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Real Madrid - Inter, una partita dai mille volti che fa felice Mourinho
Pubblicato il: 09-09-26  -  Calcio

REAL MADRID - INTER TRA ERRORI E RIMPIANTI: INIZIA COSÌ LA CHAMPIONS LEAGUE La partita tra Real Madrid e Inter ha segnato l'inizio del cammino in Champions League per entrambe le squadre. Il risultato ha sorriso ai blancos, che sono stati bravi a sfruttare le occasioni nel primo tempo. Tanto amaro in bocca, invece, in casa nerazzurra per aver riaperto troppo tardi una sfida non così difficile da rimontare. Alla fine, il comeback che abbiamo visto sabato scorso a San Siro contro il Napoli [https://chirurgodelbet.com/news/Inter-Napoli,_Lautaro_Martinez_trascina_e_Allegri_si_mangia_le_mani/] non è riuscito. In ogni caso i campioni d'Italia in carica tornano dalla capitale spagnola con alcune certezze in più. E soprattutto, potranno fare tesoro di ciò che va fatto e non fatto in sfide del genere. L'Europa del pallone non perdona, in un girone da 8 partite non si può sbagliare nulla. E in un match come quello contro il Real Madrid, l'Inter ha commesso degli errori a dir poco imperdonabili. I due gol segnati dai blancos sono stati di fatto altrettanti regali della difesa nerazzurra. Lo stesso, però, si può dire anche delle merengues. Mbappè e compagni, infatti, hanno regalato troppo in fase offensiva quando era giunto il momento di chiudere i giochi. E di certo José Mourinho avrà fatto più di un semplice discorsetto ai suoi attaccanti, al rientro negli spogliatoi dopo il triplice fischio. REAL MADRID - INTER, LA SAGRA DEGLI ERRORI E DEI RIMPIANTI Partiamo dall'inizio, ovvero dagli episodi che hanno deciso la partita tra Real Madrid e Inter. I gol messi a segno da Mbappè e da Valverde sono situazioni che non possono essere accettate da nessun allenatore di calcio. In primis c'è stata la superficialità in fase di palleggio, che ha regalato ai blancos la transizione chiusa dall'attaccante francese. E poi c'è lo svarione clamoroso di Martinez, che alla prima gara da titolare in Champions League non porterà di certo con sé un bel ricordo. Certo, poi lo spagnolo è stato bravissimo in almeno altre tre occasioni, ma il peccato originale era già stato commesso. E come abbiamo già scritto, se Atene piange Sparta di certo non può ridere a crepapelle. Il Real Madrid, infatti, ha commesso una serie di errori da matita blu. Troppe ripartenze sbagliate nel secondo tempo, quando la partita andava chiusa. Le occasioni sprecate senza soluzione di continuità da Mbappè, Vinicius e Brahim Diaz potevano diventare pesanti. E soprattutto hanno dato all'Inter la possibilità di restare in partita, a maggior ragione dopo la rete di Carlos Augusto. Realizzare uno degli innumerevoli contropiede avrebbe consentito ai blancos di chiudere il match senza affanni. E su questo siamo certi che José Mourinho avrà alzato la voce a fine gara. Capitolo a parte su due giocatori, che sono emersi in positivo da questa sagra degli errori. Il primo è Piotr Zielinski, semplicemente troppo bello da vedere quando ha la palla tra i piedi. Il secondo è Jude Bellingham: in un Real così ricco di primedonne, vedergli fare la navetta almeno 50 volte a partita è commovente.

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Udinese - Lazio, Frattesi continua a essere l'uomo in più della capolista
Pubblicato il: 08-09-26  -  Calcio

