
CHI HA VINTO PIÙ SCUDETTI IN SERIE A: ALBO D'ORO E CLASSIFICA COMPLETA La squadra che ha vinto più scudetti in Serie A è la Juventus, con 36 titoli. Dietro ci sono l'Inter a quota 21, arrivata al traguardo con il campionato 2025/26, e il Milan fermo a 19. In tutto, dal 1898 a oggi, i club che hanno messo almeno un tricolore in bacheca sono 16. Qui trovi la classifica completa, la storia dietro ai numeri e le risposte alle domande che generano più confusione, a partire dai titoli revocati. Indice della guida 1. La classifica aggiornata: chi ha vinto più scudetti 2. Cos'è lo scudetto e come si assegna 3. Juventus: il primato dei 36 titoli 4. Inter: 21 scudetti e il sorpasso sul Milan 5. Milan: 19 titoli e due cicli europei 6. Le grandi del calcio pionieristico: Genoa, Pro Vercelli, Torino, Bologna 7. Napoli, Roma, Lazio, Fiorentina: chi ha rotto il monopolio 8. I club con un solo scudetto 9. Titoli revocati, non assegnati e contesi 10. Errori da evitare quando si legge l'albo d'oro 11. Cosa raccontano i numeri: geografia e cicli di dominio 12. FAQ LA CLASSIFICA AGGIORNATA: CHI HA VINTO PIÙ SCUDETTI IN SERIE A Questa è la fotografia dell'albo d'oro dopo la stagione 2025/26, conclusa con il 21° titolo dell'Inter. I nerazzurri hanno conquistato la certezza matematica il 3 maggio 2026, vincendo 2-0 contro il Parma alla 35ª giornata. Club Scudetti Ultimo titolo Juventus 36 2019/20 Inter 21 2025/26 Milan 19 2021/22 Genoa 9 1923/24 Pro Vercelli 7 1921/22 Torino 7 1975/76 Bologna 7 1963/64 Napoli 4 2024/25 Roma 3 2000/01 Lazio 2 1999/2000 Fiorentina 2 1968/69 Cagliari 1 1969/70 Casale 1 1913/14 Novese 1 1921/22 Sampdoria 1 1990/91 Verona 1 1984/85 Le date dell'ultimo titolo di Pro Vercelli, Casale e Novese si riferiscono a un'epoca in cui il campionato aveva formula e denominazione diverse da quella attuale: vanno lette come titoli di campione d'Italia, non come Serie A a girone unico. Le annate riportate in tabella seguono l'albo storico dei campioni d'Italia: Pro Vercelli 1921/22, Casale 1913/14, Novese 1921/22, Bologna 1963/64 e Torino 1975/76. Tre club hanno superato i 10 titoli e possono quindi esporre almeno una stella sulla maglia: Juventus, Inter e Milan. COS'È LO SCUDETTO E COME SI ASSEGNA Lo scudetto è il distintivo tricolore che la squadra campione d'Italia cuce sulla maglia nella stagione successiva alla vittoria del campionato. Non è un trofeo fisico, è un simbolo: il trofeo vero e proprio è la Coppa Campioni d'Italia, consegnata dalla Lega Serie A a fine stagione. Per comprendere come il campionato e i suoi esiti entrino nei mercati a quota fissa, CHIRURGODELBET propone una guida completa alle scommesse sportive [https://chirurgodelbet.com/scommesse/Scommesse_Sportive%3A_la_Guida_Completa_del_chirurgodelbet/]. DA DOVE ARRIVA IL TRICOLORE SUL PETTO La tradizione viene fatta risalire a Gabriele D'Annunzio e all'impresa di Fiume del 1920, quando alla squadra vincitrice di una partita venne concesso di fregiarsi dei colori nazionali. Il primo club a indossarlo in campionato fu il Genoa nella stagione 1924/25, dopo la conquista del titolo 1923/24. LA REGOLA DELLA STELLA Per convenzione, una stella sopra lo stemma indica dieci titoli nazionali vinti. È una consuetudine adottata dai club e riconosciuta nell'uso comune, non una norma che assegna titoli: la stella conta gli scudetti, non li crea. COME SI VINCE OGGI Vince chi ottiene più punti nelle 38 giornate del girone unico, con tre punti a vittoria e uno a pareggio. In caso di parità di punti al primo posto è previsto uno spareggio in gara unica. La regola è stata reintrodotta dalla stagione 2022/23. Se la sfida resta in equilibrio al termine dei 90 minuti, si passa direttamente ai calci di rigore; sede e criteri organizzativi sono stabiliti dalle disposizioni federali