Pubblicato il: 03-11-26
Juventus, 250 milioni per ripartire: il piano di Elkann tra conti in rosso e ambizioni sportive

Juventus, 250 milioni per ripartire: il piano di Elkann tra conti in rosso e ambizioni sportive

Nel calcio moderno, la storia e il blasone non bastano più per garantire competitività. Servono programmazione, sostenibilità economica e una struttura societaria capace di accompagnare il progetto tecnico. È questa la lezione che arriva dall'assemblea degli azionisti della Juventus, andata in scena il 3 novembre all'Allianz Stadium. Una giornata importante per il futuro bianconero, nella quale i soci hanno approvato il bilancio 2025-26 e dato il via libera a un nuovo aumento di capitale fino a 250 milioni di euro.

La fotografia finanziaria non è particolarmente rassicurante: la Juventus ha chiuso l'ultimo esercizio con una perdita consolidata di 66 milioni di euro, peggiorando il risultato negativo di 58,1 milioni registrato nella stagione precedente. Eppure, proprio mentre i conti continuano a presentare il segno meno, la proprietà ha scelto di intervenire ancora una volta per rafforzare il patrimonio e garantire risorse alla società.

La domanda, a questo punto, non riguarda soltanto la quantità di denaro che entrerà nelle casse del club. Il vero interrogativo è come verranno utilizzati questi capitali e, soprattutto, se la nuova strategia sarà finalmente in grado di restituire alla Juventus quella continuità sportiva ed economica che negli ultimi anni è venuta meno.

Juventus, il quinto aumento di capitale dal 2019: Exor conferma il proprio sostegno

L'operazione approvata dall'assemblea rappresenta il quinto aumento di capitale varato dagli azionisti bianconeri dal 2019. La delega concessa al consiglio di amministrazione consente di procedere con una ricapitalizzazione fino a un massimo di 250 milioni di euro, destinata a sostenere il rafforzamento patrimoniale, la competitività sportiva, la valorizzazione del marchio e gli eventuali interventi sugli asset immobiliari strategici, a partire dall'Allianz Stadium.

Il dato più significativo riguarda la posizione di Exor. La holding della famiglia Elkann-Agnelli, azionista di maggioranza con il 65,4% del capitale, ha garantito la copertura della propria quota e anche dell'eventuale parte dell'aumento che dovesse rimanere inoptata. Non soltanto: la società ha già effettuato un versamento anticipato di 60 milioni di euro.

Secondo quanto emerso durante l'assemblea, una parte consistente della ricapitalizzazione servirà a coprire le esigenze di rafforzamento patrimoniale del biennio 2026-27 e 2027-28. Almeno 100 milioni, invece, saranno destinati agli investimenti, con particolare attenzione all'area sportiva.

È un passaggio fondamentale per comprendere la strategia della proprietà. La Juventus non intende limitarsi a mettere in sicurezza i propri conti, ma vuole conservare la possibilità di investire sulla squadra e sulle strutture. Resta da capire quanto margine operativo sarà effettivamente disponibile, considerando anche i vincoli imposti dagli accordi con la UEFA.

Bilancio Juventus 2025-26: perdita da 66 milioni e ricavi condizionati dall'assenza dalla Champions

Il bilancio approvato dagli azionisti ha evidenziato una perdita consolidata di 66 milioni di euro. Il risultato netto della sola Juventus Football Club, invece, è stato negativo per 67,2 milioni. L'assemblea ha approvato il documento con il 91,8% dei voti favorevoli e la perdita è stata coperta attraverso l'utilizzo delle riserve.

Il peggioramento rispetto ai 58,1 milioni del precedente esercizio si inserisce in un percorso finanziario ancora condizionato dai risultati sportivi. L'assenza dalla Champions League ha inciso sui ricavi e sulle prospettive economiche della società, mentre il minor contributo del player trading ha rappresentato un altro elemento significativo: i proventi legati alla gestione dei calciatori sono passati da 110 a 58 milioni di euro.

Non mancano, tuttavia, alcuni segnali di contenimento dei costi. Le spese operative sono diminuite di 42 milioni, mentre i ricavi da sponsorizzazioni sono tornati a stabilizzarsi sopra quota 120 milioni.