UDINESE - LAZIO, LA BANDA GATTUSO CORRE GRAZIE AI NUOVI ACQUISTI La partita tra l'Udinese e la Lazio certifica un elemento che, fino a un mese fa, sarebbe stato a dir poco impensabile. La formazione biancoceleste è una squadra vera, e darà fastidio a tante realtà della Serie A [https://chirurgodelbet.com/news/Fiorentina,_esonero_Grosso:_torna_Vanoli_per_provare_a_dare_la_scossa/]. Chi lo avrebbe mai detto alla vigilia di questa stagione? I capitolini, infatti, erano reduci da un'estate a dir poco turbolenta, con la tifoseria organizzata apertamente schierata contro la società. Poi ci hanno pensato i primi risultati sul campo ad acuire una crisi già aperte. L'uscita di scena dalla Coppa Italia contro il Mantova aveva portato a galla anche possibili scenari terribili a livello sportivo. Poi, però, il campo e il campionato hanno dato altre risposte. Tre vittorie in altrettante partite di Serie A, e così c'è il primo posto in classifica. L'ultima vittoria per la Lazio è arrivata sul sempre ostico campo dell'Udinese. A decidere la sfida ci hanno pensato i due colpi più altisonanti del calciomercato. Davide Frattesi ci ha messo ancora una volta lo zampino come sa fare. Albert Gudmundsson, ultimo chiacchierato acquisto, ha fatto capire di che pasta è fatto. E dal punto di vista dei risultati, si può sognare. I friulani, invece, devono riflettere. Manca ancora qualcosa, la stagione è lunga, ma i bianconeri devono iniziare a macinare risultati. UDINESE - LAZIO, IL CALCIOMERCATO ORA FA SORRIDERE GATTUSO La Lazio cala il tris e ora sogna. Solo l'Inter e la Roma hanno vinto tre partite su tre in Serie A. E con questo successo, arrivato con carattere ma anche con qualità, la sensazione è che la paura e la depressione abbiano lasciato spazio alla spensieratezza e alla voglia di stupire. Anche perché, nonostante questi successi in fila, nessuno si aspetta che i biancocelesti possano lottare per il vertice del campionato. Per questo motivo Gennaro Gattuso continuerà a guidare una squadra frizzante, piena di giocatori in cerca di riscatto. Tra questi non possono non spiccare gli autori dei gol decisivi.  Davide Frattesi ha già avuto modo di dare prova delle sue abilità. Fin dal suo ritorno nella Capitale, il centrocampista ha sempre segnato, ritrovando il feeling con il terreno di gioco. Gli anni all'Inter, al netto di qualche effimera soddisfazione, hanno rischiato di vedere ridimensionare un calciatore che, con la giusta fiducia e lo spazio necessario, può essere fondamentale per chi punta su di lui. Albert Gudmundsson, invece, ha avuto fin da subito la possibilità di ritrovare i suoi spazi. Soprattutto dal punto di vista tattico, un aspetto che lo aveva limitato in maniera eccessiva alla Fiorentina. Se in viola l'islandese era costretto a giocare da esterno, alla Lazio sta ritrovando la dimensione che lo aveva reso grande al Genoa. Il neo-attaccante biancoceleste gioca infatti sottopunta, insieme a Zaccagni. Ciò gli concede di poter svariare tra le linee e rendersi pericoloso. Prova ne sia la dinamica del gol partita contro l'Udinese: un inserimento perfetto nel cuore dell'area e un colpo di testa vincente.

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Fiorentina, esonero Grosso: torna Vanoli per provare a dare la scossa
Pubblicato il: 07-09-26  -  Calcio