applicabili alla stagione. JUVENTUS: IL PRIMATO DEI 36 TITOLI La Juventus guida l'albo d'oro con 36 scudetti, un vantaggio costruito in oltre un secolo e concentrato in pochi cicli molto lunghi. Il primo titolo arriva nel 1905. Negli anni Trenta il quinquennio bianconero porta cinque campionati consecutivi, un record poi eguagliato. Seguono i cicli degli anni Settanta e Ottanta con Trapattoni, la parentesi vincente di metà anni Novanta con Lippi e infine i nove scudetti consecutivi tra il 2011/12 e il 2019/20, la serie più lunga mai realizzata in Italia. Il conteggio di 36 titoli è quello riconosciuto dalla FIGC dopo le decisioni del 2006 sulle stagioni 2004/05 e 2005/06, di cui parliamo nella sezione dedicata ai titoli revocati. Il club rivendica pubblicamente una numerazione diversa, e questa differenza è la prima fonte di confusione quando si confrontano due albi d'oro trovati online. INTER: 21 SCUDETTI E IL SORPASSO DEFINITIVO SUL MILAN L'Inter ha conquistato il 21° scudetto nella stagione 2025/26, chiudendo i conti il 3 maggio 2026 alla 35ª giornata. Il 2-0 interno sul Parma ha portato il vantaggio sul Napoli a 12 punti con tre gare ancora da disputare. In panchina c'era Cristian Chivu, alla prima stagione completa alla guida nerazzurra dopo aver vinto il Triplete del 2010 con l'Inter da calciatore. Il percorso nerazzurro ha tre fasi riconoscibili: il dominio degli anni Trenta e Cinquanta, il ciclo della Grande Inter di Herrera negli anni Sessanta, e il ritorno ai vertici dal 2005 in poi, con la seconda stella arrivata nel 2023/24. Il dato che interessa chi cerca chi ha vinto più scudetti è il divario con il Milan, che era di un solo titolo fino a pochi anni fa ed è diventato ampio nell'ultimo decennio. Quello con la Juventus, invece, resta consistente: servirebbero quindici campionati di vantaggio netto per pareggiare il conto. MILAN: 19 TITOLI E DUE CICLI EUROPEI Il Milan ha 19 scudetti, l'ultimo nel 2021/22. I rossoneri hanno vinto in tre epoche molto diverse: il calcio pionieristico dei primi del Novecento, gli anni Cinquanta e Sessanta con il trio Gre-No-Li e poi con Rocco, e soprattutto il decennio a cavallo tra anni Ottanta e Novanta, quando la squadra di Sacchi e poi di Capello univa titoli nazionali e Coppe dei Campioni. Per lungo tempo il Milan è stato il secondo club più titolato d'Italia. Il sorpasso dell'Inter è recente e va registrato con precisione: non è avvenuto in un colpo solo, ma attraverso una sequenza di titoli nerazzurri concentrati in pochi anni. LE GRANDI DEL CALCIO PIONIERISTICO: GENOA, PRO VERCELLI, TORINO, BOLOGNA Chi guarda solo la classifica generale trova al quarto posto un nome che oggi sorprende: il Genoa, con 9 titoli. È la squadra più antica d'Italia e vinse il primo campionato della storia nel 1898, dominando i primissimi anni del torneo. L'ultimo scudetto rossoblù risale agli anni Venti. La Pro Vercelli, oggi lontana dalla massima serie, ha 7 titoli conquistati tra il 1908 e i primi anni Venti. È il caso più citato quando si parla di quanto il calcio italiano sia cambiato nel tempo. Il Torino ha 7 scudetti. Cinque appartengono al Grande Torino, la squadra che dominò il campionato negli anni Quaranta fino alla tragedia di Superga del 4 maggio 1949. L'ultimo titolo granata è del 1975/76. Il Bologna, sempre a quota 7, ha vinto soprattutto negli anni Trenta e poi nel 1963/64, al termine di uno spareggio in gara unica con l'Inter, vinto 2-0 il 7 giugno 1964 allo Stadio Olimpico di Roma. Questi quattro club mettono insieme 30 scudetti, quasi quanti ne ha la sola Juventus. Il dato dice una cosa precisa: il calcio italiano è stato molto più competitivo nei suoi primi cinquant'anni di quanto lo sia stato negli ultimi trenta. NAPOLI, ROMA, LAZIO, FIORENTINA: CHI HA ROTTO IL MONOPOLIO