Squadre più tifate al mondo: la classifica 2026 e come si misura davvero il tifo
Squadre più tifate al mondo: la classifica 2026 e come si misura davvero il tifo
Pubblicato il: 23-09-26  -  Calcio

Squadre più tifate al mondo: la classifica 2026 e come si misura davvero il tifo Per scoprire quali sono le squadre più tifate al mondo, bisogna partire da un presupposto: non esiste un censimento ufficiale dei tifosi. Esistono tre misure diverse, follower sui social, sondaggi sulla popolazione e presenze allo stadio, e ognuna produce una classifica diversa. In questa guida di CHIRURGODELBET trovi le tre graduatorie aggiornate con i dati pubblicati nel 2026, le fonti di ciascuna e i limiti che nessuna di queste rilevazioni riesce a superare. Chi indica un numero esatto dei tifosi del Real Madrid nel mondo sta stimando, non contando. INDICE * Il quadro in breve: cosa dicono i dati del 2026 * Come si misura il tifo: tre metriche, tre classifiche * La classifica mondiale dei club più seguiti sui social (CIES 2026) * Le italiane nella top 100 mondiale * Chi riempie davvero gli stadi: presenze 2025/26 * Le squadre più tifate in Italia: la ricerca StageUp e Ipsos Doxa * Nazionali: il tifo digitale ai Mondiali 2026 * Perché le stime "X milioni di tifosi nel mondo" non coincidono mai * Cosa sposta davvero il tifo nel tempo * Errori da evitare quando leggi una classifica di tifoserie * Domande frequenti IL QUADRO IN BREVE: COSA DICONO I DATI DEL 2026 Se la domanda è "quale squadra ha il seguito più ampio al mondo", la risposta più solida oggi arriva dal CIES Football Observatory, l'osservatorio indipendente con sede a Neuchâtel che somma i follower dei canali ufficiali dei club. Secondo la classifica pubblicata a fine maggio 2026, il Real Madrid è il club con più follower complessivi tra Instagram, X, Facebook, TikTok e YouTube, davanti al Barcellona; la Juventus è la prima italiana e l'unica squadra di Serie A nella top 10, mentre l'Inter registra l'aumento più rilevante tra le italiane con 12,5 milioni di follower guadagnati in un anno. Se invece la domanda è "quale squadra porta più persone allo stadio ogni settimana", cambia tutto: nella stagione 2025/26 il Borussia Dortmund ha la media spettatori più alta in campionato tra i club europei, davanti al Bayern Monaco e al Manchester United, con Milan e Inter appaiate oltre quota 73.000. E se la domanda riguarda solo l'Italia, la fotografia è ancora diversa: secondo l'edizione 2025/26 della ricerca Sponsor Value di StageUp e Ipsos Doxa, i tifosi dei club di Serie A sono 25,6 milioni, con la Juventus prima nonostante il secondo calo consecutivo e Inter e Milan in crescita. Tre domande, tre classifiche. Chi le mescola ottiene numeri che non tornano. COME SI MISURA IL TIFO: TRE METRICHE, TRE CLASSIFICHE Prima di leggere qualsiasi graduatoria, conviene capire che cosa sta misurando davvero. Metrica Cosa misura Fonte tipica Aggiornamento Follower sui social Account che seguono i canali ufficiali CIES Football Observatory Annuale Sondaggio sulla popolazione Persone che si dichiarano tifose StageUp e Ipsos Doxa, Demos Annuale Presenze allo stadio Spettatori medi nelle gare interne Dati di club, leghe e Transfermarkt Fine stagione Le tre metriche non sono intercambiabili. I follower contano account, non persone: un tifoso può seguire cinque canali dello stesso club su cinque piattaforme e vale cinque. I sondaggi contano persone reali ma solo dentro un confine nazionale e su un campione. Le presenze contano biglietti e abbonamenti, quindi premiano chi ha uno stadio grande, prezzi accessibili e un bacino locale compatto. C'è anche un limite comune a tutte e tre: nessuna misura l'intensità del tifo. Un abbonato che va allo stadio 19 volte l'anno e un utente che ha cliccato "segui" nel 2019 finiscono nello stesso conteggio con pesi molto diversi dalla realtà. LA CLASSIFICA MONDIALE DEI CLUB PIÙ SEGUITI SUI SOCIAL (CIES 2026) Il dato CIES ripreso da Sky Sport il 28 maggio 2026 somma i follower dei profili ufficiali su cinque piattaforme. È la base più citata per rispondere alla domanda "squadre più tifate al mondo", con tutti i limiti che vedremo più avanti. Pos. Club Follower totali Variazione sul 2025 1 Real Madrid 487,6 milioni +13,9 milioni 2 Barcellona 441,8 milioni +14,4 milioni 3 Manchester United 238,6 milioni +4,9 milioni 4 PSG 208,1 milioni +8,7 milioni 5 Manchester City 187,8 milioni +8,2 milioni 6 Liverpool 179,2 milioni +12,4 milioni 7 Juventus 178,3 milioni +3,3 milioni 8 Bayern Monaco 165,2 milioni +16,1 milioni 9 Chelsea 156,5 milioni +3,7 milioni 10 Arsenal 118,5 milioni +4,4 milioni Subito fuori dalla top 10 si collocano Tottenham e Atlético Madrid, rispettivamente all'undicesimo e al dodicesimo posto; Inter e Milan seguono in tredicesima e quattordicesima posizione. Tre letture che valgono più della classifica in sé. Il distacco tra i primi due e il resto è enorme. Real Madrid e Barcellona insieme superano i 900 milioni di follower, mentre dal terzo posto in giù si scende sotto i 240 milioni. Non è solo questione di trofei: è il risultato di una presenza storica sui mercati latinoamericano e asiatico e di una produzione di contenuti in più lingue attiva da oltre un decennio. La crescita racconta più della posizione. Il Bayern Monaco è il club cresciuto di più in valore assoluto nell'ultimo anno, con 16,1 milioni di follower in più. Chi guarda solo la classifica statica perde il movimento, che è la parte interessante. La Premier League domina per numero di club, non per vertice. Cinque squadre inglesi nella top 10, nessuna sul podio più alto. È un buon promemoria sul fatto che la forza di un campionato e la forza di un singolo brand sono due cose distinte. LE ITALIANE NELLA TOP 100 MONDIALE Il calcio italiano piazza cinque club nella top 100 mondiale per follower complessivi. Pos. mondiale Club Follower totali Variazione sul 2025 7 Juventus 178,3 milioni +3,3 milioni 13 Inter 82,7 milioni +12,5 milioni 14 Milan 81 milioni +2,8 milioni 20 Roma 43,4 milioni +1,7 milioni 42 Napoli 20,1 milioni +600 mila Il dato che salta all'occhio è il ritmo dell'Inter. I nerazzurri hanno guadagnato 12,5 milioni di follower, quarto miglior dato in assoluto e primo tra le italiane, portandosi a meno di 2 milioni dal Milan pur avendo quasi la metà dei follower della Juventus. La distanza tra il settimo posto della Juventus e il tredicesimo dell'Inter, però, resta di quasi 96 milioni: nel breve periodo il sorpasso non è uno scenario realistico. Va detto anche quello che non torna. Cinque club su cento sono pochi per un movimento che nella propria storia ha conquistato numerosi titoli europei e ha portato l'Inter in finale di Champions League nel 2023 e nel 2025. Il dato segnala soprattutto un ritardo nella presenza digitale rispetto a Premier League e Liga. Non è un giudizio sul tifo italiano, ma sulle strategie di comunicazione internazionale dei club. CHI RIEMPIE DAVVERO GLI STADI: PRESENZE 2025/26 La classifica delle presenze è la più "fisica" delle tre e la meno gonfiabile: un posto occupato è un posto occupato. Pos. Club Media spettatori in campionato 2025/26 1 Borussia Dortmund 81.365 2 Bayern Monaco 75.000 3 Manchester United 73.975 4 Milan 73.373 5 Inter 73.305 6 Roma 61.785 Dati rielaborati da Calcio e Finanza sulla base delle cifre diffuse da club, leghe e Transfermarkt, relativi ai campionati nazionali della stagione 2025/26. Per il Borussia Dortmund, la media finale indicata è di 81.365 spettatori, pari alla capienza dichiarata del Signal Iduna Park. Una rilevazione effettuata ad aprile 2026, quando la stagione non era ancora terminata, riportava invece 81.142 presenze medie: i due valori si riferiscono quindi a momenti diversi della stessa annata. Il confronto con la classifica social è la parte più istruttiva di tutta questa guida. Il Real Madrid è primo al mondo per follower e non compare tra i primi tre per presenze. Il Borussia Dortmund non è tra i primi dieci club mondiali per follower ed è primo in Europa allo stadio. Barcellona e PSG, secondo e quarto sui social, non compaiono in questa top 6. Tradotto: esistono almeno due tipi di grande tifoseria. Quella ad ampiezza globale, costruita su vittorie internazionali, campioni riconoscibili e contenuti digitali, e quella a densità locale, costruita su prezzi, abbonamenti, cultura di curva e identità territoriale. Confonderle porta a classifiche senza senso. Sul piano dei campionati, nella stagione 2025/26 la Bundesliga ha superato la Premier League per media spettatori, mentre la Serie A resta sopra i 30.000 di media collocandosi al quarto posto, con un calo del 2,4% rispetto alla stagione precedente. LE SQUADRE PIÙ TIFATE IN ITALIA: LA RICERCA STAGEUP E IPSOS DOXA Per il mercato italiano la rilevazione di riferimento è Sponsor Value, arrivata al ventiseiesimo anno. Nella stagione 2025/26 i tifosi dei club di Serie A in Italia sono 25,6 milioni, un dato sostanzialmente stabile rispetto alla stagione precedente, pari all'87,2% degli interessati alla Serie A e al 68,5% della popolazione italiana. Il pubblico del tifo risulta composto per il 55% da uomini e per il 45% da donne, con il 47% concentrato nella fascia tra 35 e 54 anni e il 16% sotto i 24. Pos. Club Tifosi stimati in Italia 2025/26 Variazione 1 Juventus 7.741.000 -1,6% 2 Inter 4.275.000 +2,3% 3 Milan 3.976.000 +4,2% 4 Napoli 3.079.000 +1,4% 5 Roma 1.790.000 -0,7% Per confronto, l'edizione precedente indicava Juventus 7.864.000, Inter 4.180.000, Milan 3.816.000, Napoli 3.036.000 e Roma 1.803.000. Il calo della Juventus è il secondo consecutivo e viene ricondotto dalla ricerca sia all'andamento dei risultati sportivi sia a una percezione dell'identità del club non pienamente allineata alle aspettative della