
La Juventus si trova davanti a un bivio: continuare a puntare su Luciano Spalletti, concedendogli il tempo necessario per rimettere in carreggiata la squadra, oppure prepararsi a un nuovo cambio in panchina. La sconfitta per 2-0 contro il Genoa ha alimentato i dubbi sul futuro dell’allenatore toscano, già finito sotto osservazione dopo il pesante ko interno contro la Lazio. Al momento, però, la società ha confermato la propria fiducia nel tecnico. Una fiducia che dovrà essere accompagnata da una reazione immediata sul campo.
Il momento dei bianconeri è particolarmente delicato. Le ultime prestazioni hanno evidenziato difficoltà sul piano del gioco, dell’intensità e della personalità. A preoccupare non è soltanto il risultato, ma soprattutto l’atteggiamento mostrato dalla squadra nelle partite più complicate. La dirigenza ha chiesto un cambio di passo, mentre Spalletti ha deciso di intervenire anche attraverso il ritiro anticipato al JHotel in vista dei prossimi impegni.
La posizione dell’allenatore non è ancora compromessa. La Juventus, almeno per il momento, non ha avviato contatti ufficiali con altri tecnici e considera Spalletti una figura centrale del progetto. Il contratto firmato ad aprile, con scadenza nel 2028, rappresenta un ulteriore elemento da valutare prima di arrivare a una separazione.
Il calendario, tuttavia, non concede molto tempo. La sfida contro il Napoli, in programma domenica 1 novembre, rappresenta già un passaggio fondamentale. Successivamente arriveranno gli impegni contro AZ Alkmaar e Fiorentina, tre occasioni per dimostrare che la crisi può essere superata senza una rivoluzione tecnica.
Nel caso in cui la situazione dovesse precipitare, il nome che al momento sembra avere maggiore concretezza è quello di Stefano Pioli. L’ex allenatore del Milan conosce bene il campionato italiano e ha già dimostrato di poter gestire una squadra costruita per competere ai massimi livelli. Con i rossoneri ha conquistato lo Scudetto nella stagione 2021/22. Secondo le indiscrezioni, rappresenterebbe una soluzione percorribile anche per un eventuale incarico fino al termine della stagione.
Tra le suggestioni più importanti c'è Antonio Conte. Il suo passato juventino, caratterizzato da tre Scudetti consecutivi tra il 2012 e il 2014, renderebbe un eventuale ritorno particolarmente significativo. L'operazione, però, non sarebbe semplice: oltre alla disponibilità dell'allenatore, andrebbero considerate le condizioni economiche e le garanzie tecniche necessarie per convincerlo ad accettare una squadra in corsa.
Un altro profilo è quello di Didier Deschamps. Ex centrocampista bianconero e protagonista della promozione in Serie A nella stagione 2006/07, il francese ha concluso il lungo ciclo alla guida della nazionale transalpina. La sua esperienza internazionale e il legame con l'ambiente juventino rappresenterebbero elementi importanti.
Più complessa, invece, la pista che porta a Simone Inzaghi, oggi alla guida dell'Al-Hilal. Il suo profilo è stato accostato alla panchina bianconera, ma un eventuale accordo richiederebbe di superare gli ostacoli legati alla sua attuale situazione contrattuale.
Tra le alternative sono circolati anche i nomi di Paulo Sousa e Vincenzo Montella, ma al momento si tratta di ipotesi che non hanno trovato riscontri concreti in un'iniziativa della società. La priorità della dirigenza resta quella di evitare un altro ribaltone, cercando di responsabilizzare prima di tutto i calciatori.
La Juventus ha già cambiato guida tecnica più volte negli ultimi anni e un nuovo esonero rappresenterebbe un ulteriore segnale di instabilità. Spalletti conosce le difficoltà della squadra e ritiene di poter trovare le soluzioni per invertire la rotta. Le prossime partite diranno se questa convinzione potrà trasformarsi in risultati. Perché, in una stagione che rischia di complicarsi, il tempo a disposizione dei bianconeri non è infinito.