Il Napoli è a quota 4 titoli. I primi due sono quelli dell'era Maradona, a fine anni Ottanta. Gli altri due sono recenti: il 2022/23 e il 2024/25. È l'unico club fuori dal triangolo Milano-Torino ad aver vinto più di una volta negli ultimi quarant'anni. La Roma ha 3 scudetti: 1941/42, 1982/83 e 2000/01. La Lazio ne ha 2, nel 1973/74 e nel 1999/2000. La Fiorentina ha vinto nel 1955/56 e nel 1968/69. Il confronto tra questi numeri e quelli delle prime tre posizioni spiega perché in Italia si parli spesso di campionato a due o tre squadre. Nell'ultimo mezzo secolo i titoli fuori dall'asse Juventus-Inter-Milan si contano sulle dita di due mani. I CLUB CON UN SOLO SCUDETTO Cinque squadre hanno vinto una volta sola, e ognuna ha una storia che vale più del numero: * Cagliari (1969/70): la squadra di Gigi Riva, l'unico titolo mai andato in Sardegna. * Verona (1984/85): il caso più clamoroso del calcio italiano moderno, con una rosa senza grandi nomi davanti a tutte le big. * Sampdoria (1990/91): la squadra di Vialli e Mancini, ultimo scudetto genovese. * Casale (1913/14) e Novese (1921/22): due club piemontesi del calcio delle origini, oggi nelle categorie dilettantistiche. Verona e Sampdoria restano le ultime due outsider assolute: dopo il 1991, nessun club esterno al gruppo delle grandi ha più vinto il campionato, con la sola eccezione delle vittorie del Napoli, che però è storicamente un club di prima fascia. TITOLI REVOCATI, NON ASSEGNATI E CONTESI Questa è la parte che rende gli albi d'oro trovati online diversi tra loro. Vale la pena leggerla prima di citare qualsiasi numero in una discussione. CALCIOPOLI: 2004/05 E 2005/06 Nel 2006, al termine dell'inchiesta e dei procedimenti sportivi, il titolo 2004/05 assegnato sul campo alla Juventus venne revocato e non riassegnato. Quello 2005/06 venne assegnato all'Inter. La FIGC conteggia da allora 36 titoli alla Juventus e include il 2005/06 tra quelli nerazzurri. Il club bianconero contesta pubblicamente questa ricostruzione e considera 38 i propri titoli. La decisione maturò nei procedimenti sportivi del 2006; il 26 luglio 2006 il commissario straordinario FIGC Guido Rossi recepì il parere della commissione dei tre saggi e attribuì all'Inter il titolo 2005/06. TORINO 1926/27 Il titolo granata della stagione 1926/27 fu revocato e non riassegnato a seguito di un caso di illecito. Per questo il Torino compare con 7 scudetti e non con 8. La revoca fu deliberata dalla FIGC il 3 novembre 1927 in seguito al caso Allemandi. I CAMPIONATI DI GUERRA Le stagioni 1943/44 e 1944/45 non hanno assegnato uno scudetto riconosciuto. Il campionato Alta Italia 1944, vinto dallo Spezia, ha ricevuto in seguito dalla FIGC un riconoscimento onorifico, che però non equivale a un titolo di campione d'Italia e non compare nell'albo d'oro degli scudetti. Nel 2002 la FIGC attribuì allo Spezia un titolo onorifico per il successo nel Campionato Alta Italia del 1944, distinto dallo scudetto ordinario. Tre chiarimenti pratici, per non sbagliare: un titolo revocato non sempre viene riassegnato, un riconoscimento onorifico non è uno scudetto, e le numerazioni rivendicate dai club non coincidono necessariamente con quelle federali. ERRORI DA EVITARE QUANDO SI LEGGE L'ALBO D'ORO 13. Confondere scudetti e campionati vinti. Alcune fonti includono titoli assegnati prima del 1929, altre partono dal girone unico. Le due classifiche non coincidono. 14. Usare fonti non aggiornate. Dopo la stagione 2025/26 molti siti riportavano ancora l'Inter a 20 titoli. Controlla sempre la data dell'ultimo aggiornamento della pagina. 15. Dare per buona la numerazione di un club. La bacheca dichiarata da una società e l'albo d'oro federale possono divergere, come nel caso juventino. 