tifoseria, pur restando un primato solido che vale da solo quasi un terzo del pubblico complessivo del massimo campionato. L'Inter si conferma davanti al Milan per il quarto anno consecutivo, con i rossoneri che però crescono a un ritmo superiore. Un dettaglio geografico che raramente viene raccontato: il Sud e le Isole concentrano il 39% dei tifosi dei club di Serie A. È il motivo per cui una squadra del Nord può restare la più tifata d'Italia senza essere la più tifata in nessuna regione del Mezzogiorno. Attenzione a un punto metodologico. Il sondaggio Demos per La Repubblica, molto citato, misura una cosa diversa: la percentuale di intervistati che si dichiara tifosa di un club. Nella rilevazione del 2024 la Juventus era al 32%, davanti a Inter e Milan entrambe al 15%, con Napoli al 10% e Roma al 7%. Percentuali e valori assoluti non sono confrontabili tra loro e vanno citati separatamente. NAZIONALI: IL TIFO DIGITALE AI MONDIALI 2026 Le nazionali seguono regole proprie: il bacino è dato dalla popolazione e dalla diaspora, non soltanto dai risultati recenti. Le analisi pubblicate durante il Mondiale 2026 confermano che non esiste una sola graduatoria valida per tutte le piattaforme. Su Instagram il Brasile guidava con circa 24,5 milioni di follower, davanti alla Francia con 22,5 milioni e al Portogallo con 17,5 milioni. Su Facebook il primato apparteneva ancora al Brasile con circa 23 milioni, seguito dal Portogallo con 22,4 milioni. Su TikTok, invece, la Francia era davanti con circa 16,9 milioni, mentre il Portogallo seguiva con 10,5 milioni. Anche le interazioni cambiano la lettura. Il Senegal, pur contando circa 1,9 milioni di follower su Facebook, ha generato quasi 16 milioni di interazioni nel periodo analizzato. Il confronto mostra perché sommare dati provenienti da piattaforme e intervalli temporali differenti produce graduatorie poco attendibili. CHIRURGODELBET considera quindi i numeri social come indicatori di visibilità digitale, non come un censimento del tifo. PERCHÉ LE STIME "X MILIONI DI TIFOSI NEL MONDO" NON COINCIDONO MAI Cercando in inglese "most supported football clubs" si trovano decine di classifiche che attribuiscono ai club cifre molto diverse tra loro per lo stesso anno e lo stesso club. Non è un dettaglio: è il sintomo di un problema di metodo. Ecco le cause principali, in ordine di impatto. Nessuno conta i tifosi, tutti stimano. Non esiste un registro globale. Le stime nascono da sondaggi su campioni nazionali poi proiettati sulla popolazione mondiale, e piccole differenze di campionamento producono scarti di decine di milioni. È lo stesso principio che distingue una probabilità stimata da una certezza matematica: la guida sulle quote scommesse e probabilità implicita [https://chirurgodelbet.com/scommesse/Quote_scommesse:_come_funzionano_e_come_calcolare_la_probabilit%C3%A0_implicita/] chiarisce perché percentuali e risultati reali non vadano confusi. I follower sono account, non persone. Un singolo tifoso presente su cinque piattaforme viene contato cinque volte. Le classifiche che sommano i social, CIES inclusa, misurano una superficie digitale, non un numero di individui. Il CIES è una fonte affidabile proprio perché dichiara questo criterio invece di spacciarlo per conteggio di persone. Gli account inattivi restano nel conteggio. Profili abbandonati, account secondari e follower acquisiti anni fa durante un singolo evento continuano a pesare. Un club può crescere nei numeri mentre perde presenza reale. Il seguito e il tifo non sono la stessa cosa. Molti utenti seguono un club per un singolo giocatore. Quando quel giocatore cambia maglia, il follower resta nel conteggio ma il legame no. Le vecchie ricerche vengono riciclate all'infinito. Diverse cifre che circolano oggi come attuali risalgono a studi di mercato di oltre dieci anni fa, ripubblicati senza data. Se una classifica non indica l'anno della rilevazione e l'istituto che l'ha condotta, non è utilizzabile. Regola pratica per chi legge: accetta solo numeri che arrivano con nome della fonte, anno e metodo dichiarato. Tutto il resto è arredamento. COSA SPOSTA DAVVERO IL TIFO NEL TEMPO I dati 2026 permettono di isolare alcuni fattori ricorrenti. I risultati muovono i numeri, ma con ritardo. Il calo della Juventus in Italia arriva dopo due stagioni difficili, mentre la crescita dell'Inter è successiva a un ciclo di titoli e percorsi europei. Il tifo storico assorbe gli scossoni e reagisce lentamente in entrambe le direzioni. Anche nelle scommesse antepost [https://chirurgodelbet.com/scommesse/Scommesse_antepost:_cosa_sono_e_come_funzionano_i_mercati_a_lungo_termine/] la valutazione di una squadra cambia nel corso dei mesi, perché risultati, calendario e condizioni della rosa modificano progressivamente lo scenario iniziale. I campioni accelerano l'acquisizione, non la fedeltà. Gli arrivi di stelle globali producono picchi immediati di follower, che però si depositano solo se accompagnati da continuità sportiva. Le piattaforme giovani ridisegnano le classifiche. TikTok e YouTube pesano sempre più nel totale e premiano i club che producono contenuti verticali e in più lingue, che non sono sempre gli stessi che dominano nei sondaggi tradizionali. Lo stadio è un'altra economia. Le presenze dipendono da capienza, politica dei prezzi, abbonamenti e collocazione oraria delle partite. La leadership tedesca in questa classifica ha una spiegazione strutturale: biglietti accessibili, settori in piedi e forte radicamento locale. La diaspora conta quanto il mercato interno. Nazionali e club con comunità emigrate ampie mostrano livelli di interazione sproporzionati rispetto alla dimensione della fanbase nominale, come mostra il caso senegalese. ERRORI DA EVITARE QUANDO LEGGI UNA CLASSIFICA DI TIFOSERIE * Sommare metriche diverse. Follower, tifosi dichiarati e spettatori non si addizionano. * Confrontare edizioni di anni diversi come se fossero la stessa serie storica. * Usare una percentuale di sondaggio come se fosse un numero assoluto di persone. * Prendere per buone cifre senza istituto, senza anno e senza metodo. * Dedurre la forza di una tifoseria dalla forza sportiva della squadra nella stagione in corso. * Considerare le classifiche globali come indicatori di previsione sportiva. Misurano popolarità, non rendimento futuro in campo. DOMANDE FREQUENTI Qual è la squadra più tifata al mondo nel 2026? Per numero di follower sui canali social ufficiali, il Real Madrid: secondo la classifica CIES ripresa a fine maggio 2026 i Blancos guidano la graduatoria mondiale davanti al Barcellona. Il dato misura la somma dei follower su cinque piattaforme, non un conteggio di persone. Quanti tifosi ha realmente il Real Madrid nel mondo? Non esiste un numero verificabile. Le cifre che circolano sono stime prodotte con metodi diversi e non confrontabili tra loro. Il dato solido disponibile è quello dei follower complessivi, pari a 487,6 milioni nella rilevazione CIES del 2026. Qual è la squadra italiana più seguita al mondo? La Juventus, settima nella classifica mondiale CIES 2026 con 178,3 milioni di follower e unica italiana nella top 10. Qual è la squadra più tifata in Italia? La Juventus, con 7.741.000 tifosi stimati nella ricerca StageUp e Ipsos Doxa 2025/26, davanti a Inter e Milan. I follower sui social corrispondono ai tifosi? No. Un tifoso può essere contato più volte, gli account inattivi restano nel totale e molti follower seguono un club per un singolo giocatore. I follower indicano la superficie digitale di un brand. Quale club ha la media spettatori più alta? Il Borussia Dortmund, primo tra i club europei nella stagione 2025/26 con oltre 81.000 spettatori di media in campionato, davanti a Bayern Monaco e Manchester United. Perché il Barcellona è secondo sui social ma non compare tra i primi per presenze allo stadio? Perché le due classifiche misurano cose diverse. I social misurano un seguito internazionale, le presenze misurano capienza, prezzi e bacino locale. Un club può dominare la prima e non la seconda. Quale squadra è cresciuta di più sui social nell'ultimo anno? Il Bayern Monaco, con 16,1 milioni di follower in più, mentre tra le italiane il dato migliore è dell'Inter con 12,5 milioni. Esiste una classifica ufficiale delle squadre più tifate al mondo? No. Non esiste un organismo che certifichi il numero di tifosi. Esistono rilevazioni indipendenti, ognuna con un metodo dichiarato: il CIES per i social, gli istituti di ricerca per i sondaggi nazionali, i dati di lega e club per le presenze. Quante squadre italiane ci sono nella top 100 mondiale per follower? Cinque: Juventus, Inter, Milan, Roma e Napoli. Le nazionali rientrano in queste classifiche? Vengono misurate separatamente. Le analisi social sul Mondiale 2026 mostrano che alcune nazionali con community ridotte generano interazioni superiori a quelle di federazioni molto più grandi. Come capisco se una classifica di tifoserie è attendibile? Deve indicare tre cose: chi ha condotto la rilevazione, in quale anno e con quale metodo. Se manca anche solo una delle tre, il numero non è utilizzabile. Le classifiche di questa guida raccontano la popolarità di un club, non il suo rendimento futuro: sono dati di marketing e di audience, non indicatori predittivi di risultati sportivi. I numeri citati si riferiscono alle rilevazioni pubblicate nel 2026 e vanno riverificati a ogni nuova edizione. Contenuto informativo. Il gioco è vietato ai minori di 18 anni e può causare dipendenza patologica. Se scegli di giocare, rivolgiti solo a operatori con regolare concessione ADM, stabilisci un limite di spesa sostenibile e utilizza gli strumenti di autolimitazione dei depositi e di autoesclusione, incluso il Registro Unico degli Autoesclusi, RUA.

