
L'Inter di Cristian Chivu conquista una vittoria preziosa contro lo Shakhtar Donetsk, ma la sfida di San Siro lascia anche qualche episodio destinato a far discutere. Tra questi c'è sicuramente l'espulsione di Alessandro Bastoni, costretto a lasciare il terreno di gioco nel secondo tempo dopo aver ricevuto due cartellini gialli nel giro di pochi minuti.
Un episodio che rischiava di complicare seriamente i piani dei nerazzurri, ancora alla ricerca del gol del vantaggio e chiamati ad affrontare il finale di partita in inferiorità numerica. Alla fine, però, l'Inter è riuscita a portare a casa i tre punti grazie alla rete di Carlos Augusto, trasformando una situazione potenzialmente pericolosa in una serata positiva per il proprio cammino europeo.
La partita del difensore nerazzurro si è conclusa intorno al 68', quando l'arbitro tedesco Osmers ha estratto il secondo cartellino giallo nei suoi confronti. Il primo provvedimento disciplinare era arrivato poco prima, dopo alcune tensioni e proteste nel corso della gara.
Bastoni, dunque, si è ritrovato a giocare con un'ammonizione sulle spalle proprio in una fase delicata del match. La seconda sanzione è arrivata durante un'azione nell'area dello Shakhtar, quando il centrale italiano ha allungato le mani sul volto di Ocheretko per liberarsi dalla marcatura dell'avversario.
Il giocatore ucraino è finito a terra e le proteste hanno richiamato l'attenzione del direttore di gara. Per Osmers il gesto è stato sufficiente per estrarre il secondo giallo e, di conseguenza, il cartellino rosso. Una decisione che ha lasciato l'Inter in dieci uomini nel momento in cui la squadra di Chivu stava cercando di sbloccare una partita complicata.
Al di là della valutazione arbitrale, l'episodio evidenzia soprattutto un errore di gestione da parte del difensore nerazzurro. Con un'ammonizione già ricevuta, Bastoni avrebbe dovuto prestare maggiore attenzione nei duelli individuali, evitando qualsiasi contatto che potesse offrire all'arbitro la possibilità di intervenire nuovamente.
Il gesto su Ocheretko non ha necessariamente bisogno di essere interpretato come un atto violento per risultare rischioso dal punto di vista disciplinare. In una situazione del genere, il problema è soprattutto l'aver concesso al direttore di gara un motivo per estrarre il secondo cartellino.
L'espulsione ha così costretto Chivu a rivedere gli equilibri della squadra, proprio quando il risultato era ancora fermo sullo 0-0. Per l'Inter, che aveva bisogno di punti dopo le sconfitte contro Real Madrid e Club Brugge, un eventuale passo falso avrebbe rappresentato un ulteriore ostacolo nel percorso in Champions League.
La risposta dei nerazzurri, tuttavia, è stata quella che Chivu si aspettava dai propri giocatori. Nonostante l'inferiorità numerica, l'Inter ha continuato a cercare la giocata giusta, trovando il vantaggio al 77' con Carlos Augusto, servito da un preciso assist di Mkhitaryan.
Un gol pesantissimo, arrivato pochi minuti dopo il rosso a Bastoni e capace di cambiare completamente l'inerzia della serata. Nel finale i nerazzurri hanno dovuto stringere i denti, difendendo il risultato dagli ultimi tentativi dello Shakhtar.
Il successo di San Siro rappresenta così una boccata d'ossigeno per Chivu, ma l'espulsione di Bastoni resta uno degli episodi da cui ripartire per evitare altre complicazioni. In Champions League ogni dettaglio può fare la differenza e lasciare la squadra in dieci uomini per un'ingenuità è un rischio che l'Inter non può permettersi di correre con leggerezza.