
Il record di presenze della nazionale italiana appartiene a Gianluigi Buffon, con 176 partite; quello dei gol a Gigi Riva, autore di 35 reti in 42 incontri. Due traguardi ancora lontani per gli azzurri di oggi: Donnarumma si avvicina alle cento presenze, mentre nessun attaccante delle ultime generazioni ha toccato quota trenta gol. Alle spalle dei primatisti ci sono molti dei 10 giocatori italiani più forti della storia, ma anche qualche sorpresa. Daniele De Rossi, per esempio, ha segnato più di Paolo Rossi. E Francesco Totti non compare nelle prime venti posizioni di nessuna delle due classifiche.
La soglia d’ingresso tra i primi venti posti è di 73 presenze: a pari merito figurano cinque giocatori. Il gruppo dei centenari è invece fermo a otto giocatori: due portieri, quattro difensori e due centrocampisti. Alessandro Del Piero è il primo attaccante, all’undicesimo posto con 91 partite. La graduatoria comprende gli incontri della nazionale maggiore maschile, incluse le amichevoli riconosciute: le convocazioni senza ingresso in campo non aumentano il totale.
Posizione |
Giocatore |
Ruolo |
Presenze |
Anni in azzurro |
1 |
Gianluigi Buffon |
Portiere |
176 |
1997-2018 |
2 |
Fabio Cannavaro |
Difensore |
136 |
1997-2010 |
3 |
Paolo Maldini |
Difensore |
126 |
1988-2002 |
4 |
Leonardo Bonucci |
Difensore |
121 |
2010-2023 |
5 |
Giorgio Chiellini |
Difensore |
117 |
2004-2022 |
5 |
Daniele De Rossi |
Centrocampista |
117 |
2004-2017 |
7 |
Andrea Pirlo |
Centrocampista |
116 |
2002-2015 |
8 |
Dino Zoff |
Portiere |
112 |
1968-1983 |
9 |
Gianluca Zambrotta |
Difensore |
98 |
1999-2010 |
10 |
Giacinto Facchetti |
Difensore |
94 |
1963-1977 |
11 |
Alessandro Del Piero |
Attaccante |
91 |
1995-2008 |
12 |
Gianluigi Donnarumma |
Portiere |
87 |
2016-in attività |
13 |
Franco Baresi |
Difensore |
81 |
1982-1994 |
13 |
Giuseppe Bergomi |
Difensore |
81 |
1982-1998 |
13 |
Marco Tardelli |
Centrocampista |
81 |
1976-1985 |
16 |
Demetrio Albertini |
Centrocampista |
79 |
1991-2002 |
17 |
Alessandro Nesta |
Difensore |
78 |
1996-2006 |
17 |
Gaetano Scirea |
Difensore |
78 |
1975-1986 |
19 |
Giancarlo Antognoni |
Centrocampista |
73 |
1974-1983 |
19 |
Nicolò Barella |
Centrocampista |
73 |
2018-in attività |
19 |
Andrea Barzagli |
Difensore |
73 |
2004-2017 |
19 |
Antonio Cabrini |
Difensore |
73 |
1978-1987 |
19 |
Gennaro Gattuso |
Centrocampista |
73 |
2000-2010 |
La maggioranza dei primatisti ha attraversato i Mondiali da protagonista, ma non tutti hanno ricevuto lo stesso premio. Fabio Cannavaro ha alzato la Coppa del Mondo da capitano nel 2006. Paolo Maldini ha disputato quattro Mondiali consecutivi, dal 1990 al 2002, senza vincerli: nel 1994 si è fermato soltanto ai rigori della finale contro il Brasile.
Più indietro si incontrano tre compagni dell’Italia campione del mondo nel 1982: Franco Baresi, Giuseppe Bergomi e Marco Tardelli, tutti a quota 81. Baresi, però, in quel torneo rimase in panchina: il suo debutto azzurro arrivò pochi mesi dopo. Una medaglia d’oro da campione del mondo, dunque, precede persino la sua prima presenza azzurra.
