Pubblicato il: 06-10-26
Italia Mondiali 2006: formazione, rosa e campioni del mondo

Italia Mondiali 2006: formazione, rosa e campioni del mondo

Ci sono squadre che vincono un Mondiale. E poi ce ne sono alcune che finiscono per diventare un pezzo della memoria collettiva.

L'Italia del 2006 appartiene senza dubbio alla seconda categoria.

Era una Nazionale piena di campioni affermati, giocatori nel momento migliore della carriera e uomini capaci di accettare un ruolo diverso da quello che avevano nei rispettivi club. Marcello Lippi riuscì a mettere insieme personalità molto forti senza trasformare lo spogliatoio in una somma di individualità.

Il risultato fu il quarto titolo mondiale della storia dell'Italia, conquistato il 9 luglio 2006 a Berlino contro la Francia dopo i calci di rigore.

Ma ricordare soltanto la finale sarebbe riduttivo.

Per capire quella Nazionale bisogna tornare alla formazione, alla rosa dei 23 convocati, alle scelte di Lippi e soprattutto a un gruppo nel quale praticamente ogni giocatore ebbe un momento importante.

Qual era la formazione dell'Italia ai Mondiali 2006?

La formazione di riferimento dell'Italia di Marcello Lippi può essere identificata in questo undici:

Buffon; Zambrotta, Cannavaro, Materazzi, Grosso; Gattuso, Pirlo, Camoranesi, Perrotta; Totti; Toni.

Il modulo di partenza era generalmente un 4-4-1-1, con Francesco Totti alle spalle di Luca Toni.

Ma definire quella squadra attraverso un semplice modulo sarebbe quasi ingiusto.

Pirlo aveva libertà di costruire, Gattuso garantiva equilibrio e aggressività, Camoranesi lavorava sulla fascia e Perrotta era prezioso negli inserimenti. Dietro, Cannavaro comandava una linea difensiva nella quale Buffon rappresentava l'ultima garanzia.

E poi c'era Totti.

Il numero 10 non era chiamato necessariamente a giocare da seconda punta tradizionale: la sua posizione tra centrocampo e attacco permetteva all'Italia di aggiungere qualità senza perdere la solidità che Lippi considerava fondamentale.

La formazione dell'Italia nella finale contro la Francia

Il 9 luglio 2006, all'Olympiastadion di Berlino, Lippi confermò praticamente la struttura che aveva accompagnato gli Azzurri nella fase decisiva del torneo.

Italia: Buffon; Zambrotta, Cannavaro, Materazzi, Grosso; Gattuso, Pirlo, Camoranesi, Perrotta; Totti; Toni.

Dalla panchina entrarono poi Alessandro Del Piero, Daniele De Rossi e Vincenzo Iaquinta.

La partita terminò 1-1 dopo i tempi supplementari, con le reti di Zinedine Zidane su rigore e Marco Materazzi. Ai rigori l'Italia fu perfetta: segnarono Pirlo, Materazzi, De Rossi, Del Piero e Grosso, mentre David Trezeguet colpì la traversa.

L'Italia era campione del mondo.

La rosa dell'Italia ai Mondiali 2006

Lippi aveva a disposizione 23 giocatori. Una rosa estremamente competitiva e, soprattutto, sorprendentemente completa.

Portieri

  • Gianluigi Buffon

  • Angelo Peruzzi

  • Marco Amelia

Buffon era il titolare indiscusso. Peruzzi portava esperienza internazionale, mentre Amelia completava il reparto.

Difensori

  • Fabio Cannavaro

  • Alessandro Nesta

  • Marco Materazzi

  • Andrea Barzagli

  • Gianluca Zambrotta

  • Fabio Grosso

  • Cristian Zaccardo

  • Massimo Oddo

La qualità della difesa era uno dei principali punti di forza della squadra.

Cannavaro era il leader e il capitano. Nesta rappresentava la classe e l'eleganza, Materazzi la fisicità. Zambrotta era in grado di giocare su entrambe le fasce, mentre Grosso sarebbe diventato uno degli uomini simbolo del torneo.

