
IL BOOM DI JAY ENEM NEL BOLOGNA DI PALLADINO: ANALISI E PROSPETTIVE Nel Bologna di Raffaele Palladino la concorrenza in attacco è diventata una delle storie più interessanti di questo inizio di stagione. Artem Dovbyk e Roberto Piccoli restano i nomi di peso, quelli acquistati a caro prezzo e chiamati a fare i gol che finora sono mancati. Ma c’è un terzo incomodo che sta guadagnando terreno giorno dopo giorno: Jay Enem. Il classe 2003 olandese di origini nigeriane, alto 1,95 metri, arrivato a fine agosto dalla Stella Rossa, era quasi finito in prestito in Svizzera. Poi i problemi fisici di Dovbyk e la necessità di avere un’alternativa vera lo hanno tenuto sotto le Due Torri. E da quando è arrivato Palladino, la musica è cambiata. Le parole del mister e la scelta di Lecce In conferenza stampa Palladino ha delineato con chiarezza i tre profili: «Abbiamo tre attaccanti diversi. Enem è un ottimo attaccante con qualità tecniche e fisiche. Dovbyk negli ultimi metri si fa trovare bene e sempre orientato con il corpo. Piccoli ha bisogno di profondità. Useremo tutti in base alla tipologia di partita. Non ci sono undici titolari, ma chi mi convince in allenamento scende in campo». Non sono parole di circostanza. A Lecce, quando tutti si aspettavano la staffetta classica Piccoli-Dovbyk, il tecnico ha mandato in campo Enem. Il risultato? Gol decisivo e prima vittoria della gestione Palladino. Enem ha sfruttato l’occasione con la freddezza di chi ha già segnato a ripetizione in Serbia (dieci gol in diciassette partite all’OFK Belgrado, poi altri con la Stella Rossa) e con il dinamismo che lo rende diverso dagli altri due. Perché Enem può avere più spazio Dovbyk è il finalizzatore puro, il classico nove che vive dentro l’area. Piccoli è più mobile, bravo a fare sponda e ad attaccare la profondità, ma ha bisogno di continuità e di un contesto che lo valorizzi. Enem unisce pezzi di entrambi: struttura fisica importante, presenza in area, capacità di attaccare lo spazio e, soprattutto, un dinamismo che si sposa bene con l’idea di calcio propositivo e intenso che Palladino sta cercando di installare. Palladino non è il tipo da legarsi a gerarchie rigide. Preferisce leggere la partita e le caratteristiche degli avversari. In questo contesto, tra il centravanti “da area” e quello “da profondità”, lo spazio per il dinamismo e le qualità tecniche di Enem è destinato ad aumentare. Chi l’ha già in rosa può sorridere. Chi ancora no, farebbe bene a tenerlo d’occhio: a Bologna la terza punta non è più solo un’alternativa.

VILLARREAL - NAPOLI, ALLEGRI SI ARRABBIA E PARLA DELLA FASE DIFENSIVA Massimiliano Allegri non può che essere deluso per la sconfitta patita dal Napoli sul campo del Villarreal. Secondo ko per gli azzurri in Champions League, dopo quella al debutto in casa contro l'Arsenal. Il tecnico, dal canto suo, pone l'accento sugli errori commessi dai suoi giocatori: "Le partite di Champions sono così, vanno giocate in un altro modo. Può succedere di prendere l’1-1, ma poi non bisogna andare subito in confusione e subirne un altro. Non è che a un certo punto ci sfaldiamo, com’è successo nel secondo tempo, dove ci siamo allungati e abbiamo cercato di risolvere la gara con la giocata del singolo". Anche dal punto di vista offensivo sembra esserci molto da lavorare. Allegri fa capire che il Napoli continua a commettere gli stessi errori. E anche nello scorso match vinto in campionato, non sono mancate le difficoltà: "Com’è accaduto col Frosinone, abbiamo avuto le occasioni per segnare ma non le abbiamo sfruttate perché abbiamo sbagliato la scelta. Su questo bisogna fermarsi a riflettere e a ragionare, perché abbiamo ancora la possibilità di passare il turno. Non sarà facile, le partite si possono anche perdere, ma non in questo modo. Ci vuole più pazienza, il tempo c’era". VILLARREAL - NAPOLI, ALLEGRI E IL TEMA DELLA DIFESA Ma se l'attacco piange, la difesa non ride. Allegri ha parlato della questione relativa alla fase difensiva. Dal canto suo, si tratta di un argomento che a livello di opinione pubblica è sempre più un tabù: "Ormai è diventato quasi una vergogna anche parlarne. In Champions ci sono pochi errori tecnici, se si commettono bisogna andare subito alla riconquista e si fa fatica. Sui gol presi ci deve essere una maggiore attenzione in termini di collettivo, i difensori hanno fatto una buona prestazione nel complesso anche se il primo gol l’abbiamo regalato. Anche col Frosinone abbiamo subito troppi tiri. Serve un maggiore spirito di sacrificio e un approccio corretto quando la palla ce l’hanno gli altri". Secondo Allegri, tutta la squadra deve difendere bene per aiutare i difensori. Per questo motivo si aspetta qualcosa di più dal suo Napoli. La speranza è che le prossime partite possano portare dei miglioramenti: "D’altronde, se a centrocampo si difende bene e si gioca bene, si hanno più vantaggi per creare azioni da gol. Le occasioni le abbiamo avute, il punto è che poi subiamo troppo, allora dobbiamo trovare un equilibrio. Se non abbiamo solidità difensiva, siamo automaticamente meno bravi in fase offensiva perché siamo più lunghi e prendiamo le ripartenze. Abbiamo le qualità per segnare, solo che non dobbiamo sbagliare nella situazione, altrimenti costringiamo i difensori a giocare uomo contro uomo".