Mosca, ottobre 1997. Gianluca Pagliuca si infortuna durante lo spareggio mondiale contro la Russia e al suo posto entra un portiere di diciannove anni. Buffon comincia così, sotto la neve, una carriera azzurra che si chiuderà contro l’Argentina il 23 marzo 2018. In mezzo ci sono oltre vent’anni e 176 presenze, quaranta più di Cannavaro.
Il suo record di presenze in nazionale non nasce da una lunga permanenza tra le riserve. Buffon parte titolare in 172 delle 176 partite e ne conclude 155 senza essere sostituito. La maglia numero uno rimane sua attraverso cambi di allenatore, ricambi generazionali e tornei molto diversi tra loro.
Il punto più alto è il Mondiale del 2006: sette partite, cinque senza subire gol. Le uniche due reti incassate sono l’autogol di Cristian Zaccardo contro gli Stati Uniti e il rigore di Zinédine Zidane nella finale con la Francia. Nessun avversario lo batte su azione.
La finale di Berlino è uno dei passaggi chiave degli episodi della carriera di Gianluigi Buffon. Le 176 presenze raccontano la durata del suo ciclo azzurro; quelle sette partite il trofeo che lo ha consacrato.
Le presenze di Donnarumma in nazionale sono 87. È dodicesimo nella graduatoria assoluta e primo tra i calciatori ancora in attività. I prossimi riferimenti sono vicini: Del Piero a 91, Facchetti a 94 e Zambrotta a 98. Per arrivare a cento gli mancano tredici partite.
Il confronto con Buffon comincia proprio dal debutto. Il 1° settembre 2016, contro la Francia, Donnarumma entra al suo posto all’inizio della ripresa. Ha 17 anni e 189 giorni: nessun portiere aveva mai esordito così giovane con l’Italia. Dieci anni dopo, quella precocità si traduce in una posizione già importante nella classifica storica.
La sua partita più riconoscibile resta però la finale europea di Wembley. L’11 luglio 2021 para i rigori di Jadon Sancho e Bukayo Saka, consegna il titolo all’Italia e viene premiato come miglior giocatore di Euro 2020.
Tra i giocatori di movimento spicca Nicolò Barella, con 73 presenze. Il centrocampista ha raggiunto Antognoni, Barzagli, Cabrini e Gattuso. Cinque partite lo separano da Nesta e Scirea: prima dei grandi record, la sua risalita passa da nomi che hanno segnato la storia azzurra.
Riva, Meazza e Piola sono gli unici azzurri ad aver segnato almeno trenta gol. La classifica marcatori della nazionale italiana conserva quindi un podio interamente occupato da attaccanti del passato. Roberto Baggio e Alessandro Del Piero, entrambi a 27, sono quelli che si sono avvicinati di più nelle generazioni successive.
Posizione |
Giocatore |
Gol |
Presenze |
Media gol |
1 |
Gigi Riva |
35 |
42 |
0,83 |
2 |
Giuseppe Meazza |
33 |
53 |
0,62 |
3 |
Silvio Piola |
30 |
34 |
0,88 |
4 |
Roberto Baggio |
27 |
56 |
0,48 |
4 |
Alessandro Del Piero |
27 |
91 |
0,30 |
6 |
Alessandro Altobelli |
25 |
61 |
0,41 |
6 |
Adolfo Baloncieri |
25 |
47 |
0,53 |
6 |
Filippo Inzaghi |
25 |
57 |
0,44 |
9 |
Francesco Graziani |
23 |
64 |
0,36 |
9 |
Christian Vieri |
23 |
49 |
0,47 |
11 |
Sandro Mazzola |
22 |
70 |
0,31 |
12 |
Daniele De Rossi |
21 |
117 |
0,18 |
13 |
Paolo Rossi |
20 |
48 |
0,42 |
14 |
Roberto Bettega |
19 |
42 |
0,45 |
14 |
Alberto Gilardino |
19 |
57 |
0,33 |
16 |
Ciro Immobile |
17 |
57 |
0,30 |
17 |
Luca Toni |
16 |
47 |
0,34 |
17 |
Gianluca Vialli |
16 |
59 |
0,27 |
19 |
Gino Colaussi |
15 |
26 |
0,58 |
19 |
Julio Libonatti |
15 |
17 |
0,88 |
19 |
Angelo Schiavio |
15 |
21 |
0,71 |
Baggio e Del Piero condividono il quarto posto, ma il primo ha segnato i suoi 27 gol in 56 partite, il secondo in 91. Anche Piola merita uno sguardo alla colonna della media: 30 reti in 34 incontri, quasi una a partita. Per rendimento realizzativo supera persino Riva, pur restando dietro nel totale.