Centrocampisti

  • Andrea Pirlo

  • Gennaro Gattuso

  • Daniele De Rossi

  • Simone Perrotta

  • Mauro Camoranesi

  • Simone Barone

  • Francesco Totti

Una curiosità importante: Totti poteva essere considerato a tutti gli effetti un centrocampista nella struttura della rosa, ma tatticamente agiva in posizione avanzata.

Ed è proprio questa duttilità a spiegare parte della ricchezza tecnica dell'Italia.

Attaccanti

  • Luca Toni

  • Alberto Gilardino

  • Alessandro Del Piero

  • Filippo Inzaghi

  • Vincenzo Iaquinta

Cinque attaccanti con caratteristiche molto diverse.

Toni era il riferimento fisico, Gilardino garantiva profondità e movimento, Inzaghi era il cacciatore d'area per eccellenza, Del Piero poteva cambiare una partita con tecnica e imprevedibilità, mentre Iaquinta offriva corsa e aggressività.

Buffon e una difesa quasi perfetta

Se bisogna individuare una fotografia della Nazionale del 2006, è difficile non partire da Gianluigi Buffon.

Il portiere azzurro incassò soltanto due gol nell'intero torneo: uno su calcio di rigore e uno su autorete. L'Italia, inoltre, non subì reti su azione durante le sette partite del Mondiale.

Dietro Buffon c'era Fabio Cannavaro.

Il capitano disputò un torneo straordinario, diventando il simbolo di una linea difensiva capace di reggere anche nei momenti più delicati. La sua prestazione fu riconosciuta anche individualmente: al termine del 2006 vinse il Pallone d'Oro.

Ma sarebbe sbagliato ridurre tutto a Cannavaro.

Zambrotta fu fondamentale per continuità e spinta, Grosso diventò decisivo nella fase a eliminazione diretta e Materazzi si trasformò da alternativa a protagonista dopo l'infortunio di Nesta.

La forza di quel reparto stava proprio nella possibilità di cambiare interpreti senza perdere affidabilità.

Pirlo, Gattuso e Totti: il cervello della squadra

Se la difesa dava sicurezza, il centrocampo dava identità.

Andrea Pirlo era il giocatore incaricato di dare ordine alla manovra. Il suo primo gol contro il Ghana, nella partita d'esordio, fu già una sorta di biglietto da visita.

Accanto a lui Gennaro Gattuso rappresentava l'altra faccia della medaglia: recupero del pallone, pressione, corsa, contrasti.

Due giocatori completamente diversi, ma perfetti insieme.

Più avanti agivano Camoranesi e Perrotta, mentre Totti occupava una posizione libera alle spalle della punta.

Il romanista arrivò al Mondiale dopo un grave infortunio alla caviglia e non era al cento per cento dal punto di vista fisico. Eppure riuscì a diventare uno dei protagonisti della spedizione.

Il rigore segnato contro l'Australia agli ottavi, nei minuti di recupero, è uno degli episodi che hanno segnato il cammino verso Berlino.

Toni, Gilardino, Del Piero e Inzaghi: l'Italia aveva tante soluzioni

Uno dei vantaggi della Nazionale di Lippi era la profondità offensiva.

Luca Toni partiva spesso titolare ed era il riferimento centrale dell'attacco. La sua fisicità permetteva all'Italia di giocare anche in modo diretto e di sfruttare cross e seconde palle.

Alberto Gilardino rappresentava una soluzione differente.

Filippo Inzaghi era invece il classico attaccante capace di vivere sul filo del fuorigioco e di trasformare una mezza occasione in un gol.

Del Piero, infine, era probabilmente il cambio più tecnico a disposizione di Lippi.

La sua firma arrivò nel momento più importante: nella semifinale contro la Germania, a Dortmund, entrò nei supplementari e segnò il gol del definitivo 2-0.

Il percorso dell'Italia ai Mondiali 2006

L'Italia iniziò il torneo nel Gruppo E.

Il cammino complessivo fu di cinque vittorie e un pareggio, fino alla finale di Berlino. La FIGC ricorda proprio questo dato come uno degli elementi della cavalcata verso il quarto titolo mondiale.

Italia-Ghana 2-0

L'esordio arrivò il 12 giugno contro il Ghana.