Quanto guadagna Jannik Sinner: chi è, carriera e montepremi aggiornati
Quanto guadagna Jannik Sinner: chi è, carriera e montepremi aggiornati
Pubblicato il: 23-09-26  -  Tennis

Quanto guadagna Jannik Sinner: chi è, carriera e montepremi aggiornati Il patrimonio di Jannik Sinner nasce da due entrate molto diverse. Da una parte ci sono i montepremi registrati dall'ATP, dall'altra i contratti pubblicitari, le cui cifre vengono raramente rese pubbliche. Per capire quanto guadagna Jannik Sinner bisogna quindi separare i dati ufficiali dalle stime, senza confondere il reddito lordo con il patrimonio personale. La sua crescita economica procede di pari passo con quella sportiva, iniziata a San Candido e arrivata fino alla prima posizione mondiale. Indice 1. Chi è Jannik Sinner: la scheda essenziale 2. Dalle piste da sci ai campi: l'infanzia in Val Pusteria 3. La scalata: dal primo Challenger al numero 1 del mondo 4. Il caso clostebol e i tre mesi di stop 5. Tutti i titoli vinti da Jannik Sinner 6. Quanto guadagna Jannik Sinner con i montepremi 7. Quanto guadagna Jannik Sinner con gli sponsor 8. Quanto resta davvero: tasse, team, spese 9. Il confronto con Alcaraz, Zverev e i Big Three 10. Cosa può ancora guadagnare nel resto della carriera 11. Come interpretare le cifre sui guadagni 12. Domande frequenti CHI È JANNIK SINNER: LA SCHEDA ESSENZIALE Jannik Sinner è un tennista italiano nato a San Candido, in provincia di Bolzano, il 16 agosto 2001. Cresciuto a Sesto Pusteria in una famiglia di madrelingua tedesca, è il primo italiano ad aver raggiunto la prima posizione del ranking ATP, traguardo toccato il 10 giugno 2024. Dato Valore Nome completo Jannik Sinner Nascita San Candido, 16 agosto 2001 Età 25 anni Altezza 1,91 m Residenza Monte Carlo, Principato di Monaco Professionista dal 2018 Mano Destro, rovescio a due mani Allenatori Simone Vagnozzi, Darren Cahill Ranking attuale 1 (aggiornamento 14 settembre 2026) Titoli ATP in singolare 30 Titoli Slam 5 Montepremi in carriera 69.543.958 dollari I genitori, Siglinde e Hanspeter, hanno lavorato per vent'anni al rifugio Fondovalle in Val Fiscalina; il fratello Mark, adottato, è nato in Russia. DALLE PISTE DA SCI AI CAMPI: L'INFANZIA IN VAL PUSTERIA La biografia di Sinner comincia con uno sport diverso. A tre anni e mezzo inizia insieme sci e tennis a San Candido. Sulla neve arriva prima: a sette anni vince il 32° Gran Premio Giovanissimi in slalom gigante, a dodici è campione italiano di categoria. LA SCELTA A TREDICI ANNI A tredici anni e mezzo sceglie definitivamente il tennis. La motivazione che ha raccontato più volte è concreta e poco romantica: allenamenti sciistici lunghissimi per gare di pochi secondi, e nel tennis la possibilità di rimontare dentro la partita quando le cose vanno male. Un dettaglio che spiega molto del giocatore adulto. BORDIGHERA, PIATTI E IL TRASFERIMENTO A quattordici anni si tessera con il Tennis Club Italia di Forte dei Marmi. Su indicazione di Massimo Sartori inizia a frequentare Bordighera per periodi sempre più lunghi, fino al trasferimento definitivo: prima al Bordighera Lawn Tennis Club, dal 2018 al Piatti Tennis Center sotto la guida di Riccardo Piatti. Nel frattempo frequenta l'istituto tecnico Walther di Bolzano fino al quarto anno, per poi conseguire la maturità in ragioneria da privatista. Nel 2020 trasferisce residenza anagrafica e fiscale nel Principato di Monaco, una scelta diffusa tra i tennisti professionisti e rilevante nel calcolo del reddito netto. LA SCALATA: DAL PRIMO CHALLENGER AL NUMERO 1 DEL MONDO 2019, L'ANNO DELLA SCOPERTA Il 24 febbraio 2019 vince il Challenger di Bergamo: è l'italiano più giovane a riuscirci. A maggio, a diciassette anni e otto mesi, diventa l'italiano più giovane a vincere un incontro in un Masters 1000, a Roma. A novembre vince le Next Gen ATP Finals battendo in finale Alex de Minaur, primo italiano a farlo. Chiude l'anno al numero 78 del mondo, con 473 posizioni guadagnate in dodici mesi, e riceve il premio ATP di Newcomer of the Year. 2020 E 2021, I PRIMI TITOLI Nel 2020 arrivano i primi quarti di finale Slam al Roland Garros e il primo titolo ATP a Sofia. Nel 2021 la prima finale in un Masters 1000, a Miami, persa contro Hubert Hurkacz, il primo ATP 500 a Washington e la chiusura di stagione al numero 10 del mondo. 2022 E 2023, IL CAMBIO DI TEAM E LA COPPA DAVIS Nel febbraio 2022 finisce la collaborazione con Riccardo Piatti e arriva Simone Vagnozzi, affiancato da giugno da Darren Cahill. L'obiettivo dichiarato è rendere il gioco più vario: slice di rovescio, smorzata, discese a rete, serve and volley. Il 2023 è l'anno della svolta. Prima semifinale a Wimbledon, primo Masters 1000 a Toronto, finale alle ATP Finals e soprattutto la Coppa Davis vinta con l'Italia, quarantasette anni dopo il 1976. Nella semifinale contro la Serbia batte Novak Djokovic annullando tre match point consecutivi. 2024, L'ANNO DEL SORPASSO Gli Australian Open 2024 sono il primo Slam: in finale rimonta due set a Daniil Medvedev. Poi Rotterdam, Miami, la prima posizione mondiale il 10 giugno, il primo titolo su erba ad Halle, Cincinnati, gli US Open battendo Taylor Fritz, Shanghai, le ATP Finals e la seconda Coppa Davis consecutiva. Otto titoli in una stagione e primo italiano a chiudere l'anno da numero 1. 2025 E 2026, IL CONSOLIDAMENTO Il 2025 porta il secondo Australian Open e il primo Wimbledon, che lo rende il primo italiano a vincere il singolare maschile nel torneo londinese, oltre alla difesa delle ATP Finals a Torino. Il 2026 è la stagione dei record nei Masters 1000: Indian Wells, Miami, Monte-Carlo, Madrid e Roma vinti di fila, con il completamento del Career Golden Masters, cioè tutti e nove i tornei della serie conquistati almeno una volta. A luglio difende Wimbledon battendo Alexander Zverev in quattro set dopo aver superato Djokovic in semifinale. Nel tennis un singolo break può modificare rapidamente l'andamento di un set e la valutazione del match. La guida dedicata alle scommesse live sul tennis [https://chirurgodelbet.com/scommesse/Scommesse_live:_guida_completa_alle_quote_durante_una_partita/] approfondisce il rapporto tra punteggio, game, set e variazioni delle quote durante l'incontro. Da metà luglio 2026 è fermo per un problema al ginocchio destro. Ha saltato Montreal, Cincinnati e gli US Open, prima assenza in uno Slam dal debutto nel circuito maggiore. Al 17 settembre il suo rientro non ha ancora una data ufficiale, nonostante Pechino e i successivi tornei asiatici restino tra le possibili tappe autunnali. IL CASO CLOSTEBOL E I TRE MESI DI STOP Nel marzo 2024, durante il torneo di Indian Wells, Sinner risulta positivo due volte al clostebol. Il 20 agosto 2024 l'ITIA comunica la conclusione dell'indagine: un tribunale indipendente stabilisce che non c'è stata violazione né negligenza da parte del giocatore, contaminato per via transdermica dal fisioterapista che usava un farmaco da banco contenente la sostanza. Perde comunque punti e montepremi di Indian Wells: 400 punti e 320.000 dollari. Il 28 settembre 2024 la WADA impugna l'assoluzione davanti al TAS. Il 15 febbraio 2025 le parti raggiungono un accordo: sospensione di tre mesi, dal 9 febbraio al 4 maggio 2025, per responsabilità oggettiva rispetto alla condotta dei collaboratori. Nei giorni successivi la WADA dichiara pubblicamente che il caso non è classificabile come doping. Sul piano economico lo stop ha inciso meno di quanto si potrebbe pensare, perché è caduto in una finestra di calendario senza Slam. Sul piano del ranking il costo è stato più alto. TUTTI I TITOLI VINTI DA JANNIK SINNER Categoria Numero Edizioni Grande Slam 5 Australian Open 2024, US Open 2024, Australian Open 2025, Wimbledon 2025, Wimbledon 2026 ATP Masters 1000 10 Toronto 2023, Miami 2024, Cincinnati 2024, Shanghai 2024, Parigi 2025, Indian Wells 2026, Miami 2026, Monte-Carlo 2026, Madrid 2026, Roma 2026 ATP Finals 2 2024, 2025 Coppa Davis 2 2023, 2024 Titoli ATP totali 30 Dal 2020 a oggi I dieci Masters 1000 sono distribuiti su tutti e nove i tornei della serie, con Miami vinta due volte: è questo che ha completato il Career Golden Masters nel 2026. Al 31 agosto 2026 il bilancio in singolare è di 365 vittorie e 89 sconfitte. Per CHIRURGODELBET, il dato che riassume meglio il suo dominio resta la continuità: oltre l'80% delle partite vinte in carriera e risultati di vertice su tutte le superfici. QUANTO GUADAGNA JANNIK SINNER CON I MONTEPREMI Il montepremi è l'unica voce di reddito pubblica e certificata: l'ATP la aggiorna dopo ogni torneo. A settembre 2026 il totale in carriera è di 69.543.958 dollari, circa 61 milioni di euro al cambio del periodo. Voce Cifra Fonte Montepremi in carriera 69,5 milioni di dollari Dati ATP, aggiornamento 31 agosto 2026 Montepremi stagione 2026 11.577.761 dollari Dati ATP Montepremi stagione 2024 19.735.703 dollari Dati ATP Posizione all time Quinto Graduatoria dei montepremi in carriera Con 69,5 milioni di dollari Sinner occupa il quinto posto nella graduatoria storica dei montepremi ATP, dietro Novak Djokovic, Rafael Nadal, Roger Federer e Carlos Alcaraz. Il dato comprende i premi registrati nel circuito, mentre gli incassi delle esibizioni, compreso il Six Kings Slam, restano separati. Nel 2024 i premi ottenuti nelle competizioni ATP ammontano a circa 16,9 milioni di dollari. Il totale stagionale sale