
Zinedine Zidane si prepara ad affrontare l'Italia con la sua Francia. Per lui si tratta della terza partita da commissario tecnico dei galletti, in un altro incontro valido per la Nations League. Il selezionatore dei transalpini ha fatto capire di non fidarsi del periodo poco brillante degli azzurri: “L’Italia è una grande nazione del calcio, fa strano non vederla ai Mondiali per tre volte consecutive, ma non conosco bene la situazione, non so perché sia successo. So però che l’Italia è una bella squadra, magari non è più quella del 2006, ma in una partita può succedere di tutto. Quella di Mancini è una squadra difficile da affrontare. Hanno perso con il Belgio e vinto bene in Turchia. Per questo dobbiamo essere pronti e al meglio per vincere”.
L'esperienza in Italia da calciatore ha consentito a Zidane di affinare alcuni aspetti sul piano tattico. Anche per questo l'attuale ct della Francia ritiene di essere diventato un bravo allenatore. Ecco allora che arriva quasi un ringraziamento al movimento italiano: “Ho avuto molti allenatori forti e Lippi lo era in particolare per la tattica. Gli italiani hanno una cultura tattica importante, nulla da imparare dagli altri. E un po’ di quella cultura ce l’ho anche io”.
Si parla un po' anche del passato italiano di Zinedine Zidane. Da una parte c'è la Juventus, la squadra che gli ha consentito di diventare grande. Dall'altra c'è Marco Materazzi, con il quale si è reso protagonista di un episodio passato alla storia del calcio: “La Juventus fa parte delle cose positive della mia carriera. È alla Juve che sono diventato un un giocatore importante. Poi con Materazzi non ho più parlato. Non sono fiero di quello che ho fatto, ma non ho rimorsi. Fa parte del mio percorso, e nella vita, e vale per tutti, non si fanno sempre solo cose belle”.
In ogni caso, Zidane ha voltato pagina da un pezzo. Ora il suo unico obiettivo è quello di fare bene da ct della Francia. Magari vincendo proprio contro quell'Italia che gli ha dato tanto: “Adesso siamo in un altro momento della mia carriera e vediamo cosa succederà anche contro l’Italia. Poi è chiaro che l’espulsione del 2006 che chiudeva la mia carriera anche con la nazionale, mi ha dato una motivazione in più per tornare da c.t., che è un sogno che si realizza. Ho sempre creduto in me, nelle cose positive, mi sono preparato e adesso sono pronto per allenare e dare tutto per questa squadra”.