Pirlo sbloccò il risultato con un gran tiro dalla distanza. Nel finale Iaquinta chiuse la partita.

Non fu una vittoria casuale: l'Italia mostrò subito organizzazione e personalità.

Italia-USA 1-1

La seconda partita fu molto più complicata.

Gilardino portò avanti gli Azzurri, ma un'autorete di Zaccardo riportò il match in equilibrio.

La partita fu caratterizzata anche da tre espulsioni e si chiuse sull'1-1.

Era il tipo di gara che poteva complicare il girone. L'Italia, invece, seppe reagire.

Repubblica Ceca-Italia 0-2

Contro la Repubblica Ceca arrivò la risposta.

Materazzi, chiamato in causa dopo l'infortunio di Nesta, segnò il primo gol. Nella ripresa Inzaghi mise il punto esclamativo sul successo.

L'Italia chiuse il girone al primo posto.

Italia-Australia 1-0

Gli ottavi furono tutt'altro che semplici.

L'Australia resistette per quasi tutta la partita e l'Italia rimase in dieci uomini dopo l'espulsione di Materazzi.

Poi, al 95', Totti trasformò il calcio di rigore che mandò gli Azzurri ai quarti.

Fu una partita brutta, sporca, difficile.

E proprio per questo importante.

Italia-Ucraina 3-0

Contro l'Ucraina l'Italia giocò probabilmente una delle sue partite più convincenti.

Zambrotta aprì il risultato, poi arrivò la doppietta di Luca Toni.

Un 3-0 netto che portò Lippi in semifinale.

Germania-Italia 0-2

Poi arrivò Dortmund.

La Germania era padrona di casa e sembrava destinata ai supplementari dopo 110 minuti senza reti.

Negli ultimi minuti accadde invece qualcosa che ancora oggi appartiene alla memoria del calcio italiano.

Fabio Grosso segnò al 118'.

Due minuti più tardi Alessandro Del Piero chiuse il conto.

Germania 0, Italia 2.

La finale era conquistata.

Italia-Francia: la finale del 9 luglio 2006

Berlino.

9 luglio 2006.

L'ultima partita del Mondiale.

L'Italia partì con Buffon in porta; Zambrotta, Cannavaro, Materazzi e Grosso in difesa; Gattuso, Pirlo, Camoranesi e Perrotta a centrocampo; Totti alle spalle di Toni.

La Francia passò in vantaggio con Zidane su rigore.

Materazzi pareggiò poco dopo con un colpo di testa.

Poi arrivarono 120 minuti di tensione, fino all'episodio destinato a diventare una delle immagini più famose nella storia dei Mondiali: la testata di Zidane a Materazzi e l'espulsione del francese.

Ai rigori l'Italia fu infallibile.

Pirlo.

Materazzi.

De Rossi.

Del Piero.

Grosso.

Cinque tiri, cinque gol.

Trezeguet fu l'unico francese a sbagliare.

L'Italia era campione del mondo per la quarta volta.

Chi segnò per l'Italia ai Mondiali 2006?

La cosa interessante è che non fu un solo attaccante a trascinare la squadra.

Gli Azzurri distribuirono le responsabilità offensive tra diversi giocatori:

  • Andrea Pirlo

  • Vincenzo Iaquinta

  • Alberto Gilardino

  • Marco Materazzi

  • Filippo Inzaghi

  • Francesco Totti

  • Gianluca Zambrotta

  • Luca Toni

  • Fabio Grosso

  • Alessandro Del Piero

In totale furono 10 i giocatori italiani ad andare a segno durante il Mondiale, a conferma della profondità offensiva e della varietà di soluzioni della squadra.

Perché l'Italia del 2006 era così forte?

La risposta non sta soltanto nella qualità dei singoli.

Il vero punto di forza era l'equilibrio.

C'erano campioni abituati a essere protagonisti nei club, ma anche giocatori disposti a fare il lavoro sporco. C'erano calciatori tecnici e altri più fisici. C'erano veterani e giocatori che stavano ancora costruendo la propria carriera.

Lippi riuscì a trovare una formula nella quale nessuno sembrava fuori posto.

Pirlo costruiva.

Gattuso recuperava.

Totti inventava.

Toni combatteva.