a 19,7 milioni includendo le distribuzioni annuali collegate alle classifiche ATP e ATP 500. Restano fuori i sei milioni incassati al Six Kings Slam, esibizione che non rientra nei montepremi ufficiali del Tour. È una distinzione importante anche nella ricostruzione economica di CHIRURGODELBET, perché impedisce di sommare voci appartenenti a categorie diverse. DA DOVE ARRIVANO I SOLDI Nel 2026 la parte più consistente è arrivata dai cinque Masters 1000 consecutivi e da Wimbledon. Il successo londinese ha fruttato 3,6 milioni di sterline. L'assenza dagli US Open ha invece escluso Sinner da un torneo che nel 2026 ha messo in palio il montepremi complessivo più alto della storia del tennis. QUANTO GUADAGNA JANNIK SINNER CON GLI SPONSOR Le sponsorizzazioni sono la parte meno trasparente dei guadagni di Sinner. I contratti non sono pubblici e le cifre disponibili derivano soprattutto da ricostruzioni giornalistiche. Il contratto più importante è quello con Nike, firmato nel 2019 e rinnovato nel 2022. Le ricostruzioni giornalistiche parlano di un accordo decennale da 150 milioni di dollari, equivalente a circa 15 milioni lordi all'anno. Durata e valore non sono stati confermati dalle parti. Gli altri marchi citati dalla stampa specializzata includono Gucci, Rolex, Head per l'attrezzatura, Lavazza, Alfa Romeo, Parmigiano Reggiano, De Cecco, Technogym, Enervit, Fastweb, La Roche-Posay, Panini, Pigna e Intesa Sanpaolo. Le cifre dell'accordo con Gucci non sono state rese pubbliche. Le stime più elevate collocano i ricavi annui da sponsorizzazioni oltre i 30 milioni di euro lordi. Il calcolo cambia però in base agli accordi inclusi, alla valuta utilizzata e alla presenza di compensi legati ai risultati. Per questo non è possibile ricavare una somma annuale univoca. A queste voci si aggiungono le esibizioni, che non assegnano punti ATP e non entrano nei totali ufficiali dei montepremi. Nel 2025 Sinner ha incassato sei milioni di dollari al Six Kings Slam, comprendendo il premio per la vittoria e il compenso di partecipazione. L'edizione 2026, invece, non può ancora incidere sui conteggi aggiornati ad oggi. LE STIME DI PATRIMONIO Nel 2026 il patrimonio attribuito a Sinner oscilla tra 100 e 109 milioni di euro. Si tratta di valutazioni ottenute sommando montepremi e ricavi pubblicitari stimati, non di dati ricavati da bilanci personali. Il valore reale potrebbe quindi essere diverso. QUANTO RESTA DAVVERO: TASSE, TEAM, SPESE Il montepremi lordo non è reddito netto. Su ogni assegno incidono almeno quattro voci. La ritenuta alla fonte del paese ospitante. Molti tornei trattengono una percentuale sul premio prima di erogarlo, con aliquote diverse per Stato e regole di doppia imposizione da applicare caso per caso. La residenza fiscale. Sinner è residente nel Principato di Monaco dal 2020. È una scelta legittima e diffusa nel circuito, ma cambia in modo sostanziale il calcolo del netto rispetto a un residente italiano. I costi del team. Allenatori, preparazione atletica, fisioterapia, gestione e assistenza viaggiano con il giocatore e sono a suo carico. Non esiste un dato pubblico attendibile sulla spesa annua sostenuta da Sinner, quindi qualsiasi cifra precisa sarebbe soltanto un'ipotesi. Viaggi, alloggi, attrezzatura, assicurazioni. Un calendario da trenta settimane l'anno su quattro continenti ha un costo fisso indipendente dai risultati. È la ragione per cui aver guadagnato 69 milioni non significa avere 69 milioni sul conto, e per cui i confronti tra atleti basati sul solo prize money dicono meno di quanto sembri. IL CONFRONTO CON ALCARAZ, ZVEREV E I BIG THREE A marzo 2026 Sinner ha superato i 60 milioni di dollari in carriera, secondo giocatore nato negli anni Duemila a riuscirci dopo Carlos Alcaraz. A settembre 2026 il totale è salito oltre i 69 milioni. Il confronto più interessante non è però sui totali assoluti, che premiano chi ha giocato più a lungo, ma sul ritmo. Sinner ha raggiunto quella cifra in circa otto stagioni di circuito maggiore, di cui una condizionata da tre mesi di stop e una, la corrente, interrotta a metà luglio. Sul piano sportivo, a metà settembre 2026 il ranking ATP vede Sinner primo con 11.500 punti, Alexander Zverev secondo a 9.690 e Carlos Alcaraz terzo a 5.560. Zverev nel 2026 ha vinto Roland Garros e US Open ed è già primo nella Race, la classifica che considera solo la stagione in corso. Sinner dovrà difendere circa 3.550 punti fino a fine anno, tra ATP Finals, Masters 1000 di Parigi, Pechino e Vienna. COSA PUÒ ANCORA GUADAGNARE NEL RESTO DELLA CARRIERA Le entrate future dipenderanno soprattutto dai risultati, dalla salute e dalla durata degli accordi commerciali già firmati. Gli stessi fattori incidono sui mercati antepost sul tennis [https://chirurgodelbet.com/scommesse/scommesse-antepost-cosa-sono-e-come-funzionano-i-mercati-a-lungo-termine/], costruiti sul vincitore di un torneo, di uno Slam o di una competizione stagionale. I montepremi degli Slam crescono di anno in anno: il Roland Garros 2026 ha aumentato il proprio del 9,53% rispetto all'edizione precedente, Wimbledon del 20%. A parità di risultati, lo stesso torneo vale di più ogni stagione. Il contratto Nike, se la durata decennale dal 2022 è confermata, copre gran parte della carriera residua. I contratti di immagine tendono però a essere rinegoziati al rialzo dopo i risultati importanti, come è successo con Head. La variabile che conta di più resta la salute. Lo stop del 2026 per la tendinopatia al ginocchio ha già cancellato tre tornei dal calendario e circa 1.300 punti di ranking. Nel tennis non esiste stipendio garantito: chi non gioca non incassa. COME INTERPRETARE LE CIFRE SUI GUADAGNI Confondere montepremi e patrimonio. Il primo è pubblico e lordo, il secondo è una stima privata al netto di tasse e spese. Sono due numeri che non si sommano e non si sostituiscono. Prendere per buono il cambio euro dollaro. L'ATP pubblica in dollari, la stampa italiana converte in euro a date diverse. Su cifre a otto zeri la differenza tra due conversioni può superare il milione. Sommare le esibizioni ai totali ATP. Tornei come il Six Kings Slam pagano ma non entrano nei montepremi ufficiali. Chi li somma ottiene un numero che non corrisponde a nessuna fonte. Fidarsi di un'unica cifra. Posizione all time, totale 2024, valuta del contratto Nike e ricavi annui degli sponsor cambiano in base alle voci incluse nel calcolo. Le differenze non indicano sempre un errore, ma spesso criteri diversi. Leggere i guadagni come una traiettoria garantita. Otto anni di risultati eccezionali non sono una regola. Nei livelli inferiori del circuito, premi più bassi e costi di viaggio, staff e attrezzatura riducono fortemente il margine economico. Molti professionisti devono sostenere spese elevate prima ancora di sapere quanto incasseranno durante la stagione. DOMANDE FREQUENTI Chi è Jannik Sinner? Un tennista italiano nato a San Candido il 16 agosto 2001, primo italiano ad aver raggiunto la prima posizione del ranking ATP, il 10 giugno 2024. Ha vinto cinque titoli del Grande Slam e due Coppe Davis con la nazionale. Quanto guadagna Jannik Sinner in totale? Tra montepremi certificati e stime di sponsorizzazioni, le testate specializzate collocano il totale in carriera intorno ai 100-109 milioni di euro. La parte verificabile sono i 69,5 milioni di dollari di montepremi ATP aggiornati a fine agosto 2026; il resto è stima. Quanto ha guadagnato Sinner nel 2026? Circa 11,58 milioni di dollari di soli montepremi fino all'aggiornamento di fine agosto 2026, senza contare sponsor ed esibizioni. Quanti Slam ha vinto Jannik Sinner? Cinque: Australian Open 2024 e 2025, US Open 2024, Wimbledon 2025 e 2026. Perché Sinner ha saltato gli US Open 2026? Per una tendinopatia al ginocchio destro che lo tiene fermo da metà luglio. È stata la sua prima assenza in un torneo dello Slam dal debutto del 2019. Dove vive Jannik Sinner? A Monte Carlo, nel Principato di Monaco, dove ha trasferito residenza anagrafica e fiscale nel 2020. Chi sono gli allenatori di Sinner? Simone Vagnozzi, arrivato nel febbraio 2022, e Darren Cahill, entrato nel team nel luglio dello stesso anno. In precedenza era seguito da Riccardo Piatti. Che sport faceva Sinner prima del tennis? Sci alpino. È stato campione italiano di categoria a dodici anni in slalom gigante, prima di scegliere il tennis a tredici anni e mezzo. Qual è lo sponsor principale di Jannik Sinner? Nike, con un accordo firmato nel 2019 e rinnovato nel 2022. Le ricostruzioni giornalistiche parlano di un contratto decennale da 150 milioni di dollari, ma il valore non è stato reso ufficiale dalle parti. Cos'è stato il caso clostebol? Due positività al clostebol nel marzo 2024, attribuite a contaminazione transdermica causata dal fisioterapista. Il tribunale indipendente ha escluso negligenza del giocatore; l'accordo con la WADA del febbraio 2025 ha comportato tre mesi di sospensione per responsabilità oggettiva sui collaboratori. Quanti Masters 1000 ha vinto Sinner? Dieci, distribuiti su tutti e nove i tornei della serie. Nel 2026 ha completato il Career Golden Masters. Sinner è ancora numero 1 del mondo? Sì. Ad oggi Sinner guida il ranking con 11.500 punti, davanti ad Alexander Zverev a 9.690. Il margine si è ridotto durante la sua assenza e la posizione dipenderà dai risultati della parte finale della stagione.