FIORENTINA, ESONERO GROSSO E VANOLI NUOVO ALLENATORE Paolo Vanoli torna a essere l'allenatore della Fiorentina, dopo che è stato deciso l'esonero di Fabio Grosso. Una scelta che appariva inevitabile, nonostante si siano giocate le prime tre partite di Serie A. Quella viola, infatti, era considerata una delle regine del campionato grazie a un calciomercato di grande spessore. Sono arrivati giocatori di rilievo e di respiro internazionale, in grado di dare ulteriore qualità all'organico. E il tecnico, fin da subito caricato di grandi responsabilità, non è stato in grado di domarle e di gestirle. Ecco allora che la Fiorentina non ha avuto altra scelta: esonero per Fabio Grosso e ritorno di Paolo Vanoli come allenatore. La scelta del tecnico nativo di Varese potrebbe sembrare poco condivisibile, visto il recente e poco costruttivo trascorso sulla panchina dei viola. In realtà la famiglia Commisso, con l'avallo del direttore sportivo Fabio Paratici, ha cercato di puntare su una certezza. L'ex assistente di Antonio Conte, infatti, conosce bene l'ambiente e soprattutto sa quali sono gli errori da non commettere. La sua concretezza e la voglia di riscatto potrebbero essere armi importanti per una squadra già in crisi. FIORENTINA, ESONERO GROSSO: SARÀ VANOLI IL NUOVO ALLENATORE Fabio Grosso ha visto terminare subito la sua esperienza da allenatore della Fiorentina. C'erano tante aspettative su di lui, nonostante una carriera non esaltante, se si esclude la vittoria della Serie B sulla panchina del Frosinone. In ogni caso, il supporto costante della dirigenza, che si è tramutato anche in un grande lavoro in sede di calciomercato [https://chirurgodelbet.com/news/mercato-prima-offerta-per-kean-arrivata-como/], non è stato ripagato con i risultati. Il tecnico ha avuto a disposizione una rosa importante, con gente navigata che si è aggiunta a giovani di sicuro avvenire. Sul piano del gioco, però, i viola sono apparsi in grande difficoltà. Va detto, però, che ci sono alcune scelte apparse incomprensibili. La scelta di affidarsi a un centrocampo totalmente votato alla qualità e con pochissimi filtri per la difesa, fa riflettere e non poco. E può essere visto come uno scherzo del destino, il fatto che a decretare l'esonero di Fabio Grosso sia stato Rolando Mandragora, che in Fiorentina - Torino ha segnato il più classico dei gol dell'ex. Ora alla Fiorentina arriva un allenatore non nuovo, come Paolo Vanoli. Toccherà a lui dare equilibrio e concretezza a una squadra che ne ha bisogno come il pane. Il tutto per cercare poi di sfruttare le qualità dei tanti talenti a disposizione dei viola.

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Juventus - Milan, dura lotta tra due squadre ancora in crescendo
Pubblicato il: 07-09-26  -  Calcio

JUVENTUS - MILAN, PER LA SERIE A CI SIETE ANCHE VOI La partita tra Juventus e Milan, se vogliamo, non ha seguito la falsariga degli altri big match della terza giornata di Serie A. Chi si aspettava uno spettacolo tra alta intensità e colpi di scena come si è visto tra Inter e Napoli [https://chirurgodelbet.com/news/Inter-Napoli,_Lautaro_Martinez_trascina_e_Allegri_si_mangia_le_mani/], è rimasto deluso. Chi invece pensava a un trionfo in extremis come ha fatto la Roma contro l'Atalanta [https://chirurgodelbet.com/news/Roma-Atalanta,_la_mentalit%C3%A0_vincente_di_Gasperini_stende_la_Dea/], ha dovuto rimandare questo verdetto. In ogni caso si è vista una sfida equilibrata tra Vecchia Signora e Diavolo. E soprattutto non ci si è annoiati in maniera pesante, come era accaduto nell'ultimo precedente giocato allo Stadium. Sul campo di Torino si sono affrontate due squadre che si sono equivalse. Non c'è stato grande spettacolo, e questo va detto. In ogni caso, è stato uno Juventus - Milan diverso rispetto agli ultimi incroci. Meno tatticismo, grazie anche alle idee di Spalletti e alla voglia di dimostrare di Amorim. E poi c'è stato il cambio di scenario finale, con la rete di Gatti che ha evitato ai bianconeri una sconfitta che sarebbe stata immeritata. In ogni caso, in vista delle prossime giornate, ci sono aspetti positivi. JUVENTUS - MILAN, TANTO POTENZIALE ANCORA DA ESPRIMERE La Juventus contro il Milan ha fatto capire di avere ancora tante carte da poter giocare. Ricordiamo che ai bianconeri mancava - e mancherà ancora per due mesi - un certo Kenan Yildiz, ovvero il giocatore attorno al quale avrebbe dovuto ruotare tutta la squadra. In ogni caso, Luciano Spalletti sta cercando di ricostruire una squadra che deve ancora assimilare i volti nuovi arrivati all'ultimo minuto. Tra questi un Nick Woltemade che potrebbe presto diventare il panzer dell'attacco juventino. Dunque, come si è visto nelle prime tre giornate, c'è ancora del potenziale che deve essere espresso. I tifosi, per questo motivo, possono ben sperare. Un discorso simile si può fare per il Milan, che sul campo della Juventus stava per piazzare il colpaccio. Una prestazione molto concreta e senza troppi fronzoli, come Ruben Amorim sta chiedendo. Il tecnico sa bene che la squadra è ancora ben lontana dalla sua versione migliore. Per questo motivo sta badando al sodo, alla costruzione di una mentalità che tornerà utile quando tutti saranno al top, della condizione e della conoscenza del suo credo calcistico. Nel frattempo si è visto Diego Moreira, ancora un po' timido. Chi invece non ha più questa timidezza è un Alphadjo Cissé [https://chirurgodelbet.com/news/Torino_Milan,_Alphadjo_Ciss%C3%A8_subito_decisivo:_la_nuova_stella_della_Serie_A/] sempre più incisivo. Insomma, anche il Diavolo deve ancora crescere, ma la strada non è poi così sbagliata.