Cannavaro comandava.

Buffon proteggeva.

E dalla panchina potevano entrare Del Piero, Gilardino, Inzaghi, De Rossi o Iaquinta senza che la squadra perdesse competitività.

È forse questo il tratto più moderno di quella Nazionale: non era soltanto un undici forte, era un gruppo profondo.

La rosa dell'Italia 2006: dove giocavano i 23 campioni del mondo?

NumeroGiocatoreClub nel 2006
1Gianluigi BuffonJuventus
2Cristian ZaccardoPalermo
3Fabio GrossoPalermo
4Daniele De RossiRoma
5Fabio CannavaroJuventus
6Andrea BarzagliPalermo
7Alessandro Del PieroJuventus
8Gennaro GattusoMilan
9Luca ToniFiorentina
10Francesco TottiRoma
11Alberto GilardinoMilan
12Angelo PeruzziLazio
13Alessandro NestaMilan
14Marco AmeliaLivorno
15Vincenzo IaquintaUdinese
16Mauro CamoranesiJuventus
17Simone BaronePalermo
18Filippo InzaghiMilan
19Gianluca ZambrottaJuventus
20Simone PerrottaRoma
21Andrea PirloMilan
22Massimo OddoLazio
23Marco MaterazziInter

La lista dei 23 convocati conferma quanto fosse particolare quella rosa: sette giocatori della Juventus, quattro della Roma, tre del Milan e tre del Palermo, con altri protagonisti provenienti da Inter, Lazio, Fiorentina, Udinese e Livorno.

Italia Mondiali 2006: una squadra impossibile da dimenticare

A distanza di anni, il fascino di quella Nazionale non dipende soltanto dalla Coppa del Mondo.

Dipende dal modo in cui arrivò a vincerla.

Non fu un torneo dominato dall'inizio alla fine. Ci furono il pareggio contro gli Stati Uniti, la sofferenza con l'Australia, l'attesa interminabile contro la Germania e infine i rigori contro la Francia.

E proprio questo rende il successo ancora più significativo.

L'Italia del 2006 seppe essere diversa a seconda della partita: tecnica quando serviva, fisica quando era necessario, prudente nei momenti delicati e spietata quando arrivava l'occasione.

È per questo che, quando si parla della formazione dell'Italia ai Mondiali 2006, non si sta semplicemente ricordando un undici di grandi giocatori.

Si sta ricordando una squadra che, per un mese, riuscì a far funzionare tutto.

Italia ai Mondiali 2006: domande frequenti

Chi era l'allenatore dell'Italia ai Mondiali 2006?

L'allenatore era Marcello Lippi.

Quale modulo utilizzava l'Italia nel 2006?

Il modulo di riferimento era il 4-4-1-1, con Totti alle spalle di Luca Toni, anche se l'assetto poteva modificarsi durante le partite.

Chi era il capitano dell'Italia nel 2006?

Il capitano era Fabio Cannavaro, protagonista di un torneo straordinario.

Chi giocava in porta nell'Italia del 2006?

Il titolare era Gianluigi Buffon, con Angelo Peruzzi e Marco Amelia come alternative.

Chi segnò il gol dell'Italia nella finale del 2006?

Marco Materazzi segnò il gol dell'1-1 contro la Francia, rispondendo al rigore realizzato da Zidane.

Chi segnò il gol contro la Germania nel 2006?

Fabio Grosso segnò l'1-0 al 118' della semifinale. Poco dopo arrivò il raddoppio di Alessandro Del Piero.

Quanti gol subì l'Italia ai Mondiali 2006?

Gli Azzurri subirono soltanto due reti nell'intero torneo, una su rigore e una su autorete.

Quanti Mondiali aveva vinto l'Italia prima del 2006?

Prima del trionfo in Germania, l'Italia aveva vinto tre Coppe del Mondo: 1934, 1938 e 1982. Il successo del 2006 portò quindi il totale a quattro.

Qual è stata la formazione dell'Italia nella finale del 2006?

Buffon; Zambrotta, Cannavaro, Materazzi, Grosso; Gattuso, Pirlo, Camoranesi, Perrotta; Totti; Toni. Lippi era il commissario tecnico.