Quanti scudetti ha vinto la Juventus? Albo d'oro, cicli e punti salienti
Quanti scudetti ha vinto la Juventus? Albo d'oro, cicli e punti salienti
Pubblicato il: 23-09-26  -  Calcio

Quanti scudetti ha vinto la Juventus? Albo d'oro, cicli e punti salienti La Juventus ha vinto 36 scudetti riconosciuti ufficialmente dalla FIGC: è il club più titolato del calcio italiano. Il numero che leggi in giro, però, non è sempre lo stesso: una parte della tifoseria e la società stessa parlano di 38 titoli conquistati sul campo. In questa guida di CHIRURGODELBET trovi entrambe le versioni spiegate con chiarezza, l'albo d'oro completo e i cicli che hanno costruito quel primato, senza scorciatoie e senza tifo. INDICE DELLA GUIDA 1. Quanti scudetti ha vinto la Juventus: la risposta breve 2. 36 o 38? Cosa è successo davvero con Calciopoli 3. Albo d'oro: tutti gli scudetti bianconeri per epoca 4. Le origini: dal primo titolo del 1905 al Quinquennio d'oro 5. Il dopoguerra e gli anni Sessanta 6. L'era Trapattoni: sei scudetti e il dominio degli anni Settanta e Ottanta 7. Il ciclo Lippi e gli anni Duemila 8. Calciopoli, la Serie B e la ricostruzione 9. I nove scudetti consecutivi dal 2011/12 al 2019/20 10. Dal 2020 a oggi: chi ha vinto dopo l'ultimo tricolore juventino 11. La Juventus nei numeri: allenatori, giocatori, stelle 12. Il palmarès oltre lo scudetto 13. Come leggere (senza sbagliare) le statistiche sugli scudetti 14. Domande frequenti QUANTI SCUDETTI HA VINTO LA JUVENTUS: LA RISPOSTA BREVE Il conteggio ufficiale della Federazione Italiana Giuoco Calcio assegna alla Juventus 36 scudetti. È il dato che compare nell'albo d'oro della Serie A e nelle principali fonti sportive. Dietro ai bianconeri ci sono l'Inter, salita a quota 21 titoli con il campionato 2025/26, e il Milan fermo a 19. Il primo titolo risale al 1905, l'ultimo alla stagione 2019/20. In mezzo ci sono 115 anni di storia, due retrocessioni (una sportiva e una per illecito), tre stelle sulla maglia e il record assoluto di nove campionati vinti di fila. La cifra di 38, che leggi spesso nei forum e nei canali di tifoseria, si riferisce ai titoli vinti sul campo prima delle sentenze del 2006. Non è il dato federale, ed è il motivo per cui trovi risposte diverse alla stessa domanda. 36 O 38? COSA È SUCCESSO DAVVERO CON CALCIOPOLI Nell'estate del 2006 la giustizia sportiva intervenne sui campionati 2004/05 e 2005/06 in seguito all'inchiesta nota come Calciopoli. Il titolo 2004/05 fu revocato alla Juventus e non riassegnato; quello 2005/06, già vinto sul campo dai bianconeri, fu revocato e assegnato all'Inter. Alla società venne inflitta anche la retrocessione in Serie B. Da qui nascono le due versioni: * 36 scudetti: il conteggio FIGC, l'unico valido ai fini dell'albo d'oro e delle stelle sulla maglia. * 38 scudetti: la posizione sostenuta dalla società e da parte della tifoseria, che considera i due campionati vinti sul terreno di gioco. Ti diciamo anche la parte scomoda: non è una questione che si chiude con una preferenza personale. La competenza a validare l'albo d'oro è della Federazione, quindi la risposta corretta in un contesto statistico resta 36. Il dibattito sui 38 è legittimo come opinione e come memoria sportiva, non come dato ufficiale. Il contenzioso ha prodotto negli anni numerosi ricorsi. Nell'ottobre 2023 la Juventus ha però rinunciato al ricorso davanti al Consiglio di Stato relativo alla richiesta di risarcimento contro FIGC e Inter e, nel dicembre dello stesso anno, ha rinunciato anche ai procedimenti davanti al TAR del Lazio sull'assegnazione del titolo 2005/06. ALBO D'ORO: TUTTI GLI SCUDETTI BIANCONERI PER EPOCA Periodo Scudetti Stagioni Pionieri 1 1905 Anni Venti 1 1925/26 Quinquennio d'oro 5 1930/31, 1931/32, 1932/33, 1933/34, 1934/35 Dopoguerra 2 1949/50, 1951/52 Anni Sessanta 4 1957/58, 1959/60, 1960/61, 1966/67 Anni Settanta 5 1971/72, 1972/73, 1974/75, 1976/77, 1977/78 Anni Ottanta 4 1980/81, 1981/82, 1983/84, 1985/86 Era Lippi 5 1994/95, 1996/97, 1997/98, 2001/02, 2002/03 Nove di fila 9 2011/12, 2012/13, 2013/14, 2014/15, 2015/16, 2016/17, 2017/18, 2018/19, 2019/20 Il totale delle stagioni elencate corrisponde ai 36 titoli riconosciuti. L'elenco coincide con l'albo d'oro ufficiale: il campionato 2004/05 risulta non assegnato, mentre quello 2005/06 è attribuito all'Inter dopo le decisioni della giustizia sportiva. LE ORIGINI: DAL PRIMO TITOLO DEL 1905 AL QUINQUENNIO D'ORO La Juventus nasce nel 1897 e conquista il primo campionato italiano nel 1905, quando la competizione aveva una formula a gironi ristretta e poche squadre iscritte. Per il secondo tricolore servono ventuno anni: arriva nel 1925/26. Il vero salto avviene negli anni Trenta con il cosiddetto Quinquennio d'oro, cinque campionati consecutivi dal 1930/31 al 1934/35. È il primo ciclo di dominio della storia del calcio italiano e coincide con una squadra che fornisce l'ossatura alla Nazionale dell'epoca. In panchina Carlo Carcano, che guida il gruppo per quasi tutto il ciclo. Se cerchi un punto di partenza per capire l'identità del club, è qui: la Juventus costruisce in questi anni la reputazione di squadra che vince per continuità, non per exploit isolati. IL DOPOGUERRA E GLI ANNI SESSANTA Dopo il conflitto arrivano i titoli del 1949/50 e 1951/52, in un campionato aperto alla concorrenza del Grande Torino prima e del Milan degli svedesi poi. Gli anni tra il 1957 e il 1967 portano quattro scudetti: 1957/58, 1959/60, 1960/61 e 1966/67. È l'epoca di John Charles e Omar Sívori in attacco e, più avanti, della crescita di Giampiero Boniperti nel ruolo dirigenziale che segnerà i decenni successivi. Il tricolore del 1957/58 porta la Juventus a dieci titoli. Nell'annata successiva, 1958/59, il club introduce sulla maglia la prima stella d'oro, simbolo ideato per rappresentare il raggiungimento dei dieci campionati vinti. L'ERA TRAPATTONI: SEI SCUDETTI E IL DOMINIO DEGLI ANNI SETTANTA E OTTANTA Giovanni Trapattoni è l'allenatore più vincente nella storia del club in campionato, con sei scudetti: 1976/77, 1977/78, 1980/81, 1981/82, 1983/84 e 1985/86. A questi si aggiungono i titoli dei primi anni Settanta (1971/72, 1972/73, 1974/75) che completano un ventennio di presenza costante al vertice. Sono gli anni in cui la Juventus vince anche fuori dai confini nazionali e in cui il blocco italiano campione del mondo nel 1982 è in larga parte bianconero. Il tricolore del 1985/86 arriva pochi mesi dopo la conquista della Coppa dei Campioni e chiude il ciclo. Poi si apre la fase più lunga senza scudetti dell'era moderna: dal 1986 al 1995 il campionato va altrove, soprattutto al Milan di Sacchi e Capello e al Napoli di Maradona. IL CICLO LIPPI E GLI ANNI DUEMILA Marcello Lippi riporta il titolo a Torino nel 1994/95 con una squadra giovane costruita attorno a Del Piero, Vialli e Ravanelli. Seguono i campionati 1996/97 e 1997/98, poi il ritorno di Lippi porta i titoli 2001/02 e 2002/03. Cinque scudetti complessivi, secondo solo a Trapattoni nella classifica degli allenatori bianconeri, alla pari con Massimiliano Allegri. Il 2001/02 resta uno dei finali di campionato più ricordati. La Juventus vince a Udine nell'ultima giornata e chiude al primo posto con 71 punti, davanti alla Roma a 70 e all'Inter a 69. I nerazzurri, arrivati al turno conclusivo da capolista, perdono 4-2 contro la Lazio e scivolano al terzo posto. CALCIOPOLI, LA SERIE B E LA RICOSTRUZIONE Le sentenze del 2006 portano la revoca dei due titoli e la retrocessione in Serie B, con penalizzazione in classifica. La società perde gran parte dei giocatori di maggior valore; restano, tra gli altri, Del Piero, Buffon, Nedved e Trezeguet. La Juventus vince il campionato di Serie B 2006/07 e torna subito nella massima serie. Il ritorno al titolo richiederà però cinque stagioni: fino al 2011/12 il club non chiude mai al primo posto, con due settimi posti consecutivi nel 2009/10 e 2010/11 che restano il punto più basso del periodo. È un passaggio che spesso viene saltato nelle ricostruzioni celebrative, ma senza quel quinquennio non si capisce cosa significhi il ciclo successivo. I NOVE SCUDETTI CONSECUTIVI DAL 2011/12 AL 2019/20 Dal 2011/12 al 2019/20 la Juventus vince nove campionati di fila: è il record assoluto della Serie A. Il ciclo si apre con Antonio Conte (tre titoli, il primo dei quali da imbattuta in campionato), prosegue con Massimiliano Allegri (cinque titoli) e si