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Roma-Atalanta, la mentalità vincente di Gasperini stende la Dea
Pubblicato il: 06-09-26  -  Calcio

ROMA - ATALANTA, GASPERINI LANCIA UN MESSAGGIO PER LO SCUDETTO La partita tra Roma e Atalanta, con ogni probabilità, offre alla Serie A una seria pretendente per la conquista dello scudetto. Poche ore prima si era giocato il match tra Inter e Napoli [https://chirurgodelbet.com/news/Inter-Napoli,_Lautaro_Martinez_trascina_e_Allegri_si_mangia_le_mani/], con la clamorosa rimonta messa in atto dai nerazzurri. Un indizio che poteva mettere i giallorossi un po' alle strette, anche se siamo ancora alla terza giornata. E nonostante il gol di Ederson che ha gelato i padroni di casa, questi hanno avuto la forza di rimontare. E soprattutto di farlo nei minuti finali, quando di solito la frustrazione e la stanchezza prendono il sopravvento. La Roma allenata da Gian Piero Gasperini ha dimostrato, una volta di più, di essere una squadra vera. Se il poker ai danni della Fiorentina poteva essere un bel biglietto da visita, e quello rifilato al Lecce era una buona conferma sul piano realizzativo, la sfida di ieri sera è stata un segnale lanciato a tutto il campionato. Con i giallorossi non si scherza. Le cose, rispetto alla scorsa stagione, sembrano essere cambiate, soprattutto dal punto di vista della convinzione.  E nel frattempo, l'Atalanta di Maurizio Sarri si mangia le mani. ROMA - ATALANTA, IL GOL DI SOULÈ FA IMPAZZIRE GASPERINI La partita tra la Roma e l'Atalanta sembrava la classica trappola per i padroni di casa. Un autentico dominio esercitato per tutto il primo tempo, Una lunga serie di occasioni per sbloccare la partita, con il solito Carnesecchi che conferma di essere uno dei migliori portieri in circolazione. Poi succede il classico episodio che rischia di rendere invalicabile ogni ostacolo. Tre minuti dopo l'inizio del secondo tempo, infatti, Ederson porta in vantaggio gli ospiti. Un gol che rischia di complicare in maniera definitiva i piani della squadra guidata da Gian Piero Gasperini. I minuti passano, il tempo residuo si riduce e le speranze dell'Atalanta aumentano, ma la Roma ha altri piani. Fino ad arrivare al minuto 90, quando spunta la figura statuaria di Mario Hermoso. Il difensore centrale spagnolo aveva già salvato la sua squadra nell'ultima sfida giocata contro la Dea allo stadio Olimpico. Anche in quel caso la sua rete valeva l'1-1, ma c'erano altri sei minuti per vincere. Ed è qui che spicca un'altra figura, quella di Matias Soulè. L'argentino è sembrato in più occasioni a un passo dalla cessione. E la sua giocata, di talento e di fame, al minuto 95 è quella che fa esplodere lo stadio e il Gasp. Chissà se a maggio, nella Capitale, ci si ricorderà con il sorriso di questo gol.