16. Contare le stelle al posto dei titoli. La stella è una convenzione grafica, non un documento. 17. Sommare scudetti e Coppe Italia. Sono competizioni distinte, con albi d'oro separati. Lo stesso controllo delle competizioni e degli eventi è utile quando si impara come leggere il palinsesto scommesse calcio [https://chirurgodelbet.com/scommesse/Palinsesto_scommesse_calcio:_cos'%C3%A8,_com'%C3%A8_organizzato_e_come_si_legge/]. 18. Citare l'ultimo titolo di club storici senza contesto. Dire che il Genoa ha 9 scudetti senza precisare che arrivano tutti da prima del 1925 restituisce un'immagine distorta. COSA RACCONTANO I NUMERI: GEOGRAFIA E CICLI DI DOMINIO Sommando i titoli per area geografica, il quadro è netto. Piemonte, Lombardia e Liguria raccolgono la larghissima maggioranza degli scudetti assegnati, mentre il Centro-Sud si ferma a poche unità, quasi tutte concentrate in tre città: Roma, Napoli e Firenze. Le isole hanno un solo titolo, quello del Cagliari. Il secondo dato riguarda la concentrazione nel tempo. Nei primi cinquant'anni di campionato hanno vinto molti club diversi, spesso a rotazione. Dagli anni Novanta in poi i titoli si concentrano su poche società, con la sequenza dei nove campionati consecutivi della Juventus come punto massimo di quella tendenza. Il terzo elemento è la durata dei cicli. Chi vince in Italia tende a vincere più volte di fila: il quinquennio juventino degli anni Trenta, la Grande Inter, il Grande Torino, il Milan di Sacchi e Capello, la Juventus del decennio scorso. Gli scudetti isolati, come quello del Verona o della Sampdoria, sono l'eccezione e non la regola. Questi tre dati insieme spiegano perché la domanda chi ha vinto più scudetti abbia una risposta così stabile: il primato della Juventus non nasce da una stagione fortunata, ma da cicli lunghi ripetuti in epoche diverse. DOMANDE FREQUENTI Chi ha vinto più scudetti in Serie A? La Juventus, con 36 titoli riconosciuti dalla FIGC. Seguono Inter con 21 e Milan con 19. Quanti scudetti ha l'Inter? Ventuno, dopo la vittoria del campionato 2025/26. Il conteggio include il titolo 2005/06 assegnato in seguito ai provvedimenti su Calciopoli. Quanti scudetti ha il Milan? Diciannove. L'ultimo è arrivato nella stagione 2021/22. Quanti scudetti ha il Napoli? Quattro: due nell'era Maradona e due negli anni recenti, nel 2022/23 e nel 2024/25. Quali squadre hanno la stella sulla maglia? Juventus, Inter e Milan, essendo gli unici club italiani ad aver superato i dieci titoli nazionali. La Juventus espone tre stelle. Perché la Juventus dichiara più scudetti di quelli riportati negli albi d'oro? Perché il club considera propri anche i titoli 2004/05 e 2005/06, mentre la FIGC ha revocato il primo senza riassegnarlo e ha assegnato il secondo all'Inter. Quale squadra ha vinto il primo campionato italiano? Il Genoa, nel 1898. Il primo campionato si svolse a Torino l'8 maggio in una sola giornata, con quattro squadre e semifinali seguite dalla finale. Quante squadre hanno vinto almeno uno scudetto? Sedici in tutta la storia del campionato. Qual è la squadra con più scudetti consecutivi? La Juventus, con nove titoli di fila dal 2011/12 al 2019/20. Il campionato vinto dallo Spezia nel 1944 vale come scudetto? No. La FIGC ha riconosciuto quel torneo con una formula onorifica, che non equivale a un titolo di campione d'Italia e non entra nell'albo d'oro degli scudetti. Cosa succede se due squadre arrivano prime a pari punti? Il regolamento prevede uno spareggio in gara unica. In caso di parità dopo i 90 minuti si va direttamente ai calci di rigore. Ogni quanto cambia la classifica degli scudetti? Al massimo una volta l'anno, a fine stagione. Le uniche altre variazioni possibili derivano da provvedimenti disciplinari che revocano o riassegnano un titolo, eventi rari e sempre ufficializzati dalla FIGC.