chiude con Maurizio Sarri nella stagione 2019/20. Alcuni snodi: * 2011/12: primo campionato nel nuovo stadio di proprietà, con la squadra imbattuta grazie a 23 vittorie e 15 pareggi in 38 giornate. * 2013/14: stagione chiusa a 102 punti, record della Serie A nell'era dei tre punti e primato assoluto per un campionato italiano a venti squadre. * 2014/15 e 2015/16: doppio accoppiamento scudetto e Coppa Italia, con la finale di Champions League persa a Berlino nel 2015. * 2019/20: ultimo tricolore bianconero, nella stagione interrotta e poi ripresa dopo l'emergenza sanitaria. La Juventus chiude con 83 punti, uno in più dell'Inter, mentre Cristiano Ronaldo realizza 31 reti in campionato. Il nono titolo consecutivo porta la Juventus a 36 scudetti e consolida il primato rappresentato dalle tre stelle, traguardo che al momento nessun altro club italiano ha raggiunto. DAL 2020 A OGGI: CHI HA VINTO DOPO L'ULTIMO TRICOLORE JUVENTINO Dopo il 2019/20 il campionato ha cambiato padrone più volte. Ecco il quadro aggiornato: Stagione Squadra campione 2020/21 Inter 2021/22 Milan 2022/23 Napoli 2023/24 Inter 2024/25 Napoli 2025/26 Inter La stagione 2025/26 si è chiusa il 24 maggio 2026 con l'Inter campione d'Italia al ventunesimo titolo, guidata da Cristian Chivu al primo anno in panchina, con Lautaro Martínez capocannoniere a 17 reti. La Juventus ha chiuso al sesto posto con 69 punti, qualificandosi all'Europa League. Il distacco storico resta comunque ampio: 36 titoli contro i 21 dell'Inter, quindici di differenza. LA JUVENTUS NEI NUMERI: ALLENATORI, GIOCATORI, STELLE Allenatori con più scudetti alla Juventus Allenatore Scudetti Giovanni Trapattoni 6 Marcello Lippi 5 Massimiliano Allegri 5 Carlo Carcano 4 Antonio Conte 3 Carlo Parola 2 Carcano guida la Juventus nei primi quattro campionati del Quinquennio d'oro. Viene esonerato nel dicembre 1934, durante la quinta stagione, completata dalla conduzione tecnica di Carlo Bigatto e Benedetto Gola. Per questo il quinto titolo non viene attribuito a Carcano nelle classifiche individuali degli allenatori. Presidenze: Giampiero Boniperti e Andrea Agnelli sono i presidenti con più scudetti conquistati alla guida della Juventus, nove ciascuno. Edoardo Agnelli ne vinse sei: il titolo del 1925/26 e i cinque consecutivi dal 1930/31 al 1934/35. Giocatori: considerando soltanto i titoli riconosciuti ufficialmente, Gianluigi Buffon guida questo gruppo con dieci scudetti. Giorgio Chiellini ne ha vinti nove, Leonardo Bonucci e Giuseppe Furino otto, Gaetano Scirea sette. Per Buffon e altri protagonisti del 2004/05 e 2005/06 il conteggio sportivo personale può essere riportato diversamente da alcune fonti, che includono anche i due campionati successivamente revocati alla Juventus. Stelle: in Italia una stella corrisponde a dieci titoli. La Juventus è stata la prima a raggiungere tre stelle, traguardo legato ai 30 scudetti. IL PALMARÈS OLTRE LO SCUDETTO Lo scudetto è solo una parte del quadro. Il resto del palmarès aiuta a capire perché il club viene citato tra i più vincenti d'Europa. Competizione Titoli Coppa Italia 15 Supercoppa italiana 9 Coppa dei Campioni e Champions League 2 Coppa UEFA ed Europa League 3 Coppa delle Coppe 1 Supercoppa UEFA 2 Coppa Intercontinentale 2 I valori della tabella sono aggiornati a settembre 2026 e coincidono con il palmarès ufficiale del club e con gli archivi UEFA. La Juventus detiene il primato italiano di successi in Coppa Italia con 15 trofei e in Supercoppa italiana con nove. Le due Coppe dei Campioni sono arrivate il 29 maggio 1985, con il successo per 1-0 sul Liverpool allo stadio Heysel di Bruxelles, e il 22 maggio 1996, quando la Juventus superò l'Ajax ai rigori allo Stadio Olimpico di Roma dopo l'1-1 maturato al termine dei tempi supplementari. COME LEGGERE (SENZA SBAGLIARE) LE STATISTICHE SUGLI SCUDETTI Se stai scrivendo, discutendo o semplicemente cercando il dato giusto, questi sono gli errori più comuni. Confondere titoli ufficiali e titoli rivendicati. Se citi 38, specifica sempre che è il conteggio sul campo e non quello federale. Se citi 36, è corretto anche senza precisazioni, ma una riga di contesto evita il commento polemico. Usare fonti non aggiornate. Molti articoli restano fermi all'ultima stagione in cui sono stati scritti. Controlla sempre la data dell'ultimo aggiornamento della pagina che stai leggendo. Lo stesso criterio vale per le statistiche live nelle scommesse [https://chirurgodelbet.com/scommesse/Scommesse_live:_guida_completa_alle_quote_durante_una_partita/], che descrivono ciò che è già accaduto ma non rendono certo l’esito successivo. Sommare campionati di categorie diverse. La Serie B 2006/07 vinta dalla Juventus non entra nel conteggio degli scudetti, che riguarda solo la massima serie. Trattare i campionati pionieristici come quelli moderni. Il titolo del 1905 nasce da una competizione con poche squadre e una formula che non ha nulla a che vedere con l'attuale. Vale come titolo, ma paragonarlo a un campionato da 38 giornate non ha senso statistico. Per distinguere dati storici, eventi e mercati è utile capire come si legge il palinsesto scommesse calcio [https://chirurgodelbet.com/scommesse/Palinsesto_scommesse_calcio:_cos'%C3%A8,_com'%C3%A8_organizzato_e_come_si_legge/]. Fidarsi dell'albo d'oro di un forum. Le fonti valide sono la FIGC, la Lega Serie A e gli archivi delle principali testate sportive. Il resto va incrociato. DOMANDE FREQUENTI Quanti scudetti ha vinto la Juventus? Trentasei secondo il conteggio ufficiale della FIGC. È il numero valido per l'albo d'oro della Serie A e per le stelle sulla maglia. Perché si parla di 38 scudetti della Juventus? Perché i campionati 2004/05 e 2005/06 furono vinti sul campo e poi revocati dalla giustizia sportiva nel 2006. La società considera quei due titoli conquistati, la Federazione no. Qual è stato l'ultimo scudetto della Juventus? Quello della stagione 2019/20, nono consecutivo, con Maurizio Sarri in panchina. Chi ha vinto il campionato dopo la Juventus? Inter (2020/21), Milan (2021/22), Napoli (2022/23), Inter (2023/24), Napoli (2024/25) e Inter (2025/26). Quanti scudetti consecutivi ha vinto la Juventus? Nove, dal 2011/12 al 2019/20. È il record della Serie A. Chi è l'allenatore con più scudetti alla Juventus? Giovanni Trapattoni, con sei titoli tra il 1977 e il 1986. Quando ha vinto il primo scudetto la Juventus? Nel 1905. Il secondo arrivò solo nel 1925/26. La Juventus ha tre stelle sulla maglia? Sì. In Italia una stella corrisponde a dieci scudetti e la Juventus è stata la prima società a raggiungere quota trenta titoli. Quanti scudetti ha l'Inter rispetto alla Juventus? Ventuno contro trentasei dopo il campionato 2025/26. Il Milan è a diciannove. La Serie B vinta nel 2006/07 conta come scudetto? No. Lo scudetto è il titolo di campione d'Italia della massima serie. Il campionato cadetto è una competizione distinta. Chi ha deciso la revoca dei due scudetti? La Commissione d'Appello Federale emise la decisione di primo grado il 14 luglio 2006. La Corte Federale, allora organo di secondo grado della giustizia FIGC, intervenne in appello il 25 luglio. Il titolo 2004/05 rimase non assegnato, mentre quello 2005/06 fu attribuito all'Inter il 26 luglio 2006 dal commissario straordinario della FIGC, dopo il parere di una commissione di esperti. Il conteggio può ancora cambiare? Ad oggi, settembre 2026, l'albo d'oro FIGC resta invariato. Dopo le rinunce formalizzate dalla Juventus nel 2023, non risultano ricorsi del club ancora pendenti capaci di incidere sull'assegnazione dei campionati coinvolti in Calciopoli. PRIMA DI CHIUDERE La storia degli scudetti della Juventus è insieme un record sportivo e un caso aperto di interpretazione. Il dato che puoi usare senza margine di errore è 36. Il resto è un dibattito che vale la pena conoscere, purché sia chiaro dove finisce la statistica e dove comincia l'opinione. Su CHIRURGODELBET trovi altri approfondimenti dedicati al calcio, alle statistiche e alla lettura consapevole dei dati sportivi. Contenuto informativo riservato a un pubblico adulto. Il gioco è vietato ai minori di 18 anni e può causare dipendenza patologica. Se giochi, fallo solo su siti con regolare concessione ADM, stabilisci un limite di spesa che puoi permetterti di perdere e usa gli strumenti di autolimitazione e autoesclusione previsti dalla normativa, incluso il Registro Unico degli Autoesclusi (RUA).

