
IL NAPOLI IN AMICHEVOLE: 2-1 ALL'OSASUNA CON RETI DI LUCCA E POLITANO Il Napoli prosegue la preparazione in vista della nuova stagione calcistica. Nella partita amichevole di ieri, la squadra guidata da Massimiliano Allegri ha affrontato l'Osasuna vincendo per 2-1, grazie alle reti messe a segno da Lucca e Politano. Da non sottovalutare l'assenza di Scott McTominay, come riportato dal noto esperto di scommesse ChirurgoDelBet. Allegri ha concesso al centrocampista scozzese alcuni giorni di riposo post-Mondiale, così come ha fatto con Rafa Marin, entrambi alle prese con piccoli acciacchi derivanti dalla preparazione estiva. Una scelta ponderata per non rischiare nulla in questa fase cruciale.

Il Fantacalcio è un gioco che ha attraversato la storia del calcio in Italia in questi ultimi 30 anni. In tutto questo tempo, è partito come un normale passatempo da affiancare alla visione delle partite, per poi diventare un vero e proprio fenomeno di culto. Non c'è un solo appassionato di Serie A [https://chirurgodelbet.com/news/Serie_A,_gli_acquisti_pi%C3%B9_costosi_della_storia_del_calciomercato/] che non abbia almeno una volta giocato. Tutto comincia con la scelta dei giocatori da acquistare o da prendere all'asta. Poi si passa alla decisione sul modulo e sulla formazione da schierare, giornata dopo giornata. E poi, dulcis in fundo, per i più fortunati e preparati c'è da celebrare la vittoria, come se fosse il vero scudetto. In questo articolo, dunque, ci andremo a occupare di tutto quel che concerne il Fantacalcio, in primis la sua storia. Scopriremo quando è nato questo gioco, come si è diffuso in Italia e come ha affrontato tutte le varie novità. In primis il passaggio dalla sua dimensione originaria - fatta di giornali, carta, penna e calcolatrice - a quella online. Insomma, ne vedremo davvero delle belle in questo lungo appuntamento con il passatempo preferito dagli appassionati di calcio in Italia. FANTACALCIO, LA STORIA: QUANDO È NATO E CHI LO HA INVENTATO Il Fantacalcio in Italia è nato nel 1990 e lo ha inventato un certo Riccardo Albini. È lui l'uomo al quale, di fatto, dobbiamo la nascita di quello che, 36 anni dopo, è ormai un vero e proprio fenomeno di culto. Da grande appassionato di sport americani, è rimasto subito affascinato da quelli che negli States vengono chiamati Fantasy Sports. In particolare il gioco legato alla Major League di baseball, noto anche come Rotisserie. Da qui, Albini ha deciso di inventare un gioco che per sommi capi ricordasse quello legato alle prestazioni della Mlb. Riccardo Albini, all'epoca dei fatti, era anche il "boss" dello Studio Vit. Si tratta di un gruppo redazionale specializzato in videogiochi e informatica. Con lui c'era anche Alberto Rossetti, altro personaggio fondamentale in questa storia. I due, insieme a Diego Antonelli, scrissero il primo regolamento ufficiale del Fantacalcio. Così, la storia ha potuto avere inizio. LA DIFFUSIONE E LE VARIE FORMULE Quando hanno buttato giù il regolamento del Fantacalcio, Riccardo Albini, Alberto Rossetti e Diego Antonelli hanno dimostrato di avere le idee molto chiare. E così, soprattutto grazie a quest'ultimo, nacque un'idea molto interessante. Visto che a partecipare sarebbero stati centinaia di giocatori, con il rischio di vedere gli stessi giocatori in più squadre, prese vita la formula giusta. Si tratta del modello Grand Prix, con il quale era possibile creare le classifiche di rendimento. Le graduatorie si distinguevano tra quelle legate alle singole giornate e le "classifiche generali", come in una corsa a tappe di ciclismo. E così, anno dopo anno, il Fantacalcio prese sempre più piede in Italia come gioco da abbinare alla visione delle partite di Serie A. Quattro anni dopo la prima stesura del regolamento, ovvero nel 1994, ci fu la prima svolta. La Gazzetta dello Sport, che all'epoca dei fatti era il media più importante del Paese, adottò il Fantacalcio. Tra le pagine del quotidiano rosa apparvero durante l'estate le quotazioni aggiornate dei calciatori. Poi, in ogni edizione del martedì durante il campionato, venivano pubblicati i punteggi ottenuti da ciascun calciatore militante in A. Le cose, però, di lì a poco sarebbero cambiate