INTER - CLUB BRUGGE, IL RAMMARICO DI CHIVU E IL DATO SUI GOL SUBITI Cristian Chivu si mangia le mani dopo la sconfitta dell'Inter contro il Club Brugge. Un 3-4 difficile da digerire, anche perché è la seconda caduta in Champions League in altrettante partite. Queste le parole del tecnico dei nerazzurri a fine partita: "Credo che nel primo tempo abbiamo avuto un reazione giusta al loro vantaggio, abbiamo mantenuto un livello alto di intensità e qualità pareggiando prima dell'intervallo. Siamo entrati bene nel secondo tempo creando occasioni importanti, poi un po' presi dalla frenesia abbiamo perso equilibrio e distanze nel fare determinate pressioni, l'1-2 ci ha tolto entusiasmo e lucidità, abbiamo iniziato a fare cose che non appartengono a una squadra matura, ambiziosa e di valore. Diamo meriti all'avversario che ha fatto una buona gara con intensità, personalità e qualità tecnica, con la velocità degli esterni". INTER - CLUB BRUGGE, CHIVU SI ARRABBIA L'Inter fino a questo momento ha subìto troppi gol. Il dato non può non far arrabbiare Cristian Chivu, il quale si aspettava di più dalla sua squadra. L'idea è sempre quella di non addossare troppe colpe al portiere Martinez: "Non posso essere soddisfatto del dato dei gol subiti: ci sono cose da rivalutare, soprattutto in Champions è difficile recuperare le partite se si va sotto, considerata la qualità tecnica delle squadre e la loro velocità. Pensiamo al nostro equilibrio, ai duelli, alle seconde palle e alle distanze giuste nella pressione: dobbiamo lavorare, ma lo sapevamo già. Siamo consapevoli di ciò che non va in Champions: dobbiamo lavorare sulla preparazione mentale, forse ci portiamo dietro qualcosa e mi prendo la responsabilità perché forse non troviamo equilibrio in un certo tipo di partite". Le sconfitte contro Real Madrid e Club Brugge complicano i piani dell'Inter in Champions League. Chivu, dal canto suo, non vuole disperare. Anche perché ci sono ancora sei partite per sbloccarsi e agganciare quantomeno la zona playoff: "Abbiamo tanto da fare e lavorare dal punto di vista tattico e mentale per trovare entusiasmo, equilibrio e l'atteggiamento giusto. Forse dovevo trasmettere più calma e serenità nell'intervallo in vista del secondo tempo, in Champions serve anche il cinismo per fare gol e forse dovremo cambiare qualcosa. In Europa è diverso dal campionato per intensità e qualità tecnica, ma dobbiamo trovare l'equilibrio giusto perché in Champions contano i dettagli e gli episodi, bisogna avere la calma senza perdere le nostre qualità. Non dobbiamo comunque perdere la fiducia che abbiamo in noi stessi. C'è rammarico e delusione, ma mancano sei partite".