Chi ha vinto più scudetti in Serie A: albo d'oro e classifica completa
Chi ha vinto più scudetti in Serie A: albo d'oro e classifica completa
Pubblicato il: 23-09-26  -  Calcio

CHI HA VINTO PIÙ SCUDETTI IN SERIE A: ALBO D'ORO E CLASSIFICA COMPLETA La squadra che ha vinto più scudetti in Serie A è la Juventus, con 36 titoli. Dietro ci sono l'Inter a quota 21, arrivata al traguardo con il campionato 2025/26, e il Milan fermo a 19. In tutto, dal 1898 a oggi, i club che hanno messo almeno un tricolore in bacheca sono 16. Qui trovi la classifica completa, la storia dietro ai numeri e le risposte alle domande che generano più confusione, a partire dai titoli revocati. Indice della guida 1. La classifica aggiornata: chi ha vinto più scudetti 2. Cos'è lo scudetto e come si assegna 3. Juventus: il primato dei 36 titoli 4. Inter: 21 scudetti e il sorpasso sul Milan 5. Milan: 19 titoli e due cicli europei 6. Le grandi del calcio pionieristico: Genoa, Pro Vercelli, Torino, Bologna 7. Napoli, Roma, Lazio, Fiorentina: chi ha rotto il monopolio 8. I club con un solo scudetto 9. Titoli revocati, non assegnati e contesi 10. Errori da evitare quando si legge l'albo d'oro 11. Cosa raccontano i numeri: geografia e cicli di dominio 12. FAQ LA CLASSIFICA AGGIORNATA: CHI HA VINTO PIÙ SCUDETTI IN SERIE A Questa è la fotografia dell'albo d'oro dopo la stagione 2025/26, conclusa con il 21° titolo dell'Inter. I nerazzurri hanno conquistato la certezza matematica il 3 maggio 2026, vincendo 2-0 contro il Parma alla 35ª giornata. Club Scudetti Ultimo titolo Juventus 36 2019/20 Inter 21 2025/26 Milan 19 2021/22 Genoa 9 1923/24 Pro Vercelli 7 1921/22 Torino 7 1975/76 Bologna 7 1963/64 Napoli 4 2024/25 Roma 3 2000/01 Lazio 2 1999/2000 Fiorentina 2 1968/69 Cagliari 1 1969/70 Casale 1 1913/14 Novese 1 1921/22 Sampdoria 1 1990/91 Verona 1 1984/85 Le date dell'ultimo titolo di Pro Vercelli, Casale e Novese si riferiscono a un'epoca in cui il campionato aveva formula e denominazione diverse da quella attuale: vanno lette come titoli di campione d'Italia, non come Serie A a girone unico. Le annate riportate in tabella seguono l'albo storico dei campioni d'Italia: Pro Vercelli 1921/22, Casale 1913/14, Novese 1921/22, Bologna 1963/64 e Torino 1975/76. Tre club hanno superato i 10 titoli e possono quindi esporre almeno una stella sulla maglia: Juventus, Inter e Milan. COS'È LO SCUDETTO E COME SI ASSEGNA Lo scudetto è il distintivo tricolore che la squadra campione d'Italia cuce sulla maglia nella stagione successiva alla vittoria del campionato. Non è un trofeo fisico, è un simbolo: il trofeo vero e proprio è la Coppa Campioni d'Italia, consegnata dalla Lega Serie A a fine stagione. Per comprendere come il campionato e i suoi esiti entrino nei mercati a quota fissa, CHIRURGODELBET propone una guida completa alle scommesse sportive [https://chirurgodelbet.com/scommesse/Scommesse_Sportive%3A_la_Guida_Completa_del_chirurgodelbet/]. DA DOVE ARRIVA IL TRICOLORE SUL PETTO La tradizione viene fatta risalire a Gabriele D'Annunzio e all'impresa di Fiume del 1920, quando alla squadra vincitrice di una partita venne concesso di fregiarsi dei colori nazionali. Il primo club a indossarlo in campionato fu il Genoa nella stagione 1924/25, dopo la conquista del titolo 1923/24. LA REGOLA DELLA STELLA Per convenzione, una stella sopra lo stemma indica dieci titoli nazionali vinti. È una consuetudine adottata dai club e riconosciuta nell'uso comune, non una norma che assegna titoli: la stella conta gli scudetti, non li crea. COME SI VINCE OGGI Vince chi ottiene più punti nelle 38 giornate del girone unico, con tre punti a vittoria e uno a pareggio. In caso di parità di punti al primo posto è previsto uno spareggio in gara unica. La regola è stata reintrodotta dalla stagione 2022/23. Se la sfida resta in equilibrio al termine dei 90 minuti, si passa direttamente ai calci di rigore; sede e criteri organizzativi sono stabiliti dalle disposizioni federali applicabili alla stagione. JUVENTUS: IL PRIMATO DEI 36 TITOLI La Juventus guida l'albo d'oro con 36 scudetti, un vantaggio costruito in oltre un secolo e concentrato in pochi cicli molto lunghi. Il primo titolo arriva nel 1905. Negli anni Trenta il quinquennio bianconero porta cinque campionati consecutivi, un record poi eguagliato. Seguono i cicli degli anni Settanta e Ottanta con Trapattoni, la parentesi vincente di metà anni Novanta con Lippi e infine i nove scudetti consecutivi tra il 2011/12 e il 2019/20, la serie più lunga mai realizzata in Italia. Il conteggio di 36 titoli è quello riconosciuto dalla FIGC dopo le decisioni del 2006 sulle stagioni 2004/05 e 2005/06, di cui parliamo nella sezione dedicata ai titoli revocati. Il club rivendica pubblicamente una numerazione diversa, e questa differenza è la prima fonte di confusione quando si confrontano due albi d'oro trovati online. INTER: 21 SCUDETTI E IL SORPASSO DEFINITIVO SUL MILAN L'Inter ha conquistato il 21° scudetto nella stagione 2025/26, chiudendo i conti il 3 maggio 2026 alla 35ª giornata. Il 2-0 interno sul Parma ha portato il vantaggio sul Napoli a 12 punti con tre gare ancora da disputare. In panchina c'era Cristian Chivu, alla prima stagione completa alla guida nerazzurra dopo aver vinto il Triplete del 2010 con l'Inter da calciatore. Il percorso nerazzurro ha tre fasi riconoscibili: il dominio degli anni Trenta e Cinquanta, il ciclo della Grande Inter di Herrera negli anni Sessanta, e il ritorno ai vertici dal 2005 in poi, con la seconda stella arrivata nel 2023/24. Il dato che interessa chi cerca chi ha vinto più scudetti è il divario con il Milan, che era di un solo titolo fino a pochi anni fa ed è diventato ampio nell'ultimo decennio. Quello con la Juventus, invece, resta consistente: servirebbero quindici campionati di vantaggio netto per pareggiare il conto. MILAN: 19 TITOLI E DUE CICLI EUROPEI Il Milan ha 19 scudetti, l'ultimo nel 2021/22. I rossoneri hanno vinto in tre epoche molto diverse: il calcio pionieristico dei primi del Novecento, gli anni Cinquanta e Sessanta con il trio Gre-No-Li e poi con Rocco, e soprattutto il decennio a cavallo tra anni Ottanta e Novanta, quando la squadra di Sacchi e poi di Capello univa titoli nazionali e Coppe dei Campioni. Per lungo tempo il Milan è stato il secondo club più titolato d'Italia. Il sorpasso dell'Inter è recente e va registrato con precisione: non è avvenuto in un colpo solo, ma attraverso una sequenza di titoli nerazzurri concentrati in pochi anni. LE GRANDI DEL CALCIO PIONIERISTICO: GENOA, PRO VERCELLI, TORINO, BOLOGNA Chi guarda solo la classifica generale trova al quarto posto un nome che oggi sorprende: il Genoa, con 9 titoli. È la squadra più antica d'Italia e vinse il primo campionato della storia nel 1898, dominando i primissimi anni del torneo. L'ultimo scudetto rossoblù risale agli anni Venti. La Pro Vercelli, oggi lontana dalla massima serie, ha 7 titoli conquistati tra il 1908 e i primi anni Venti. È il caso più citato quando si parla di quanto il calcio italiano sia cambiato nel tempo. Il Torino ha 7 scudetti. Cinque appartengono al Grande Torino, la squadra che dominò il campionato negli anni Quaranta fino alla tragedia di Superga del 4 maggio 1949. L'ultimo titolo granata è del 1975/76. Il Bologna, sempre a quota 7, ha vinto soprattutto negli anni Trenta e poi nel 1963/64, al termine di uno spareggio in gara unica con l'Inter, vinto 2-0 il 7 giugno 1964 allo Stadio Olimpico di Roma. Questi quattro club mettono insieme 30 scudetti, quasi quanti ne ha la sola Juventus. Il dato dice una cosa precisa: il calcio italiano è stato molto più competitivo nei suoi primi cinquant'anni di quanto lo sia stato negli ultimi trenta. NAPOLI, ROMA, LAZIO, FIORENTINA: CHI HA ROTTO IL MONOPOLIO Il Napoli è a quota 4 titoli. I primi due sono quelli dell'era Maradona, a fine anni Ottanta. Gli altri due sono recenti: il 2022/23 e il 2024/25. È l'unico club fuori dal triangolo Milano-Torino ad aver vinto più di una volta negli ultimi quarant'anni. La Roma ha 3 scudetti: 1941/42, 1982/83 e 2000/01. La Lazio ne ha 2, nel 1973/74 e nel 1999/2000. La Fiorentina ha vinto nel 1955/56 e nel 1968/69. Il confronto tra questi numeri e quelli delle prime tre posizioni spiega perché in Italia si parli spesso di campionato a due o tre squadre. Nell'ultimo mezzo secolo i titoli fuori dall'asse Juventus-Inter-Milan si contano sulle dita di due mani. I CLUB CON UN SOLO SCUDETTO Cinque squadre hanno vinto una volta sola, e ognuna ha una storia che vale più del numero: * Cagliari (1969/70): la squadra di Gigi Riva, l'unico titolo mai andato in Sardegna. * Verona (1984/85): il caso più clamoroso del calcio italiano moderno, con una rosa senza grandi nomi davanti a tutte le big. * Sampdoria (1990/91): la squadra di Vialli e Mancini, ultimo scudetto genovese. * Casale (1913/14) e Novese (1921/22): due club piemontesi del calcio delle origini, oggi nelle categorie dilettantistiche. Verona e Sampdoria restano le ultime due outsider assolute: dopo il 1991, nessun club esterno al gruppo delle grandi ha più vinto il campionato, con la sola eccezione delle vittorie del Napoli, che però è storicamente un club di prima fascia. TITOLI REVOCATI, NON ASSEGNATI E CONTESI Questa è la parte che rende gli