La parte più delicata riguarda le previsioni per il futuro. Anche l'esercizio 2026-27 dovrebbe chiudersi in perdita, soprattutto per effetto dei minori introiti europei rispetto a quelli garantiti dalla Champions League. La società ha inoltre evidenziato come il risultato economico dipenderà dai risultati sportivi e dalle operazioni nelle prossime finestre di mercato.

Il ritorno tra le prime quattro in campionato, dunque, non è soltanto un obiettivo agonistico. È anche una necessità economica.

Carnevali traccia la strada: giovani, italianità e programmazione

Uno dei momenti più attesi dell'assemblea è stato l'intervento dell'amministratore delegato Giovanni Carnevali. Il dirigente, arrivato alla Juventus da pochi mesi, ha individuato nella programmazione e nella continuità i punti di partenza per ricostruire una società competitiva.

Il messaggio rivolto ai tifosi è stato chiaro: «La Juve deve tornare a vincere». Carnevali ha parlato della necessità di ritrovare entusiasmo, senso di appartenenza e rispetto per una tifoseria che negli ultimi anni ha attraversato diverse delusioni.

Sul piano organizzativo, l'idea è quella di costruire un progetto globale che coinvolga prima squadra, Next Gen e settore giovanile. Proprio quest'ultimo dovrà tornare a rappresentare una risorsa strategica, con l'obiettivo di formare giovani calciatori in grado di arrivare progressivamente in prima squadra.

Un altro concetto sottolineato dall'amministratore delegato è quello dell'italianità. La Juventus vuole aumentare la presenza di profili italiani all'interno della propria struttura, senza rinunciare a una visione internazionale e a un lavoro di scouting più articolato.

Carnevali ha inoltre confermato il sostegno della società a Luciano Spalletti, rispondendo in maniera netta a una domanda sul futuro dell'allenatore: «È il nostro allenatore, lo sosteniamo».

Parole che arrivano in un momento nel quale i risultati della squadra non hanno ancora restituito le risposte attese. La dirigenza, almeno nelle dichiarazioni pubbliche, sembra voler puntare sulla continuità tecnica, evitando di trasformare ogni difficoltà in una nuova ripartenza.

Le contestazioni dei piccoli azionisti e il nodo della fiducia

L'assemblea non è stata soltanto un passaggio tecnico legato ai conti e alle decisioni finanziarie. Durante la riunione non sono mancati interventi critici da parte di alcuni azionisti di minoranza, che hanno contestato la gestione della proprietà e le scelte compiute negli ultimi anni.

Tra le richieste emerse anche quella di riportare Alessandro Del Piero più vicino alla società, riconoscendo nell'ex capitano una figura capace di rappresentare la storia e l'identità bianconera.

Il confronto ha evidenziato una frattura che non può essere risolta esclusivamente attraverso un'iniezione di liquidità. Il sostegno economico di Exor è un elemento importante, ma la Juventus deve recuperare anche la fiducia di una parte della propria base sociale e dei tifosi.

In questo contesto si inserisce anche il rapporto con Tether, azionista che detiene l'11,5% del capitale. Il presidente Gianluca Ferrero ha ribadito l'apertura al dialogo con tutti i soci, precisando tuttavia che al momento non esistono iniziative industriali, tecnologiche, commerciali o finanziarie condivise con il gruppo.

La Juventus davanti a un bivio: i soldi non bastano senza un progetto

Il nuovo aumento di capitale rappresenta una garanzia importante per il futuro della Juventus, ma non può essere considerato la soluzione definitiva ai problemi del club. Negli ultimi anni le ricapitalizzazioni hanno permesso alla società di affrontare le difficoltà finanziarie e mantenere una struttura competitiva, senza però impedire il ripetersi di bilanci in perdita.

La vera sfida sarà trasformare le nuove risorse in un progetto sostenibile. Questo significa investire con maggiore criterio sul mercato, valorizzare il settore giovanile, migliorare la gestione dei calciatori e soprattutto tornare a frequentare con continuità la Champions League.

Il piano economico e quello sportivo, in questo caso, sono inevitabilmente legati. Senza risultati sul campo diventa più difficile aumentare i ricavi, mentre senza una gestione finanziaria solida diventa complicato costruire una squadra capace di competere ai massimi livelli.

La Juventus ha scelto di investire ancora sul proprio futuro. Ora serviranno decisioni coerenti, risultati e una direzione riconoscibile. Perché 250 milioni possono offrire nuove possibilità, ma non possono sostituire le idee. E soprattutto non possono vincere le partite al posto della squadra.