MILAN - BENFICA, I PORTOGHESI PASSEGGIANO A SAN SIRO: AMORIM È GIÀ IN CRISI Il Milan perde in casa contro il Benfica e continua a mettere a nudo le proprie debolezze. Se sabato scorso, nella sfida sul campo della Lazio, era arrivata una rimonta di grinta e personalità, questa volta non c'è stato il comeback. Tuttavia appaiono in maniera chiara i limiti di una squadra che - va detto - deve ancora essere rifinita e definita. Ruben Amorim sta provando a instillare i suoi principi a un gruppo di giocatori costruito quasi integralmente. Sono stati tanti i nuovi acquisti giunti a Milano durante l'estate, alcuni dei quali negli ultimi giorni di mercato. Tuttavia, dopo la quinta partita stagionale ci si aspettava qualcosa di diverso. Non va minimamente presa in considerazione l'ipotesi per cui Ruben Amorim sia a rischio esonero dal Milan. La società crede fortemente nel suo allenatore, ma al tempo stesso qualche riflessione va fatta. Soprattutto per quanto riguarda la gestione del gruppo a sua disposizione. Contro il Benfica, infatti, è scesa in campo la quinta formazione titolare diversa in altrettante partite stagionale. Una mancanza di continuità e di stabilità, che alla lunga pesa. Anche perché, almeno fino a questo momento, il tallone d'Achille dei rossoneri è rappresentato proprio dai primi tempi. E se Luka Modric non si alza dalla panchina nemmeno per fare riscaldamento... MILAN BATTUTO DAL BENFICA, AMORIM NON RISCHIA MA DEVE CAMBIARE La prestazione del Milan contro il Benfica all'esordio in Europa League è stata decisamente a due facce. I rossoneri hanno provato a creare tanto sul piano offensivo, con uno stile di gioco che è però apparso molto scolastico. Tanto fraseggio, molti tocchi, diversi cross a spiovere, ma una pericolosità ancora da trovare. Va detta una cosa: se con un dominio territoriale abbastanza evidente, siano arrivate solo due palle gol nitide (quelle di De Winter e Pulisic nel secondo tempo), qualcosa non funziona. Soprattutto nelle modalità di innesco di Gonçalo Ramos, il quale continua a correre per il campo, ma non riceve ancora palloni giocabili in area. Tutto questo - o comunque buona parte - potrebbe essere sistemato con un uomo: Luka Modric. Il playmaker croato probabilmente non versa ancora in condizioni ottimali. Oppure (tesi più probabile) non ha ancora trovato la giusta alchimia con Ruben Amorim. Eppure questo Milan, che dal centrocampo in su ha tanta fantasia e imprevedibilità, deve passare dai suoi piedi e dalle sue geometrie. Ieri il Pallone d'Oro 2018 è rimasto seduto in panchina per tutta la partita. Una scena che i tifosi rossoneri sperano di non dover rivedere più, se non per cause di forza maggiore. Il tutto mentre la difesa continua a fare acqua da tutte le parti. Anche ieri sono arrivati due gol evitabili, soprattutto il secondo in cui le marcature sono clamorosamente saltate. Il Benfica non ha fatto chissà cosa, ma si è comunque portato a casa i tre punti. Altro elemento che non può non far riflettere...