di nuovo. LO SBARCO DEL FANTACALCIO NEL WEB La Gazzetta dello Sport prese a cuore in maniera importante il destino del Fantacalcio. Era chiaro che il gioco piaceva agli italiani, i quali vi partecipavano anno dopo anno in maniera sempre più massiccia. Tanto che si arrivò alla presenza di ben 70.000 utenti iscritti, attraverso la linea telefonica dedicata per la creazione e la gestione delle rose. Un vero e proprio giro di affari, che ha portato anche alla creazione di un montepremi e di una lista di premi da vincere, nelle singole giornate e alla fine del campionato. Poi, però, arrivò anche lo sbarco del Fantacalcio sul web. Nel 2000 Kataweb acquistò il 70% dello Studio Vit e con esso il marchio del gioco creato dai suoi fondatori. La Gazzetta dello Sport non rimase a guardare e con il suo conseguente sbarco su Internet, rese il tutto "telematico". Nacque così la piattaforma digitale Magic Cup, che consentiva di creare e gestire la propria fantasquadra da un computer collegato alla rete. Negli anni successivi nacquero altre piattaforme diverse dalla Magic Cup, per poter giocare al Fantacalcio. Così, con la diffusione sempre più massiccia degli smartphone e la possibilità di navigare da dispositivi mobile, questo gioco divenne un must per gli appassionati italiani di calcio. E arrivando ai giorni nostri, ecco il fenomeno di culto di cui abbiamo parlato finora. E tu, l'hai fatta la squadra al Fantacalcio?

SOSPIRO DI SOLLIEVO PER LE CONDIZIONI DI YANN BISSECK Il ChirurgoDelBet può tirare un respiro di sollievo. Il difensore dell'Inter era uscito dal campo nel derby amichevole contro il Milan a causa di un forte colpo alla testa. Il contrasto aereo con Estupinan aveva destato preoccupazione, ma le ultime notizie sulla sua condizione sono rassicuranti. Dopo diverse ore, il giocatore ha rassicurato i suoi fan pubblicando una foto con un tocco di ironia e confermando di stare bene. I timori per un infortunio grave sembrano quindi scongiurati, con la prognosi che parla di una semplice contusione. Bisseck dovrebbe poter tornare in campo senza problemi particolari.

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Gianluigi Buffon è considerato uno dei più forti giocatori, ma soprattutto il portiere più forte nella storia del calcio. Un atleta straordinario, che ha giocato centinaia di partite in Italia e in Europa. La sua bacheca parla chiaro, così come il suo libro dei record. E anche se gli mancano alcuni trofei, in primis la Coppa dei Campioni, la sua carriera leggendaria non può essere messa in discussione. Dunque in questo articolo, come abbiamo fatto con il compianto Franco Baresi [https://chirurgodelbet.com/news/Franco_Baresi,_gli_episodi_della_carriera_del_leggendario_capitano_del_Milan/], andremo a ripercorrere gli episodi salienti della carriera di Gianluigi Buffon sul campo. Un cammino che si è snodato attraverso più di 20 anni, tra grandi gioie e momenti incredibili. GIANLUIGI BUFFON, GLI EPISODI PIÙ IMPORTANTI DELLA SUA CARRIERA Snoccioliamo uno per uno gli episodi più importanti della carriera di Gianluigi Buffon. L'ESORDIO IN SERIE A DI GIANLUIGI BUFFON La prima data da tenere in altissima considerazione è quella del 19 novembre del 1995. Allo stadio "Ennio Tardini" si affrontano il Parma e il Milan, in uno scontro diretto per il primo posto in Serie A. I ducali allenati da Nevio Scala hanno perso il portiere titolare, ovvero Luca Bucci. La logica vorrebbe che a prenderne il posto tra i pali ci sarebbe stato il suo vice Alessandro Nista. Invece, l'allenatore della formazione emiliana sorprende tutti e manda in campo il terzo portiere. Il suo nome è Gianluigi, il cognome è Buffon. Un ragazzo di appena 17 anni e mezzo, aggregato alla prima squadra dopo aver giocato nelle giovanili. Al cospetto di questo giovane debuttante, c'è una vera e propria corazzata. Giocatori del calibro di Roberto Baggio, George Weah, Zvonimir Boban e tanti altri. Tuttavia, Gigi Buffon fa un autentico figurone. E al "Tardini", la partita finisce con uno 0-0 che in pochissimi, considerando le stelle presenti da una parte e dall'altra, potevano pronosticare. Quel giorno, però, ce lo ricordiamo tutti per la nascita di una stella. LA PRIMA