Tre gol contro l’Inter in una sola serata sono un biglietto da visita che non passa inosservato. Per Nicolò Tresoldi, giovane attaccante dal doppio legame calcistico con Italia e Germania, una prestazione del genere rappresenterebbe molto più di una semplice tripletta: sarebbe la fotografia di un percorso di crescita costruito attraverso il lavoro, la maturazione tattica e la capacità di farsi trovare pronto nei momenti importanti. Il suo profilo è particolarmente interessante anche per il calcio italiano. Tresoldi è infatti un centravanti moderno, capace di attaccare la profondità, muoversi negli spazi e partecipare alla manovra, caratteristiche che lo rendono un osservato speciale in un movimento alla ricerca di attaccanti in grado di incidere con continuità. LA TRIPLETTA A SAN SIRO: TRE GOL PER ENTRARE NELLA STORIA La notte del 13 ottobre 2026 rischia di diventare uno spartiacque nella carriera di Nicolò Tresoldi. Il centravanti del Club Brugge ha firmato una tripletta nella vittoria per 4-3 contro l’Inter in Champions League, trasformando San Siro nel palcoscenico della sua definitiva presentazione al grande pubblico. Il primo gol è arrivato dal dischetto, con la freddezza necessaria per trasformare una situazione di grande responsabilità. Nella ripresa, Tresoldi ha approfittato di un’incertezza difensiva e del portiere nerazzurro Josep Martínez per trovare il raddoppio. Il terzo centro ha confermato il suo istinto da attaccante d’area: rapidità di lettura, posizione corretta e capacità di arrivare sul pallone prima degli avversari. Non è stata soltanto una questione di finalizzazione. Nel corso della partita il giovane centravanti ha saputo reggere il confronto fisico con i difensori nerazzurri, partecipare al gioco e sfruttare le situazioni favorevoli con grande concretezza. Il risultato finale, 4-3 per il Brugge, ha reso l'impresa ancora più significativa. Tresoldi è diventato il secondo giocatore, dopo Gareth Bale, a realizzare una tripletta contro l’Inter, secondo le ricostruzioni pubblicate dopo la gara. Per un attaccante di 22 anni, segnare tre reti in una partita di Champions League contro una squadra del livello dell’Inter significa attirare inevitabilmente l’attenzione. Ma per capire quanto questa prestazione sia importante bisogna guardare anche al percorso che l’ha preceduta. CHI È NICOLÒ TRESOLDI: ORIGINI ITALIANE E FORMAZIONE TEDESCA Nato a Cagliari il 20 agosto 2004, Tresoldi è cresciuto calcisticamente in Germania, dove si è trasferito con la famiglia da giovanissimo. Il padre, Emanuele Tresoldi, è stato calciatore, mentre Nicolò ha costruito la propria formazione nel settore giovanile dell’Hannover 96. La sua storia presenta un intreccio interessante: radici familiari italiane, educazione calcistica tedesca e una carriera professionistica sviluppata in contesti internazionali. Alto circa 1,86 metri e impiegato principalmente da centravanti, possiede una struttura fisica adatta al ruolo senza essere un attaccante limitato al gioco spalle alla porta. La sua crescita è stata graduale. Prima il lavoro nelle giovanili, poi l'esperienza con la seconda squadra e infine il salto nel calcio professionistico. Un percorso che gli ha permesso di accumulare esperienza prima di affrontare le pressioni delle competizioni europee. LA CARRIERA NEI CLUB: DALL’HANNOVER 96 AL SALTO AL CLUB BRUGGE Il primo capitolo importante della carriera di Tresoldi si è scritto con l’Hannover 96. Entrato nel settore giovanile nel 2018, l’attaccante ha completato in Germania il proprio percorso di formazione, arrivando al debutto tra i professionisti nel luglio 2022, in Zweite Bundesliga. Con la prima squadra dell’Hannover ha collezionato 80 presenze e 14 gol, secondo i dati riportati dalla stampa sportiva. Un bottino costruito soprattutto attraverso le stagioni 2023-24 e 2024-25, nelle quali ha segnato sette reti in campionato per annata. L'esperienza tedesca è stata importante soprattutto per la maturazione. In una competizione fisica e intensa come la seconda divisione tedesca, Tresoldi ha potuto confrontarsi con difensori esperti, imparando a gestire i duelli, a occupare gli spazi centrali e a migliorare il proprio contributo alla manovra. Nell'estate del 2025 è arrivata la svolta: il trasferimento al Club Brugge, una società abituata a valorizzare i giovani e a confrontarsi regolarmente con il calcio europeo. Il passaggio in Belgio ha rappresentato un salto di qualità per ambizioni e visibilità, offrendo all'attaccante l'opportunità di misurarsi con un contesto competitivo differente e con la Champions League. La tripletta contro l’Inter è il simbolo più evidente di questa crescita. Prima della sfida di San Siro, Tresoldi aveva già realizzato sei gol nelle prime dieci presenze stagionali con il Brugge, secondo quanto riportato da Football Italia il 13 