EUROPA LEAGUE 2026-27 AL VIA: LE FAVORITE PER LA VITTORIA E LE QUOTE DEI BOOKMAKERS L'edizione 2026-27 dell'Europa League è ormai prossima a partire. Dopo i primi turni di qualificazione, ecco che prende finalmente forma il grande girone da 36 squadre. Tra queste ce ne sono due italiane, ovvero il Milan e la Juventus [https://chirurgodelbet.com/news/Juventus_-_Milan,_dura_lotta_tra_due_squadre_ancora_in_crescendo/], entrambe con legittime ambizioni di trionfo al termine della stagione. I rossoneri esordiranno mercoledì sera a San Siro contro il Benfica. I bianconeri, invece, debutteranno il giorno dopo all'Allianz Stadium contro il Nec Nimega. Insomma, due match che consentiranno a entrambe le formazioni di casa nostra di entrare nel vivo di una competizione di altissimo livello. In questo articolo, la redazione de Il Chirurgo del Bet ha deciso di occuparsi di questo trofeo. Staremo a vedere quali sono le squadre favorite per la conquista dell'Europa League 2026-27 con tanto di quote proposte dai bookmakers. Staremo a vedere quali sono le compagini che hanno i favori del pronostico per alzare il trofeo. E ricordiamo quale sarà l'appuntamento conclusivo, ovvero la finale in programma il 26 maggio del 2027, al Waldstadion di Francoforte. EUROPA LEAGUE 2026-27, LE SQUADRE FAVORITE E LE MIGLIORI QUOTE Al momento, la squadra favorita da pronostico come vincente Europa League 2026-27 parla italiano. Si tratta della Juventus. La squadra di Luciano Spalletti, ai nastri di partenza di questa competizione, vanta la quota più bassa secondo i bookmakers. Bisognerà ovviamente fare attenzione a quello che è lo stato di forma dei bianconeri, reduci da un pareggio e una sconfitta nelle ultime due partite. La tensione, al momento, attorno alla Vecchia Signora sembra essere alle stelle. Ecco allora che la candidatura del Milan, come vincente da pronostico della prossima Europa League, appare altrettanto valida. I rossoneri si stanno plasmando a immagine e somiglianza del proprio nuovo allenatore Ruben Amorim. La squadra sta venendo su bene, finora è imbattuta in campionato e si prepara a un debutto scintillante nella competizione. Ma quali sono le altre squadre favorite da pronostico per la conquista dell'Europa League 2026-27? Secondo i bookmakears bisognerà fare attenzione in particolare a Bayer Leverkusen e Bournemouth. I tedeschi sono tradizionalmente una squadra tosta, che prova a fare bel calcio con dinamismo e qualità. Gli inglesi, invece, sono il nuovo che avanza grazie a investimenti importanti e l'arrivo di giocatori di rilievo. Poi ci sono squadre dalla grande tradizione, come le francesi Olympique Marsiglia e Lione, ma anche il già citato Benfica, primo avversario del Milan nel girone.

FIORENTINA, CON VANOLI È UN'ALTRA MUSICA: LA RINASCITA DELLA VIOLA La Fiorentina sembra aver finalmente iniziato la sua stagione, sotto la guida di Paolo Vanoli. Dopo l'esonero di Fabio Grosso [https://chirurgodelbet.com/news/Fiorentina,_esonero_Grosso:_torna_Vanoli_per_provare_a_dare_la_scossa/], i viola hanno trovato una propria fisionomia e soprattutto hanno vinto le loro prime partite. Due vittorie, contro avversario non di primissimo rango come il Venezia in Serie A e il Pisa in Coppa Italia. Tuttavia, chi fa calcio e sport in generale, sa bene che vincere aiuta a vincere. Ecco allora che i gigliati, trovando quella vena realizzativa che ci si aspettava dopo la costruzione della rosa, sembrano aver superato il buio inizio di annata. Le brutte prestazioni dei primi match ufficiali sembrano essere ormai un lontano ricordo. Ecco allora che la Fiorentina, con la guida tecnica di Paolo Vanoli, ha dimostrato un altro vecchio adagio del calcio. A volte non è necessario affidarsi a chi punta troppo sul gioco e sulle idee innovative. In un campionato difficile come la Serie A, infatti, basta "normalizzare" e puntare su tecnici che badano solo al lavoro quotidiano. Il mister nativo di Varese, in questo senso, può rappresentare l'uomo giusto per gestire un gruppo ricco di