dirigere una partita di Serie A è indicato in 4.000 euro lordi. Il guadagno annuale dipende dal numero e dal tipo di incarichi, oltre alle altre componenti previste. Il gettone per una singola gara non equivale quindi a uno stipendio netto mensile. Gli stipendi comprendono i premi per gol e risultati? No, le tabelle riportano soltanto gli ingaggi fissi stimati. I premi previsti nei singoli contratti possono aumentare il compenso effettivo in base a presenze, obiettivi individuali e risultati di squadra.

Como, Fabregas: Diao in forma, nuovi ruoli per Nico Paz e Baturina
Como, Fabregas: Diao in forma, nuovi ruoli per Nico Paz e Baturina
Pubblicato il: 15-10-26  -  Calcio

RIEPILOGO DELLA PARTITA COMO VS FEYENOORD: ANALISI APPROFONDITA DEL CHIRURGODELBET Il Como incassa la prima sconfitta in Champions League contro il Feyenoord, nonostante un inizio promettente. Dopo la partita, Cesc Fabregas ha rilasciato dichiarazioni significative ai microfoni di SkySport e in conferenza stampa, come riportato da TMW. Analisi su Diao e Kean: "Diao ha avvertito qualche problema fisico dopo il gol, ma è presto per fare una valutazione precisa. Anche per Kean sarà necessario un monitoraggio più approfondito nei prossimi giorni. Dobbiamo essere cauti nelle valutazioni finché non avremo maggiori informazioni. La loro presenza in squadra è cruciale, come dimostrato anche oggi con il gol segnato. La Champions League è un meritato riconoscimento per la nostra stagione scorsa". Considerazioni su Nico Paz in falso 9: "Abbiamo optato per questa tattica pensando fosse vantaggiosa per attaccare l'avversario. Come dimostrato dal gol di Diao. Il calcio è fatto di scelte e la squadra deve imparare da queste situazioni. Gestire al meglio i nostri attaccanti è fondamentale, soprattutto considerando anche i nostri impegni in Serie A. È un processo di crescita costante. Questa è la nostra prima partecipazione qui, e ci sono stati momenti positivi. Nonostante il risultato, la squadra non ha mai mollato. È importante saper vedere il bicchiere mezzo pieno". Valutazione su Baturina: "Giocatori come Baturina hanno faticato in questa competizione? La Champions League rappresenta il palcoscenico più competitivo. Il livello di sfida è superiore persino rispetto alla Coppa del Mondo. Anche squadre blasonate come il Bayern e il Barcelona hanno avuto le loro difficoltà. È arduo giocare in trasferta in Champions League, ma è importante mantenere la calma. Questa competizione è un'opportunità per il nostro club e dobbiamo continuare a progredire costantemente. La chiave è mantenere lucidità e coerenza nel nostro percorso".

Como, formazione ufficiale in Champions: Douvikas in panchina, Nico Paz in un nuovo ruolo
Como, formazione ufficiale in Champions: Douvikas in panchina, Nico Paz in un nuovo ruolo
Pubblicato il: 14-10-26  -  Calcio

IL COMO DI FABREGAS PRONTO PER IL MATCH CONTRO IL FEYERNOORD IN CHAMPIONS LEAGUE Dopo la vittoria contro il Lipsia, il Como si prepara ad affrontare il Feyenoord. A sorpresa, Douvikas partirà dalla panchina. Analizziamo le scelte tattiche del ChirurgoDelBet. La formazione ufficiale: COMO (4-2-3-1): Sanchez; Smolcic, Ramon, Chalobah, Valle; Milla, Perrone; Diao, Baturina, Kaiki; Nico Paz. All. Fabregas

Bologna: Dovbyk, Piccoli e il terzo incomodo Enem nel Fantacalcio
Bologna: Dovbyk, Piccoli e il terzo incomodo Enem nel Fantacalcio
Pubblicato il: 14-10-26  -  Calcio

IL BOOM DI JAY ENEM NEL BOLOGNA DI PALLADINO: ANALISI E PROSPETTIVE Nel Bologna di Raffaele Palladino la concorrenza in attacco è diventata una delle storie più interessanti di questo inizio di stagione. Artem Dovbyk e Roberto Piccoli restano i nomi di peso, quelli acquistati a caro prezzo e chiamati a fare i gol che finora sono mancati. Ma c’è un terzo incomodo che sta guadagnando terreno giorno dopo giorno: Jay Enem. Il classe 2003 olandese di origini nigeriane, alto 1,95 metri, arrivato a fine agosto dalla Stella Rossa, era quasi finito in prestito in Svizzera. Poi i problemi fisici di Dovbyk e la necessità di avere un’alternativa vera lo hanno tenuto sotto le Due Torri. E da quando è arrivato Palladino, la musica è cambiata. Le parole del mister e la scelta di Lecce In conferenza stampa Palladino ha delineato con chiarezza i tre profili: «Abbiamo tre attaccanti diversi. Enem è un ottimo attaccante con qualità tecniche e fisiche. Dovbyk negli ultimi metri si fa trovare bene e sempre orientato con il corpo. Piccoli ha bisogno di profondità. Useremo tutti in base alla tipologia di partita. Non ci sono undici titolari, ma chi mi convince in allenamento scende in campo». Non sono parole di circostanza. A Lecce, quando tutti si aspettavano la staffetta classica Piccoli-Dovbyk, il tecnico ha mandato in campo Enem. Il risultato? Gol decisivo e prima vittoria della gestione Palladino. Enem ha sfruttato l’occasione con la freddezza di chi ha già segnato a ripetizione in Serbia (dieci gol in diciassette partite all’OFK Belgrado, poi altri con la Stella Rossa) e con il dinamismo che lo rende diverso dagli altri due. Perché Enem può avere più spazio Dovbyk è il finalizzatore puro, il classico nove che vive dentro l’area. Piccoli è più mobile, bravo a fare sponda e ad attaccare la profondità, ma ha bisogno di continuità e di un contesto che lo valorizzi. Enem unisce pezzi di entrambi: struttura fisica importante, presenza in area, capacità di attaccare lo spazio e, soprattutto, un dinamismo che si sposa bene con l’idea di calcio propositivo e intenso che Palladino sta cercando di installare. Palladino non è il tipo da legarsi a gerarchie rigide. Preferisce leggere la partita e le caratteristiche degli avversari. In questo contesto, tra il centravanti “da area” e quello “da profondità”, lo spazio per il dinamismo e le qualità tecniche di Enem è destinato ad aumentare. Chi l’ha già in rosa può sorridere. Chi ancora no, farebbe bene a tenerlo d’occhio: a Bologna la terza punta non è più solo un’alternativa.