albi d'oro trovati online diversi tra loro. Vale la pena leggerla prima di citare qualsiasi numero in una discussione. CALCIOPOLI: 2004/05 E 2005/06 Nel 2006, al termine dell'inchiesta e dei procedimenti sportivi, il titolo 2004/05 assegnato sul campo alla Juventus venne revocato e non riassegnato. Quello 2005/06 venne assegnato all'Inter. La FIGC conteggia da allora 36 titoli alla Juventus e include il 2005/06 tra quelli nerazzurri. Il club bianconero contesta pubblicamente questa ricostruzione e considera 38 i propri titoli. La decisione maturò nei procedimenti sportivi del 2006; il 26 luglio 2006 il commissario straordinario FIGC Guido Rossi recepì il parere della commissione dei tre saggi e attribuì all'Inter il titolo 2005/06. TORINO 1926/27 Il titolo granata della stagione 1926/27 fu revocato e non riassegnato a seguito di un caso di illecito. Per questo il Torino compare con 7 scudetti e non con 8. La revoca fu deliberata dalla FIGC il 3 novembre 1927 in seguito al caso Allemandi. I CAMPIONATI DI GUERRA Le stagioni 1943/44 e 1944/45 non hanno assegnato uno scudetto riconosciuto. Il campionato Alta Italia 1944, vinto dallo Spezia, ha ricevuto in seguito dalla FIGC un riconoscimento onorifico, che però non equivale a un titolo di campione d'Italia e non compare nell'albo d'oro degli scudetti. Nel 2002 la FIGC attribuì allo Spezia un titolo onorifico per il successo nel Campionato Alta Italia del 1944, distinto dallo scudetto ordinario. Tre chiarimenti pratici, per non sbagliare: un titolo revocato non sempre viene riassegnato, un riconoscimento onorifico non è uno scudetto, e le numerazioni rivendicate dai club non coincidono necessariamente con quelle federali. ERRORI DA EVITARE QUANDO SI LEGGE L'ALBO D'ORO 13. Confondere scudetti e campionati vinti. Alcune fonti includono titoli assegnati prima del 1929, altre partono dal girone unico. Le due classifiche non coincidono. 14. Usare fonti non aggiornate. Dopo la stagione 2025/26 molti siti riportavano ancora l'Inter a 20 titoli. Controlla sempre la data dell'ultimo aggiornamento della pagina. 15. Dare per buona la numerazione di un club. La bacheca dichiarata da una società e l'albo d'oro federale possono divergere, come nel caso juventino. 16. Contare le stelle al posto dei titoli. La stella è una convenzione grafica, non un documento. 17. Sommare scudetti e Coppe Italia. Sono competizioni distinte, con albi d'oro separati. Lo stesso controllo delle competizioni e degli eventi è utile quando si impara come leggere il palinsesto scommesse calcio [https://chirurgodelbet.com/scommesse/Palinsesto_scommesse_calcio:_cos'%C3%A8,_com'%C3%A8_organizzato_e_come_si_legge/]. 18. Citare l'ultimo titolo di club storici senza contesto. Dire che il Genoa ha 9 scudetti senza precisare che arrivano tutti da prima del 1925 restituisce un'immagine distorta. COSA RACCONTANO I NUMERI: GEOGRAFIA E CICLI DI DOMINIO Sommando i titoli per area geografica, il quadro è netto. Piemonte, Lombardia e Liguria raccolgono la larghissima maggioranza degli scudetti assegnati, mentre il Centro-Sud si ferma a poche unità, quasi tutte concentrate in tre città: Roma, Napoli e Firenze. Le isole hanno un solo titolo, quello del Cagliari. Il secondo dato riguarda la concentrazione nel tempo. Nei primi cinquant'anni di campionato hanno vinto molti club diversi, spesso a rotazione. Dagli anni Novanta in poi i titoli si concentrano su poche società, con la sequenza dei nove campionati consecutivi della Juventus come punto massimo di quella tendenza. Il terzo elemento è la durata dei cicli. Chi vince in Italia tende a vincere più volte di fila: il quinquennio juventino degli anni Trenta, la Grande Inter, il Grande Torino, il Milan di Sacchi e Capello, la Juventus del decennio scorso. Gli scudetti isolati, come quello del Verona o della Sampdoria, sono l'eccezione e non la regola. Questi tre dati insieme spiegano perché la domanda chi ha vinto più scudetti abbia una risposta così stabile: il primato della Juventus non nasce da una stagione fortunata, ma da cicli lunghi ripetuti in epoche diverse. DOMANDE FREQUENTI Chi ha vinto più scudetti in Serie A? La Juventus, con 36 titoli riconosciuti dalla FIGC. Seguono Inter con 21 e Milan con 19. Quanti scudetti ha l'Inter? Ventuno, dopo la vittoria del campionato 2025/26. Il conteggio include il titolo 2005/06 assegnato in seguito ai provvedimenti su Calciopoli. Quanti scudetti ha il Milan? Diciannove. L'ultimo è arrivato nella stagione 2021/22. Quanti scudetti ha il Napoli? Quattro: due nell'era Maradona e due negli anni recenti, nel 2022/23 e nel 2024/25. Quali squadre hanno la stella sulla maglia? Juventus, Inter e Milan, essendo gli unici club italiani ad aver superato i dieci titoli nazionali. La Juventus espone tre stelle. Perché la Juventus dichiara più scudetti di quelli riportati negli albi d'oro? Perché il club considera propri anche i titoli 2004/05 e 2005/06, mentre la FIGC ha revocato il primo senza riassegnarlo e ha assegnato il secondo all'Inter. Quale squadra ha vinto il primo campionato italiano? Il Genoa, nel 1898. Il primo campionato si svolse a Torino l'8 maggio in una sola giornata, con quattro squadre e semifinali seguite dalla finale. Quante squadre hanno vinto almeno uno scudetto? Sedici in tutta la storia del campionato. Qual è la squadra con più scudetti consecutivi? La Juventus, con nove titoli di fila dal 2011/12 al 2019/20. Il campionato vinto dallo Spezia nel 1944 vale come scudetto? No. La FIGC ha riconosciuto quel torneo con una formula onorifica, che non equivale a un titolo di campione d'Italia e non entra nell'albo d'oro degli scudetti. Cosa succede se due squadre arrivano prime a pari punti? Il regolamento prevede uno spareggio in gara unica. In caso di parità dopo i 90 minuti si va direttamente ai calci di rigore. Ogni quanto cambia la classifica degli scudetti? Al massimo una volta l'anno, a fine stagione. Le uniche altre variazioni possibili derivano da provvedimenti disciplinari che revocano o riassegnano un titolo, eventi rari e sempre ufficializzati dalla FIGC.

Milan, così non va: contro il Benfica nuova sconfitta e tanti interrogativi
Milan, così non va: contro il Benfica nuova sconfitta e tanti interrogativi
Pubblicato il: 17-09-26  -  Calcio

MILAN - BENFICA, I PORTOGHESI PASSEGGIANO A SAN SIRO: AMORIM È GIÀ IN CRISI Il Milan perde in casa contro il Benfica e continua a mettere a nudo le proprie debolezze. Se sabato scorso, nella sfida sul campo della Lazio, era arrivata una rimonta di grinta e personalità, questa volta non c'è stato il comeback. Tuttavia appaiono in maniera chiara i limiti di una squadra che - va detto - deve ancora essere rifinita e definita. Ruben Amorim sta provando a instillare i suoi principi a un gruppo di giocatori costruito quasi integralmente. Sono stati tanti i nuovi acquisti giunti a Milano durante l'estate, alcuni dei quali negli ultimi giorni di mercato. Tuttavia, dopo la quinta partita stagionale ci si aspettava qualcosa di diverso. Non va minimamente presa in considerazione l'ipotesi per cui Ruben Amorim sia a rischio esonero dal Milan. La società crede fortemente nel suo allenatore, ma al tempo stesso qualche riflessione va fatta. Soprattutto per quanto riguarda la gestione del gruppo a sua disposizione. Contro il Benfica, infatti, è scesa in campo la quinta formazione titolare diversa in altrettante partite stagionale. Una mancanza di continuità e di stabilità, che alla lunga pesa. Anche perché, almeno fino a questo momento, il tallone d'Achille dei rossoneri è rappresentato proprio dai primi tempi. E se Luka Modric non si alza dalla panchina nemmeno per fare riscaldamento...  MILAN BATTUTO DAL BENFICA, AMORIM NON RISCHIA MA DEVE CAMBIARE La prestazione del Milan contro il Benfica all'esordio in Europa League è stata decisamente a due facce. I rossoneri hanno provato a creare tanto sul piano offensivo, con uno stile di gioco che è però apparso molto scolastico. Tanto fraseggio, molti tocchi, diversi cross a spiovere, ma una pericolosità ancora da trovare. Va detta una cosa: se con un dominio territoriale abbastanza evidente, siano arrivate solo due palle gol nitide (quelle di De Winter e Pulisic nel secondo tempo), qualcosa non funziona. Soprattutto nelle modalità di innesco di Gonçalo Ramos, il quale continua a correre per il campo, ma non riceve ancora palloni giocabili in area. Tutto questo - o comunque buona parte - potrebbe essere sistemato con un uomo: Luka Modric. Il playmaker croato probabilmente non versa ancora in condizioni ottimali. Oppure (tesi più probabile) non ha ancora trovato la giusta alchimia con Ruben Amorim. Eppure questo Milan, che dal centrocampo in su ha tanta fantasia e imprevedibilità, deve passare dai suoi piedi e dalle sue geometrie. Ieri il Pallone d'Oro 2018 è rimasto seduto in panchina per tutta la partita. Una scena che i tifosi rossoneri sperano di non dover rivedere più, se non per cause di forza maggiore. Il tutto mentre la difesa continua a fare acqua da tutte le parti. Anche ieri sono arrivati due gol evitabili, soprattutto il secondo in cui le marcature sono clamorosamente saltate. Il Benfica non ha fatto chissà cosa, ma si è comunque portato a casa i tre punti. Altro elemento che non può non far riflettere...