Tra tanti attaccanti, De Rossi occupa il dodicesimo posto con 21 gol. Paolo Rossi ne ha segnati venti, ma sei arrivarono nel solo Mondiale del 1982: tre al Brasile, due alla Polonia e uno alla Germania Ovest in finale. La classifica premia il totale; quel torneo spiega perché Rossi occupi un posto così importante nella memoria dei tifosi.
Il miglior marcatore della nazionale italiana è ancora Gigi Riva. Trentacinque gol in quarantadue partite, tra il 1965 e il 1974: per batterlo non bastano una stagione felice o un grande torneo. Serve una continuità sotto porta che nessun azzurro, dopo di lui, ha mantenuto fino a quella soglia.
Il sinistro di Riva non era soltanto potente. Poteva arrivare dopo uno scatto, un controllo rapido o un pallone attaccato prima del difensore. È così che Rombo di Tuono diventò un riferimento dell’Italia, oltre che l’uomo dello scudetto del Cagliari.
Due gol aiutano a capire quanto pesassero le sue reti. Nella ripetizione della finale degli Europei del 1968 sblocca la partita contro la Jugoslavia: gli azzurri vincono 2-0 e conquistano il loro primo titolo continentale. Due anni dopo firma il provvisorio 3-2 sulla Germania Ovest nella semifinale mondiale del 1970, quella che l’Italia vincerà 4-3 dopo i supplementari.
Da allora sono arrivati centravanti come Vieri, Inzaghi, Toni e Immobile. Nessuno è riuscito a raccogliere quell’eredità numerica. Il capocannoniere della nazionale italiana resta Riva: il primo obiettivo per chi vuole raggiungerlo è entrare nel gruppo dei trenta, dove l’ultimo arrivato è ancora Piola.
Tra i marcatori in attività, Moise Kean è a quota 13 reti e Giacomo Raspadori a undici. Per Kean l’ingresso nelle prime venti posizioni è a due gol: a quindici troverebbe Colaussi, Libonatti e Schiavio. Per entrambi, avvicinare quella zona della classifica è un obiettivo molto più prossimo del primato di Riva.
Anche il centrocampo contribuisce: Barella conta dieci gol e Davide Frattesi nove. La rete segnata da Frattesi a Bursa, nella vittoria del 28 settembre 2026 contro la Turchia, nasce da un inserimento senza palla: un esempio concreto di come un centrocampista possa arrivare alla conclusione anche senza occupare stabilmente l’area.
Tra i più giovani si fa largo Francesco Pio Esposito, con sette gol. Ha segnato in entrambe le sfide dell’ultima finestra contro la Turchia, prima a Bursa e poi a Bologna. Nel 3-1 del 5 ottobre è entrato dalla panchina e ha chiuso la partita nel finale: un’altra rete aggiunta a un percorso azzurro ancora agli inizi.
Oggi il capitano della Nazionale italiana è Gianluigi Donnarumma. Prima di lui, la fascia è passata da portieri, difensori e attaccanti. Alcuni capitani sono rimasti legati a un’intera generazione; altri a una singola immagine, come la Coppa del Mondo sollevata davanti ai compagni.
Gianpiero Combi e Giuseppe Meazza guidarono da capitani le squadre campioni del mondo nel 1934 e nel 1938. Combi era un portiere, Meazza un attaccante.