VOLTA IN NAZIONALE Il 1997 è un altro anno cruciale per la carriera di Gianluigi Buffon. Il portiere nativo di Carrara è ormai considerato uno dei migliori in Serie A. Gli manca, però, qualcosa a livello internazionale. E questo elemento è legato alla Nazionale italiana, che fino a quel momento vedeva come protagonisti tra i pali Angelo Peruzzi e Gianluca Pagliuca. Il tutto fino ad arrivare agli spareggi per la qualificazione ai Mondiali di Francia 1998. L'Italia è chiamata a effettuare la traversata fino alla Russia, per l'andata del playoff. Si gioca in un campo totalmente innevato, e alla mezz'ora si fa male proprio Pagliuca. Il commissario tecnico Cesare Maldini si gira in panchina e chiama proprio Gigi Buffon. Per lui è la prima presenza in assoluto in Nazionale. La partita finirà 1-1, con il portiere del Parma battuto solamente da un autogol di un suo compagno di club, Fabio Cannavaro. Da lì, però, inizierà una storia bellissima, che in 21 anni porterà alla disputa di ben 176 partite in azzurro. IL 5 MAGGIO: IL PRIMO SCUDETTO Nell'estate del 2001 Gianluigi Buffon diventa un nuovo giocatore della Juventus. I bianconeri approfittano della cessione da record di Zinedine Zidane al Real Madrid per rifarsi il look, e acquista da Parma Lilian Thuram e il portierone della Nazionale. Le prime settimane per i bianconeri non sono facili, anche perché davanti c'è un'Inter che spinge e una Roma che vorrebbe mantenere il tricolore sul petto. Poi, però, la seconda parte della stagione regala un ribaltone da cinema. La Juventus, spinta anche dalle parate di Buffon, tiene testa all'Inter capolista, che in realtà inizia a perdere fiducia nei propri mezzi. Il tutto fino ad arrivare a una data che resterà nella storia del calcio italiano. 5 maggio 2002, la Juve è di scena sul campo dell'Udinese, l'Inter gioca all'Olimpico contro la Lazio. I bianconeri mettono subito le cose in chiaro e segnano 2 gol nei primi minuti. La stessa cosa non fanno i nerazzurri, che anzi nel secondo tempo crollano e perdono. La Vecchia Signora è campione d'Italia, Gianluigi Buffon vince il primo scudetto della sua carriera. CAMPIONI DEL MONDO! E veniamo al 2006, un altro anno cruciale per la carriera di Gianluigi Buffon. Ormai il carrarese è considerato il portiere più forte del mondo. E poco meno di 9 anni dopo il suo esordio, è chiamato a difendere la porta dell'Italia ai Mondiali in Germania. Gli azzurri, però, arrivano in terra tedesca con il morale sotto i tacchi. Tutta colpa dello scandalo che poi verrà ribattezzato Calciopoli. Insomma, non sembrano esserci i presupposti per un cammino all'altezza della storia della Nazionale italiana. Eppure, proprio questo scandalo sembra compattare i 23 giocatori convocati da Marcello Lippi. Vittoria contro il Ghana, pareggio beffardo contro gli Stati Uniti e acuto con la Repubblica Ceca per superare i gironi. Successo al cardiopalma con l'Australia agli ottavi e passerella trionfale con l'Ucraina ai quarti. Poi arriva la semifinale di Dortmund contro la Germania: Buffon ci mette i guantoni, Grosso e Del Piero segnano i gol che valgono il sogno. Infine, la finalissima contro la Francia: Gigi si oppone a Zidane, che poi impazzisce e si fa espellere. Si va ai rigori, vinciamo noi. Gigi Buffon e l'Italia sono campioni del mondo! GIANLUIGI BUFFON, UN PORTIERE DA RECORD L'ultimo momento da ricordare nella carriera di Gianluigi Buffon arriva il 20 marzo del 2016. Non è tanto la partita in sé, ovvero l'ennesimo derby della Mole contro il Torino. Il match scorre via in maniera agevole, la Juventus è ancora una volta molto più forte dei suoi rivali cittadini. Poi l'arbitro fischia un calcio di rigore in favore dei granata: dal dischetto si presenta Andrea Belotti, che batte il numero 1 bianconero e rimette la partita in discussione. La storia, però, era già stata abbondantemente scritta. Gianluigi Buffon diventa il portiere recordman in Serie A per i minuti consecutivi senza subire gol. Il primato di imbattibilità viene fissato a ben 974 minuti, quasi due mesi e mezzo di clean sheet. Prima di lui, il record era fissato a quota 929 minuti e durava da ben 22 anni, essendo stato ottenuto da Sebastiano Rossi nella stagione 1993-94.