talenti, ma che forse ha bisogno di un uomo capace di tenere in riga lo spogliatoio. LA FIORENTINA RIPARTE DAL "NORMAL ONE" PAOLO VANOLI Paolo Vanoli è stato spesso visto come un semplice "normalizzatore". Aver lavorato per anni alle dipendenze di Antonio Conte ne ha forgiato le qualità tattiche, ma soprattutto quelle di gestione dello spogliatoio. Si possono leggere in questa ottica le buone esperienze, in particolare quella con il Venezia con cui ha ottenuto due anni fa la promozione in Serie A. L'anno scorso alla Fiorentina ha fatto tutto il possibile per portare la squadra alla salvezza, in una annata da dimenticare. Ora che è stato chiamato a sostituire l'esonerato Fabio Grosso, Paolo Vanoli sa già quali corde toccare in un club come la Fiorentina. E così sono arrivate due vittorie che non possono non fare sorridere. Battuti il Venezia venerdì e il Pisa martedì in Coppa Italia. Il tutto per un totale di ben sette gol fatti, a fronte dei due incassati dai lagunari nel match di Serie A. Insomma, c'è ancora qualcosa da registrare in difesa, ma ora l'attacco appare in forma e soprattutto in grado di incidere. C'è ancora un'ultima gara da giocare, quella contro il Napoli, prima della sosta. E saranno giorni in cui Paolo Vanoli potrà lavorare ancora, per registrare un gruppo dall'alto potenziale.

COMO, PRIMO POSTO E GRAN GIOCO: FABREGAS FA SOGNARE I TIFOSI Il Como continua a volare e soprattutto a far sognare la sua gente. L'inizio della stagione 2026-27 è stato fin qui magico e soprattutto non ha visto battute di arresto da parte dei comaschi. La formazione allenata da Cesc Fabregas sta volando sulle ali dell'entusiasmo, ma fino a questo momento nulla di quel che è stato conquistato appare come qualcosa di effimero. I lariani stanno facendo qualcosa di straordinario, mantenendo alte le aspettative di una società e di una squadra che fa della qualità - ma anche della praticità - il proprio credo. E in questo senso va sottolineato il grande lavoro svolto fin qui da Cesc Fabregas. Il tecnico spagnolo ha fatto cose eccezionali, soprattutto sul piano della mentalità nei confronti dei suoi giocatori. Già dalla composizione della rosa si era vista una quantità importante di talento a disposizione dell'allenatore. Poi, però, è venuta fuori una compagine capace di lottare con ardore e intensità su tutti i campi. Ne consegue un cammino che fin qui è stato incredibile, in Serie A e non solo. COMO, COSÌ SI PUÒ SOGNARE: I SEGRETI DI FABREGAS Il Como, in questa prima parte di stagione, ha vinto 4 delle 5 partite fin qui disputate. L'unico stop è arrivato alla prima giornata di Serie A, contro un'Udinese che ha dimostrato di poter dare fastidio anche all'Inter [https://chirurgodelbet.com/news/Inter,_specialit%C3%A0_rimonta_ma_la_difesa_continua_a_fare_acqua/]. Per il resto, il percorso della compagine lariana è stato pressoché perfetto. Tre successi importantissimi in campionato, con avversari via via sempre tosti e difficili da superare. La vittoria sul campo del Napoli è stata più di una semplice dichiarazione di intenti. Poi è venuta la goleada sul campo del Genoa, prima del convincente successo ai danni del Parma di lunedì sera. In mezzo la notte da sogno di Champions League. Nella prima sfida nell'Europa che conta nella storia del club, il Como ha letteralmente passeggiato sul Red Bull Lipsia. Una prova di forza incredibile, che ha iscritto i lariani nel novero delle possibili sorprese della competizione. E non è ancora finita, visto che prima della sosta Nico Paz e compagni se la vedranno con il Frosinone. Un match non scontato, ma che vede i lombardi come legittimi favoriti per i tre punti. Cesc Fabregas ha dimostrato di saper toccare le corde giuste con i suoi giocatori. Aver trasformato l'ingente quantità di talento in mentalità vincente è stata fin qui la sua più grande vittoria. Con il lavoro svolto negli spogliatoi e in allenamento, un gruppo di ragazzi forti si potrebbe trasformare in un'armata capace di affrontare a testa alta qualsiasi ostacolo.