Giacinto Facchetti e Dino Zoff portarono la fascia nei trionfi del 1968 e del 1982. Zoff diventò campione del mondo a quarant’anni, ancora titolare tra i pali.
Giuseppe Bergomi, Franco Baresi e Paolo Maldini furono i capitani delle edizioni mondiali dal 1990 al 2002. Baresi rientrò dopo un’operazione al ginocchio per disputare la finale del 1994.
Fabio Cannavaro e Gianluigi Buffon segnarono il ciclo successivo. Cannavaro alzò la Coppa del Mondo a Berlino; Buffon stabilì il record di partite con la fascia.
Giorgio Chiellini, Leonardo Bonucci e Gianluigi Donnarumma rappresentano il passaggio più recente. Chiellini sollevò il trofeo europeo a Wembley; dopo Bonucci e il passaggio della fascia anche a Ciro Immobile, il riferimento è diventato Donnarumma.
Il primato tra i capitani della nazionale italiana appartiene a Buffon: 80 partite, una più di Cannavaro. Maldini segue a 74. Baresi ne ha disputate meno, ma la sua finale contro il Brasile resta una delle prove più ricordate di un capitano azzurro: centoventi minuti in campo dopo l’infortunio, prima del rigore sbagliato. Nel profilo di Franco Baresi, il capitano del Milan, quella giornata conserva tutto il suo peso, anche senza una coppa da alzare.
Il record appartiene a Renzo De Vecchi, che debuttò contro l’Ungheria il 26 maggio 1910, a 16 anni e 112 giorni. La nazionale italiana aveva giocato la sua prima partita appena undici giorni prima. Il difensore entrò quindi in azzurro quando la storia della selezione era appena cominciata: più di un secolo dopo, nessuno ha esordito a un’età inferiore.
All’estremo opposto c’è Dino Zoff, in campo contro la Svezia il 29 maggio 1983 a 41 anni. Non si trattò di una presenza celebrativa: fu la sua ultima partita di qualificazione europea e l’ultima delle 112 in azzurro. L’anno precedente aveva vinto il Mondiale in Spagna da capitano, mantenendo il posto da titolare per tutto il torneo.
Buffon è stato convocato per cinque fasi finali, dal 1998 al 2014, ma in Francia rimase in panchina. Le edizioni nelle quali è effettivamente sceso in campo sono quindi quattro: lo stesso numero di Gianni Rivera, Giuseppe Bergomi, Paolo Maldini e Fabio Cannavaro.
Per le singole partite, invece, il record italiano è di Paolo Maldini, con 23 presenze ai Mondiali. Cominciò a Italia 1990 e chiuse nel 2002, dopo aver disputato tutte le gare degli azzurri in quelle quattro edizioni. Le qualificazioni non rientrano in questo conteggio.
Chi ha più presenze nella Nazionale italiana?
Gianluigi Buffon, con 176 presenze tra il 1997 e il 2018. Alle sue spalle ci sono Fabio Cannavaro con 136 e Paolo Maldini con 126. Nessun altro azzurro ha raggiunto le 150 partite.
Chi è il miglior marcatore della Nazionale italiana?
Gigi Riva, con 35 gol in 42 incontri. Seguono Giuseppe Meazza a 33 e Silvio Piola a trenta. La graduatoria comprende le reti segnate sia nelle competizioni sia nelle amichevoli riconosciute della nazionale maggiore.
Quante presenze ha Donnarumma in nazionale?
Donnarumma ha 87 presenze, aggiornate al 19 ottobre 2026, dopo Italia-Turchia del 5 ottobre. È dodicesimo nella classifica storica e primo tra i calciatori ancora in attività. Gli mancano tredici partite per arrivare a cento.
Chi è il capitano della Nazionale italiana?
Il capitano è Gianluigi Donnarumma. Il record di partite disputate con la fascia appartiene invece a Gianluigi Buffon, con ottanta, davanti a Fabio Cannavaro con 79 e Paolo Maldini con 74.