ottobre. Il dato suggerisce che la serata contro i nerazzurri non sia arrivata dal nulla: il centravanti stava già attraversando una fase positiva. La prestazione di Milano ha amplificato un percorso che merita di essere valutato nel suo insieme, senza ridurlo a una singola partita. QUALI SONO LE CARATTERISTICHE TECNICHE DI NICOLÒ TRESOLDI? Tresoldi è un centravanti che abbina struttura fisica, mobilità e senso del gol. La sua altezza gli consente di reggere il confronto con i difensori centrali, ma il suo repertorio non si esaurisce nel gioco aereo o nella protezione del pallone. È proprio la combinazione di queste qualità a rendere interessante il suo profilo. Tresoldi non è necessariamente un centravanti che vive soltanto negli ultimi metri: può contribuire allo sviluppo dell’azione e diventare un riferimento per gli inserimenti dei compagni. Naturalmente, una tripletta non basta per certificare la continuità ad altissimo livello. Il passaggio successivo sarà dimostrare di saper mantenere rendimento e lucidità anche quando gli avversari prepareranno le partite per limitarlo, riducendogli lo spazio e costringendolo a giocare lontano dalla porta. TRESOLDI E LA NAZIONALE: ITALIA O GERMANIA? È il capitolo che rende la sua storia particolarmente rilevante per il calcio italiano. Tresoldi è nato in Italia, ma è cresciuto calcisticamente in Germania e ha rappresentato le selezioni giovanili tedesche, dall’Under 19 fino all’Under 21. Con la Germania Under 21 ha raggiunto un livello di rendimento significativo, diventando uno dei riferimenti offensivi della squadra. Le statistiche disponibili prima della stagione in corso gli attribuivano 12 gol in 24 presenze con l’Under 21, oltre all’esperienza maturata nelle competizioni internazionali giovanili. La scelta della nazionale maggiore resta quindi un passaggio centrale. Al 14 ottobre 2026, le informazioni pubblicate dalla stampa indicano che Tresoldi non ha ancora formalizzato una decisione definitiva tra Italia e Germania. Il padre Emanuele ha spiegato che la scelta dovrà essere personale e legata al cuore, non alle opportunità tecniche offerte dalle due federazioni. Per l’Italia, l’interesse è comprensibile. La Nazionale cerca da tempo di ampliare il ventaglio delle soluzioni offensive, individuando centravanti capaci di unire presenza in area, mobilità e continuità realizzativa. Tresoldi possiede caratteristiche che meritano attenzione, soprattutto in prospettiva. Questo non significa che possa risolvere da solo i problemi dell’attacco azzurro. La sua crescita dovrà essere accompagnata da continuità nel club, progressi nella gestione delle partite più difficili e capacità di confermarsi contro avversari di alto livello. Ma avere a disposizione un centravanti giovane che sta maturando esperienza europea sarebbe un'opportunità importante. La Germania, dal canto suo, gli ha garantito un percorso formativo solido e un ruolo nelle proprie selezioni giovanili. Non sarebbe quindi corretto considerare la sua scelta come una semplice questione di convenienza sportiva: entrambe le strade hanno un significato personale e professionale.

ANALISI TATTICA POST PARTITA: NAPOLI VS VILLAREAL Dopo la sconfitta in Champions League contro il Villareal, l'allenatore del Napoli, Massimiliano Allegri, ha rilasciato alcune dichiarazioni di analisi tattica che hanno destato l'interesse del ChirurgoDelBet. DE BRUYNE - "Gli ho chiesto di andare in mezzo ai due perché ha più tecnica di McTominay e alzare McTominay che poteva servire più alto dentro l’area, non ci siamo capiti. Saper difendere è diventata quasi una vergogna, stasera i nostri l’hanno fatto molto bene, ma se a metà campo concedi tiri da fuori area e davanti difendi male..." DI LORENZO - "In quel momento deve essere più reattivo nell’andare a chiudere e andare verso il tiratore. Abbiamo fatto quattro passaggi senza senso di un metro, non servivano a nulla. Poi Di Lorenzo doveva avere la capacità di essere più reattivo e andare verso il portatore di palla, di là non c’era nessuno". POLITANO - "L'errore tecnico ci può stare, una squadra che è forte come il Napoli deve rimanere sereno e continuare a giocare, l'imprevisto va gestito. Non possiamo andare in confusione per un gol, bisogna portarcela piano piano ci arriveremo. Il livello della Champions è più alto, quando giochi con le medio-piccole non te ne accorgi e oggi sì". OLIVERA, ALISSON E ANGUISSA - "Quando abbiamo la palla possiamo migliorare, non scordiamoci che McTominay era alla prima dopo due mesi, Badiashile ha fatto bene, Lang e Neres hanno speso tante energie sabato. Ora rientreranno Olivera, Alisson e Anguissa: cerchiamo un equilibrio dove possiamo stringere i denti. Difensivamente possiamo fare meglio, in questo momento la percezione è che in certi momenti della partita rischiamo di prendere gol e non va bene".